Categorie

Archivio mensile

Navigazione

Respiro col cuore

Scritto da: Roberta il 28-03-2017 - 01:16 am

Toni di rosso nel mosaico in alto sulla facciata di marmo bianco del Tempio malatestiano che si innalza lucente stupore nel pomeriggio di marzo a Rimini.
Apre respiro saldo sull’erba lo slancio nella geometria dei negozi della strada che viene da incroci squadrati, decumani, via Flaminia ed Emilia, grande Piazza intorno alla quale il paese circola di passeggio di giovani a frotte.
All’interno del Tempio Sigismondo domina in una navata di austera verticalità, dove le cappelle sono limitate da sculture minute di marmo bianco, colonnine, simmetrie, accolgono una Pietà in miniatura in campo azzurro e stellato, un affresco di Piero della Francesca, tesori custoditi tra altri senza sfarzo, nella purezza della classicità.
Nel centro della movida colori di negozi in una continuità senza soluzione, variegata di abbigliamento alla moda, caffè, librerie, souvenir, ristoranti.
All’Arco romano il prato è una piazza dove ragazze e ragazzi sostano, si danno appuntamento, aspettano autobus al ponte che cavalca il fiume-canale, alle panchine che sono snelle barche di legno.
Il ponte di Tiberio, del 14 d.C., è all’estremo opposto del lungo Corso, una pietra antica così possente che ancora le automobili lo attraversano sopra il fiume. Fotografo Pino al lato, mi sembra di cogliere una somiglianza con Giulio Cesare, guarda il parco acquatico sottostante che si estende di prati dove i bambino giocano.
Nella Piazza medievale la fontana della Pigna è un ricamo ai piedi del grande palazzo rettangolare del Municipio di mattoni con le torri merlate. Motociclette e sidecar di collezioni d’epoca creano l’atmosfera di un film anni ’60, nella sera mondana del sabato mentre centinaia di persone siedono nei bar per l’aperitivo, ai tavolini nelle piazzette e nei vicoli in conversazione, tra luci di negozi di trucchi e bigiotteria, antiquariato, gioielli, scuri interni di pub, angoli di fiori.
Sulla circonvallazione domina il Castello di Sigismondo, mole di torri gigantesche in restauro, imbrigliato come transatlantico prima del varo, fronteggiato dal teatro in costruzione Fellini, che è ricordato in mille insegne. Si aprono trattorie e ci fermiamo a “La mi mama” a mangiare qualcosa di pescato nell’Adriatico , tra tavolini di legno assiepati in un enorme stanzone allegro,tra la musica canzoni dei Beatles, pareti che appaiono una tinteggiatura in corso, camerieri alla mano, un po’ di fretta per la pressione della clientela numerosa.
Per rientrare nell’Hotel dobbiamo digitare un codice. All’arrivo alle tre del pomeriggio era chiuso e il tassista che ci aveva accompagnato ci aveva lasciato attoniti davanti alla porta a telefonare. E’ tornato poco dopo dicendo di aver rintracciato il proprietario che sarebbe arrivato presto, intanto ha digitato un codice su una tastiera sul muro e ci fatto entrare nella hall. Miracolo del turismo romagnolo.
Domenica mattina alla marina. Arrivo alla fontana dei quattro cavalli. Da tuffarsi e saltare. Tra alberghi liberty e tanti alberi, erba e pratoline. Il Grand Hotel come una reggia bianca ornata di pinnacoli oltre alte inferriate, giardini di oleandri e palme, andirivieni di ospiti e camerieri, si erge sul lungomare a vedetta con le bandiere al vento.
Entriamo nel viottolo di uno stabilimento chiuso tra cabine e marmittoni, giochi di plastica, piante rovinate dall’inverno, qualche operaio che ridipinge, tubi e teloni che coprono forme indistinte. Tra un bagno e l’altro spazi con qualche sedia di plastica dove turisti sostano, qualcuno che si toglie la maglia, bambini vanno avanti e indietro tra assi di legno, mattoni, si inerpicano sulle dune che portano al mare.
Pino si sdraia a prendere il sole su una panca, mi incammino verso la riva. La spiaggia è grande, la sabbia vicino all’acqua ha riflessi d’oro, l’aria è fresca di un venticello soleggiato. Molti passeggiano, cani corrono, vola sul mare un parapendio blu.
Al porto-canale moltissime imbarcazioni, saliamo al molo dove è in preparazione un’esercitazione di salvataggio. Cammino i massi fino alla punta e scopro la riviera nelle due direzioni lunghissima, saluto sbracciandomi Pino che mi aspetta con la valigia rossa mentre un operatore Rai lo riprende chissà perché.
C’è sole vento tanto mare tutto intorno. Respiro col cuore.


Nessun Commento | Autobiografia | Stampa


Mago Zurlì il Principe papà

Scritto da: Roberta il 24-03-2017 - 09:23 pm

Mago Zurlì era Il Principe papà delle bimbe e dei bimbi che cantavano allo Zecchino d’oro , proteggeva con lo sguardo, non li prendeva in giro, scherzava ma non li metteva in ridicolo, li faceva sentire importanti nel loro piccolo ruolo, nella parte giusta di un gioco canoro. Domandava di un fratellino, della mamma, di una compagna dispettosa, entrava nel mondo del bambino e non lo gettava nel panico del divo. Ha contribuito a creare l’antidivo Richetto imbranato, simpaticissimo nella sua ignoranza e furberia, una macchietta da Commedia dell’arte, il furbo-sciocco, e discuteva con Topo Gigio che rappresentava la meraviglia – ma coosa mi dici maaiii??!!- e l’arguzia, la malizia, a volte come il Grillo parlante di Pinocchio.
Mago Zurlì è stato tenerezza e gioco, sorriso, pomeriggi di belle canzoni che hanno accompagnato l’infanzia di generazioni, un mantello di stelle che ha allargato i confini del cielo dei bambini italiani e non solo.


Nessun Commento | Notizie | Stampa


Respiro di bellezza

Scritto da: Roberta il 23-03-2017 - 09:37 pm

Respiro di bellezza
anela l’occhio lo spirito
forme che ordinano
il pensiero innalzano
la fantasia colori spazi
ritmi melodie armonizzano
mente e sangue
passo e sostare
a rimirare
sentiero e radura
roccia, vetta
piazza e volta affrescata
organo vibrante, violini
orizzonte e onda.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Vega ride

Scritto da: Roberta il 18-03-2017 - 04:22 am

In seconda media non mettevo i puntini sulle i. Ieri sera, dopo quasi cinquant’anni, mi sono domandata perché e ricordandomi le pagine dei compiti in classe d’inglese tutti corretti di puntini rossi sono scoppiata a ridere. Fosse che la professoressa era puntigliosa? Più rivedevo il viso contrariato della prof. che mi restituiva il compito interrogativa più ridevo e il mio cane, in soggiorno, si avvicinava a me. Mi ha folgorato il pensiero che l’insegnante si sentisse contestata da una sorta di protesta pacifista e la mia risata si è prolungata gioiosa facendo drizzare le orecchie a Vega. Mi ha fissato negli occhi e ha cominciato a tossire!


Nessun Commento | Autobiografia | Stampa


Luna di dune

Scritto da: Roberta il 07-03-2017 - 11:19 pm

Gardenie stordisco profumo
punge il tuo volto, umidi petali
dita lambiscono le labbra
l’amaca culla sull’Oceano.

Cavalchi la prateria
mentre l’occhio di diamante
m’ingorga
alla spiaggia senza confine
avvolti dorati luna di dune.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Con un bacio

Scritto da: Roberta il 14-02-2017 - 08:29 pm

Nel cambiamento l’amore
negli anni sorprende
col ritorno della fioritura
dal silenzio della neve
col rosso delle rose.

Da nuvole di pioggia
l’abbraccio di chi
vuole tenersi stretto
luce di sorrisi
intrecci di storie condivise
molta vita insieme.

Tra albe e burrasche
mensa e calore del letto
nella distanza il pensiero
di ritrovarsi nelle parole
con un bacio.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Adagio

Scritto da: Roberta il 07-02-2017 - 09:39 pm

Aprirsi al dialogo
aria al pensiero spazio interiore
meditati silenzi pietre levigate
smerigliati lucori
al vento sfumati petali
solleva un canto sommesso, profumo
diafano, lento ritmo passi affiancati.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Fiori di vetro

Scritto da: Roberta il 31-01-2017 - 02:48 am

Fiori di vetro
alle vittime della neve
ghiaccio falce di luce
fuga di vita
ibernata nella mente
terremoto nelle viscere
nel sangue visioni
fiori di vetro in volo.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Carovane

Scritto da: Roberta il 28-01-2017 - 01:34 am

Poi arriva la sera
e ore triturate
come pan grattato
nel vuoto di clessidra.

Dune di deserto cangianti
si snodano mille formiche
carovane, impietoso sole
gelida luna.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Attesa del bucaneve

Scritto da: Roberta il 17-01-2017 - 11:34 pm

Gelida natura che isola
neve e neve implacabile
domina paesi e campagne
uomini,bestie,strade cancella.

Nel cielo opaco
luci abbattute, case isolate
senza calore, piante d’ornamento
sui balconi, nei giardini senza vita.

Rifugio la mensa
una calda minestra
vino che accenda il sangue
l’attesa di un raggio su un bucaneve.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Santa Lucia dagli occhi pizzuti

Scritto da: Roberta il 14-12-2016 - 03:08 am

Mia nonna sarta ormai cuciva solo pantaloncini per il mare e grembiulini per le nipoti, ma si industriava sulla sua Singer e prima a misurare, tagliare e appoggiava il metro, gli spilli sul tavolo del soggiorno. Andava in cucina magari per un bicchiere d’acqua o ad aprire la porta ad una di noi bambine di ritorno dal cortile e ci preparava la merenda. Qualcosa le era caduto, poggiava in ingresso un gessetto nel richiamo dello squillo, le forbici chissà sulla credenza e la casa nasconde ma non perde, si sa.
Allora si metteva alla ricerca girando in qua e in là e invocava:- Santa Lucia dagli occhi pizzuti, fammi ritrovare quello che ho perduto.-


Nessun Commento | Autobiografia | Stampa


Assurda morte

Scritto da: Roberta il 10-12-2016 - 09:50 pm

Corsa disperata e cieca
fanciulla derubata
nello spavento
della periferia degradata
viaggio alla conferma
di poter esistere nella città
dove vivi studiando da artista
per un documento, la tua borsa
aggredita, sola
nella landa desolata
degrado di inaccettata convivenza
ai margini
piccola cinese d’istinto
guerra del Bronx
insegui gli assalitori
come un film d’azione
stritolata in una tragica fine.

Brucia un dolore rabbioso
per l’innocenza
di un volto di bambina
per l’assurdo
della miseria delinquente
che per una manciata di euro
spinge un angelo
sotto le rotaie.


Nessun Commento | Notizie | Stampa


Festa di pace

Scritto da: Roberta il 06-12-2016 - 08:06 pm

Vola il futuro
incerto, io a terra
pensosa netto lenticchie
da sassolini
come per la cena di Capodanno.

Trattengo il fiato
come scartando un regalo
prendo lo slancio
per spegnere candeline
prima di compiere
cento anni di attesa
di una festa di pace.


Nessun Commento | Poesia | Stampa


Non cambiare per dispetto

Scritto da: Roberta il 01-12-2016 - 07:24 pm

C'è un'onda conservatrice che fa opposizione alla semplificazione della Riforma, al tentativo di rinnovare un sistema burocratico che tutti criticano. C'è anche malafede perchè dicono che vorrebbero cambiarlo dopo aver detto no al cambiamento.


Nessun Commento | Notizie | Stampa


Fiducia nei propri eletti

Scritto da: Roberta il 01-12-2016 - 02:25 am

Ma se io ho votato un Sindaco o contribuito a portare al Governo un Consigliere regionale perchè non mi dovrei sentire rappresentata in Senato?


Nessun Commento | Notizie | Stampa


Pagina precedente | Pagina successiva