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Nel giardino di Godot (3)

Scritto da: Roberta il 23-02-2016 - 09:28 pm

CARMELA: E il Maestro?
R.- E’ un viaggiatore.
A.-Un seminatore.
R.- Un aedo
C.- E’ un ricordo. Per voi. Per me?
A.- E’ una luce.
R.- E’ il ricordo presente. E’; esistito. In ognuno nel giardino.
C.- Per voi. Per me?
R.- E’ la luce del tempo.
A.- Il ricordo è la luce del tempo?
C.- Le parole….illuminano?
A.- Un modo per muovere le acque.
R.- A volte le parole sono così semplici e la vita non riesce ad assomigliargli.
C. – E la morte?
A- Assomiglia alla vita?
C.- Perché è questo che escludiamo con forza, con tutta la forza?
A.- non conserva che qualche molecola…
C.- Rientra nel ciclo biologico. Tutto lì…nel ciclo biologico?
R.- Fino a quando?
C.- Il lascito?
A,- Il ritorno
C.- E intanto esserci per sempre
A.- Esserci già, come
R.- Messaggio
C.- E’ già abbastanza vivere senza sfidare gli dei.
A.- E’ più arduo vivere senza una sfida.
R.- Senza risposte
A.- Senza domande
C.- Senza di te
A.- Il sole che invade la stanza al mattino
R.- D’inverno, il cappuccino caldo che ti scalda le labbra.
C.- Trovarti già a casa al mio ritorno
R.- Essere gentile e sentirmi migliore
A.- La tua fiducia mi rende migliore
R.- Il regalo che fai per sempre a un bambino con un gesto d’amore, attenzione
A.- Lo scrivi per sempre nel suo cuore, nella sua mente e …
C.- Quello spirito vola? Fino a quando? Per quanto tempo?
A.- Ah, il tempo! Hai il tempo di concepirlo?
R.- E’ ora
C.- E’ sottratto alla sofferenza.
A.- E’ baciato dalla luce del ricordo.
R.- Il ricordo è la luce del tempo.
A.- Il papavero piange il grano mietuto
R.- L’orologio infrange la casualità della vita
C.- Il tramonto ingoia ogni alba.
A.- Il ricordo è la luce del tempo.
R.- La notte avvolge il sonno nel tempo
A. – Sulle punta delle dita, acrobata, vola, come pensiero sul filo. Esatto in ogni volteggio.
R.- Il libro spruzza sentenze. Chi assembla computer?
C.- L’onda spruzza atomi e iridescenze.
A.- Il ricordo è la luce del tempo
R.- Il gelso matura le more. Il baco ha tessuto un sipario smeraldino.
A.- Il giardino, anello degli anni.
C.- L’orologio scricchiola e asculta, il cuore scandisce
A. – Il ricordo è la luce del tempo
R.- L’altalena trova l’oscillazione del pendolo: nel ritmo, un ritorno
C.- La voce, eco di parole mai dette. E il Cantico delle Creature?
A.- La metamorfosi illude la maschera, le crepe dell’anima
R. La memoria è il ricordo della luce
C.- La lampada guarda il cappello di paglia sulla poltrona
R.- L’Angelo …attende
A.- Nel giardino di Godot
M.E.- Che non è qui
U.- Che non è arrivato
M.E.- Che è già passato di qui
U.- Nel suo viaggio
M. E. – E Atlante? (3 continua)



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Nel giardino di Godot (2)

Scritto da: Roberta il 23-02-2016 - 09:27 pm

Ugo:
-Pan, umile e senza pretese
si accontentò di vivere
dei prodotti della terra
nella campagna d’Arcadia.
Si dice che Pan fosse nato così brutto
deformato da corna, barba
coda e gambe da capro
che sua madre – ninfa o capra chissà, o figlia di Crono e di Rea?-
fuggì atterrita, mentre Ermete lo portò
sull’Olimpo per far divertire gli Dei.
Pan, fratellastro di Zeus,
Pan visse in Arcadia,
dove pascolava le greggi e allevava le api,
partecipava alle veglie
di ninfe montane
e aiutava i cacciatori
a snidare la preda.
Pigro e di buon carattere
nulla gli piaceva di più
della siesta pomeridiana
e si vendicava di chi
andava a disturbarlo
lanciando dal fondo di una grotta
o dal folto di un bosco
Un urlo tale
da far rizzare i capelli in testa.
Pan seduttore di ninfe
R.- di Eco e Eufeme
e si vantava di essersi accoppiato con tutte le Menadi ubriache di Dioniso
sulle vette delle montagne.
U.- Un giorno tentò di sedurre
C.- la casta Piti, che riuscì a sfuggirgli
trasformandosi in un albero di fico
U.- e Pan se ne appese al collo un ramo,
a guisa di scapolare. Un giorno inseguì
M.E.- la Ninfa Siringa dal monte Liceo fino al fiume Ladone,
dove la Ninfa si trasformò in giunco
U.- e allora recise molti giunchi per trovarla tra gli altri
e con quelli fabbricò lo zufolo.
A.- sedusse Selene, mascherando
il proprio nero pelo caprino
sotto un vello bianco.
U.- Gli Dei disprezzavano Pan
per i suoi modi rozzi,
ma da lui imparavano molte cose.
Pan è un dio morto
nei nostri tempi ? (2continua)


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Gilda giochi di fumo

Scritto da: Roberta il 23-02-2016 - 06:01 am

Gilda giochi di fumo
bella bionda signora
vende illusioni di diventare
milionari nella sua tabaccheria
io compro il vizio delle sigarette.

Gentile sorride anche al temporale
arrivo con le buste della spesa
ci domandiamo se nel quartiere
c’è sorpresa o problemi movimento.

Magari domani andiamo in centro
o da un medico ahimè
per noi o per un parente
a tutti tocca la manutenzione
oppure meglio il parrucchiere
se il tempo lo vuole.

Ci complimentiamo di un vestito
un trucco, delle figlie
nostri gioielli più della bigiotteria
che brilla addosso.


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I cappelli del fornaio

Scritto da: Roberta il 23-02-2016 - 03:36 am

Il fornaio cambiava cappello
ogni giorno a Portonaccio
era un Jolly o un carabiniere
con la bombetta, un pompiere
nella parte inscenato
dietro il bancone rinsecchito
barba sfatta ingrigita
voca roca e altisonante
farina nelle mani bianche.

Come un pilota nervoso
alla guida del commercio veloce
imbustava rosette, pizza rossa
offriva un assaggio di broccoletti
e salsiccia, per farti ridere non rideva.

Ti apostrofava come un capostazione
alle mancanze con la moglie alludeva
un Totò allampanato, uno stecco
con le novità dei cinque cereali
ma il forte era il pane lariano.

Infine tutti quei dolcetti che pretendeva
di ficcarti in bocca con il gesto lesto
di un nonno che la sa lunga sulle debolezze!


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Claudia e Marcello

Scritto da: Roberta il 21-02-2016 - 12:14 am

Claudia e Marcello amore di roccia
adolescente passione contrastata
fughe coperte dagli amici, andate
e ritorni dal collegio Università
Bologna, a Roma nasce la famiglia.

Bellissima bruna Claudia
dai capelli lunghissimi, mite
e combattiva, Marcello alto sportivo
risata schietta sguardo seduttivo.

Perde la mamma inconsolabile
di affetti fraterni cerca conferme
Claudia lo coccola e vizia
dolce Marcello ricambia attenzioni.

Amico degli alunni, compagni comunisti
amorosi genitori sempre tornano a Taranta
da amici e parenti, viaggiano strade d’Europa
vacanze di storie e cultura, girandola la vita.

Condividiamo con le nostre bambine
gioiose giochi di parchi passeggiate
pranzi – Marcello qualche volte cucina-
complicità con Pino collaudata, Claudia
ed io cresciamo insieme all’età delle tante
responsabilità soddisfazioni paure
con discrezione affetto puro , letture
passione per l’arte rimpianto della sua pittura
ma è molto presa in ufficio dal lavoro.

Marcello Sindaco, Taranta torna protagonista
nido sulle rocce dove li raggiungiamo d’estate
ed è sempre festa stare insieme scherzando
bevendo vino eccezionale e passeggiamo
nel Parco delle Acque Vive risorto
mentre le figlie signorine ampliano
il nostro sguardo al mondo ed al futuro.





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Marco amico di rete

Scritto da: Roberta il 20-02-2016 - 12:19 am

Marco serio ed ilare
facondo di scrittura
politico letterario uomo impegnato
passione cinema mille storie
balenate pittura fotografia
personaggi generoso
nella rete lancia miraggi
ragionatore pungente
con un fumetto salta
nell’attuale, il passato istoria
sale sull’Appennino alla neve
l’estate verde i rifugi canta
sempre torna alla sua Bologna
ai portici vicoli Chiese e dipinti
colori ombre e pietre, musica che
ha attraversato la vita con gli amici
al popolo di ieri alla politica alla cultura
che prosegue attraversa col motorino
il suo Destino.


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Andreina con fiducia

Scritto da: Roberta il 18-02-2016 - 07:52 pm

Andreina affrontiamo
passi faticosi, nasce dal tuo lutto
la vicinanza raggio d’amicizia
varcare la soglia verso giardini e andare
mangiare insieme parlare di noi
vita vissuta sperata sfuggita
il tuo grande amore
per gli animali
ma soprattutto i genitori.

Curi i gatti solerte
come lascito istinto di vita
la terrazza, cucini
mi accompagni dal dentista
critichiamo le vetrine
i libri aprono scenari
zoomate ai ricordi
che tornano alla famiglia ai viaggi
alla ricerca di ragioni
oltre la Fede tua profonda
di una Terra da coltivare
con fiducia.


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Flavia al passo

Scritto da: Roberta il 18-02-2016 - 07:01 pm

Sorprendono attimi
di amicizia, comprese, accettate
con lo stesso passo, Flavia occhi al cielo
dialogo che dipana e arricchisce
la matassa dei fili che intrecciamo
disarmo
risa che squillano d’intesa
pace della mente
un brindisi,
tepore di sguardi
specchio dell’anima.


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Amica Betta

Scritto da: Roberta il 18-02-2016 - 06:53 pm

Amica argentina
tanghéra comunista
lotta per i figli e la cultura
libri tradotti, terremotati soccorsi
storie affabulate in mille incontri.

Donna allegra d’animo Elisabetta
di cupi scoraggiamenti
si rialza con scatto felino impulsiva
simpatie di pelle e d’intenti
d’ironia mordente
ha amato molto gli uomini
conosce il cuore delle donne.

Partecipa per ogni offesa
alla dignità all’orgoglio
che è la sua bandiera
di spirito libero ribelle di sorella.

Parte con ogni libro, si perde nel mare
sogna i ricordi e trema il futuro
ogni giorno annaffia i fiori
e sa inventare da un particolare
una storia.


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Daniela e il gatto certosino

Scritto da: Roberta il 17-02-2016 - 10:53 pm

Daniela donna di passione
vuole salvare il gatto certosino
di pelo grigio vellutato mitico
mite che si riproduce
nella sua stanza del cucito.

Non ricama per scherzo
ma si diverte molto
trasforma stoffe in arazzi, ritagli in borse
coperte quilt, ricopre tavoli e divani di fiori, cuori
casette, cotoni americani
come una tradizione da far west.

E le tende con le onde ombreggiano
finestre che aprono su piante e fiori
angoli che ceramiche rallegrano il riparo
di una poltrona che l’accoglie a leggere
romanzi, libri di storia, agricoltura.

Perché da Roma, dopo il lavoro intenso
di pediatra sempre cercata
corre all’orto a Pescina
a raccogliere verdure, potare rose
cucinare insieme a Paolo
e incontrare amici.

Il marito –occhi verdi come gatta, un po’ sorniona-
lo vizia e coinvolge ai suoi interessi.
Si va ai cinema, alle mostre, anche feline
ma soprattutto i quadri, che anche lei ha dipinto.

Ritratti, paesaggi, ancora mici
e i figli suoi che sono il centro
dell’universo della sua danza
dell’ascolto, della guida
che adesso è una risposta,
mentre Valentina e Stefano
sono bravissimi, audaci
lavorano nel mondo
cercano l’amore dei genitori sempre
e sempre lo trovano
ogni momento è giusto.


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Zia Aida la vita è una fregatura!

Scritto da: Roberta il 17-02-2016 - 08:19 pm

Zia Aida pepe biondo
scoppiando a ridere
fragorosa e amara
sentenzia – la vita è una fregatura!-

Lavorava nel forno di famiglia
innamorata dei suoi nipotini
e con un operaio osteggiata
dalla mamma, Oltreoceano
ha raccolto milioni di uova
dalle stie delle galline
del suocero all’azienda.
Poi IBM schede con qualifica
ottiene cittadinanza americana.

La piccola Emily di Benny
meravigliosa è un portento
ballerina fino a Broadway
spettacoli premi, per Aida lacrime
di felicità e grandi soddisfazioni
quando diventa avvocato, sposa, madre
orgogliosa infaticabile quanto lei.

Piccola zia Aida di statura
un gigante di cuore, occhi di cielo
Fede praticata incessante , magra
nervosa, veste la moda americana
colorata, sempre in pantaloni
parla inglese misto italiano un po’
Abruzzese, torna d’estate al mare
da sorelle cugini nipoti
lusso di feroci affetti.

Con lei il nuovo compagno
beve whisky, pantaloni bianchi e cappelli
arrivano dalla Florida
dove pescano, cene con gli amici
guidano anziani migliaia di miglia
dal New Jersey , comunità di paesani.

Niente la spaventa, odia le sigarette
adora i figli di Emily e ormai pensa
che in America tutto è migliore che
in Italia, ma non Pompei ed il Papa
e da lontano guarda sempre la RAI.


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Alfredo incide

Scritto da: Roberta il 16-02-2016 - 08:04 pm

Figlio della musica e delle parole
Alfredo del pennello, piccole e grandi tele
incide emozioni vive negli occhi morbidi
cerbiatto Peter-Pan, principe delle nevi
uomo-chioccia tenero alleato con i figli
sincero e sfuggente con gli amori
che lo trafiggono sfiorano illudono
incide in una canzone, ama il silenzio
la meditazione, cibo essenziale
veste di nero, parte sempre e torna al
suo laboratorio a dipingere anche
il bianco e nero vibrante di energia colore.

Muscoli allenati alla misura attenta
di ogni gesto, ai sorrisi
ogni lezione per gli allievi
ai corsi di scrittura, al rifugio di campagna
cavalli, al mare che rigenera poesia e ricordi
amore, mentre i rimpianti catalizzano polvere
d’arte che consola, lacrime si asciugano
il tempo gira ma resta il segno
di affetti profondi, intese scelte
il riconoscimento di sguardi
come rivelazioni.


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Massimo che passione

Scritto da: Roberta il 16-02-2016 - 07:50 pm

Massimo chitarrista
nervoso controlla
l’impeto con maestria
d’esperienza, tecnica
giovane furore coltivato
su palcoscenici rock, pop
grinta e melodia, ritmo
armonia, dialogo
degli strumenti con musicisti
e cantanti, parole d’autore
con la chitarra corpo oltre la mano
nella pelle, l’orecchio
batte il ritmo del sangue.

Massimo Maestro
compone musica
spartiti disegna
analitico algoritmico semplifica
ripete suona ogni lezione
chitarre progetta
immagina tecnologia d’ingranaggi
computer magheggia
e torna sullo schermo
a vibrare con la chitarra
musica che muove
serio concentrato
ispirato o scherzoso
coinvolge attira invoglia.


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Jenny Tutti i suoni del mondo

Scritto da: Roberta il 15-02-2016 - 10:57 pm

Jenny voce vellutata potente
d’impeto e sussurro
l’Inno dei giovani al Giubileo
alla ribalta
successo Tutti i suoni del mondo.

Canta pop sui palcoscenici
-lunghissimi capelli avvolgenti
occhi di tramonti dorati-
scrive canzoni
viaggia su navi da crociera
incanta nelle notti
danzatori sulle onde.

Sceglie musicoterapia
scioglie il canto in donne
sofferenti con dolcezza
e decisione, esempio di tempra
cuore, la passione.

Jenny dirige cori, manifestazioni
veste Contessa abiti d’epoca
interpreta la parte
anima meeting, cene delle candele
organizza donne nella cultura
e nel sociale, brilla nell’intrattenimento
con il suo canto ammaliante.

Ama uomini artisti
che tracciano con lei percorsi
inventano canzoni spettacoli
suonano e cantano insieme
alla vita al futuro eco
pensiero profondo spirito fuoco
alla voce al sorriso a commozione
che scuote chi ascolta raccolto.


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Marco vocazione alla parola

Scritto da: Roberta il 15-02-2016 - 08:36 pm

Marco capofamiglia
unico di tante donne
ragazzo precoce, spiritoso
pensiero libero, affabulatore.

Occhi azzurri, mani nodose
motocicletta gialla, rema il pattino
calmo, nuota e gioca
a tennis, bigliardino
al mare dal bagnino Nicolino.

Tanti amici anche a Lecce
eccelle al liceo, feste a Chieti
radici e affetti complici ragionamenti
profondi, fantasiosi progetti
ironia, amiche di balli, giochi di carte
e passeggiate agli eremi alla Majella.

A Roma giurisprudenza con la compagna
già innamorati tra i banchi di scuola
sposa e vola in Oriente giornalista
con i bimbi belli adorati
padre tenero apprensivo
di sguardo profondo al futuro
indaga il mondo, ama la poesia
interpreta politica ed economia,
torna a Roma, centro del suo destino
-nel sogno torna la spiaggia
dell’infanzia, giorni sereni-.

Il successo al giornale responsabilità
libri e presentazioni, anche in televisione
i figli crescono nel mondo
brillanti, liberi e legati alla famiglia
allargata, colta e di tanto amore e feste
vacanze condivise.

Marco procede sicuro con la moglie
torna alla mamma
alle sorelle, comunica
diretto con ogni nipote
miriadi di contatti , lavoro e affetti
viaggi nel mondo, affanno e piacere
cuore affollato, la mente turbina
trova parole che sono vocazione.


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Filosofo Franco

Scritto da: Roberta il 15-02-2016 - 08:51 pm

Franco incontro
seminario di filosofie misteriose
un vino schietto dall’Abruzzo
troppe le mie parole
la tua indignazione
alla mia idea di premi di poesia
passeggiate tra i portici
aule d’università, cinema e osterie
in casa con le amiche
cene d’allegria e malintesi.

Giovane bello, scrittore
riflessivo poeta nei particolari
amori burrascosi approdato
ad una compagna speciale, originale
-amico silente di sguardo compreso
sagace, risa dal cuore, intuito
di malinconie-
genitori di un figlio artista
germinato come il vostro talento
che continua a fiorire in giardino
in montagna, in viaggio
tra amore e passeggiate, cucina e balcone
all’accoglienza generosa di amici.


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Daniela pianoforte

Scritto da: Roberta il 14-02-2016 - 08:23 pm

Daniela al pianoforte con Pierluigi
suonano Chopin romantici innamorati
luminosa la sala del Museo antico
al Classico studiamo insieme
brava Daniela, brillante costante
sguardo acuto, nelle gite canta
e ride libera, a casa ubbidiente.

Bruna pelle diafana una principessa
poi bionda avvenente, altissima
buona non si fida facilmente
con la mamma vive in simbiosi
adora i fratelli, la maggiore.

Laboratorio di chimica tra gli alambicchi
estraiamo violette e limoni per profumi
a Roma a Campo dei Fiori al tramonto
giovani cavalieri galanti
ci offrono rosse le rose.

Sposa Pierluigi e per i musicisti
arriva il successo conquistato
dopo tanto studio lotte viaggi
al Conservatorio e nei concerti.

La musica in famiglia è passione
anche per i figli, educati formati
alla matematica, alle scienze, eccellenze
in ogni studio, ragazzi belli
gruppo affiatato si riuniscono
A Francavilla al mare alle vacanze
e Daniela Mater familias
nutre di mille attenzioni la prole.


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Lalla fedele

Scritto da: Roberta il 14-02-2016 - 09:34 am

Lalla per me è baci Perugina
confetti dolcezze e sorrisi
eloquio convincente
che intrecciava a Firenze
prima di insegnare a scuola
italiano e latino.

Donna accurata vista al parrucchiere
ci aggiustavamo per il matrimonio
della cugina ci ha reso parenti
ma amiche per istinto
battute e ragionamenti
amore di famiglia e buona tavola
racconti di radici, discendenza.

Mamma nonna zia di complicità
giochi e intimi crucci, Fede fervente
conforto ai suoi sconforti
mano aperta agli altri, di cento amicizie
politica della cultura, ama la poesia
i fratelli, il mare, figlia di un grande amore
combatte la malinconia.

Lalla somiglia alla grande Sandrelli
è un po’ attrice ammiccante quando vuole
ma si adira ed è franca, cuore grande
negli occhi profondi e lontano
memore di ogni zia
vive i giorni fedele a Gabriele.


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Dada e il tempo

Scritto da: Roberta il 15-02-2016 - 02:43 am

Dada ride suo personale
giudizio universale
ma quando alla chitarra
suonava La locomotiva
noi amiche languivamo peggio
che agli Intillimani!

Padre comunista madre cattolica
adorati agronomi-insegnanti
di cura formazione accese discussioni
girovaga l’Italia circondata
da affetto e tavolate
di numerosa famiglia allargata.

Incontro a Pescara a Piazza Salotto
centro della comitiva del classico
spiritosa argento vivo
con vene di malinconia
dubbi esistenziali
amore con Sisso parte sempre
con lo scooter per la Grecia.

Il mare è nella pelle pugliese
salernitana, torna a Pescara a sperimentare
al Museo ittico con la sua laurea in biologia.

Lunghi vagoni con Sisso per Ivrea
ad insegnare, nascono biondi gemelli
e poi Giovanni, mamma direttiva
sotto dolci spoglie studia continuamente
scienze per amore e per la scuola.

A Roma ci ritroviamo, ceniamo insieme
qualche passeggiata coi nostri cani
legge molti romanzi, cammina in montagna
ma il richiamo è il mare
ritorno agli scogli di Pescara.

Pensa di non adempiere mai
abbastanza compiti
ma nella vertigine cinema teatro amiche
il tempo sembra dilatarsi
e poi è passato.


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Pino, profilo di un amore

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 07:18 pm

Un aspetto di te
ascoso ribolle
scoppietta nell’ilare
battuta, cupo t’inalberi
nello scoppio d’ira
t’accendi di vena politica
fraseggi largo
allusivo di più aereii paesaggi
musica antica
Profeti.

Dormi profondo
ma ti svegli prima dell’alba
non parli d’amore
a volte mi regali cioccolatini
in tempi andati anche fiori
mimose.

Nell’innamoramento rose carminio
una pioggia come di stelle
profonda dolcezza nello sguardo
azzurro di passione.

Cerchi un senso, un Oltre
forse un quid di eros
oltre il quotidiano inoltrarsi nella selva
nel ginepraio di incombenze
fatica preoccupazioni.

Sfiorato il buio più profondo
l’eco della mia voce
al mattino, richiamarti
continuo a me alla nostra vita
all’amore.


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I miei cognati

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 07:04 am

I miei cognati sono uomini
complicati, interessanti
tutti testardi, biondi e bruni
alti, passionali, son piaciuti
alle mie sorelle. Erano belli?!
Sempre padri amorosi, presenti
alla formazione, alla vita ed a pallone
giocano coi ragazzi qualche partita.

Gianni il più allegro, compagnone
eletto nel consiglio comunale
non ama molto la contraddizione
con gli alunni è paziente e giocoso
collabora con la famiglia
in ogni circostanza, ama Bacco
ma poco sopporta il tabacco.

Ironico Fabio è un giornalista
niente convinto che il suo mestiere
sia fatto per missione, sogna
un mondo spirituale
teme la catastrofe universale.
Un po’ viziato nell’alimentazione
cerca luoghi selvaggi, mari e monti puri
rimpiange il tennis giovane campione
ama la musica sovranamente nell’anima
da sempre all’avanguardia.

Pacato Giancarlo ma furbetto
mente sintetica d’ingegnere
scrittura descrittiva nei romanzi
nelle poesie romantico.
Corre atletico, molto lavora in Provincia
ma poco in casa e non sopporta
l’abbaiante Summer che gli sta agli stinchi.

Massimo riservato, gran viaggiatore
il più giovane, con la motocicletta
guida anche l’azienda di colori
mangia vegetariano, poliglotta
ama il cinema, letture originali
ha imparato a creare gelati squisiti
ma la famiglia non li ha mai assaggiati!


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Lili piuma

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 06:59 am

Lili piuma
-ballavamo alle feste da ragazze
condivisi poi pensieri, dolori
ma anche mare e aperitivi
the, Villa comunale-
spinge il pensiero
verso il Cielo
protezione dall’Altissimo
spera giorni migliori
ma quotidianamente
cerca di rallegrarsi
di piccoli piaceri,
conversazioni e passeggiate
con le amiche.

Molto si cura del figlio e della madre
della sua persona, presenza piacevole
bel sorriso occhi verdi
veste classica e sportiva.

Nostalgia del padre,avvocato brillante
amore risate e protezione
rimpianto di un principe
sognato adolescente, di cantare
una vita luccicante che la realtà
ha reso più pesante.

Insegna filastrocche ai bambini
in inglese alla scuola materna
ne aiuta qualcuno nei compiti
elementari in pomeriggi di casa.

Ama la psicologia
piomba in momenti bui, teme molto
le malattie
curiosa della politica
senza fiducia
scrive poesie e canzoni
e sogna il successo
davanti alla televisione.

Provetta ai fornelli
predilige cucina primitiva
ma indulge alla cioccolata, ai dolci
come vorrebbe sempre le persone.




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Paola ricostruisce

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 04:38 am

Paola la casa crollata
all’Aquila col terremoto
lei così mite decisa paziente
ricostruisce come ha sempre
tessuto gli affetti, figlia modello
piccola dei fratelli vezzeggiata
golosa di dolcezze, confetti
amica di confidenze, complicità
al liceo compagna di banco.

Dolcissimo il sorriso, occhi verdi
alta e dritta nei ragionamenti
biologa prestata alle Finanze
ha sposato un ragazzo buono
come il pane, come pochi sarcastico.

Paola sta al gioco, sensibile
nella Fede intima, delicata in ogni gesto
attenta e un po’ severa nell’educazione
del figlio adorato, Luca coltiva gli ulivi
e le viti, dopo aver girato il mondo
sceglie la campagna e il biologico
e alla casa ricostruita torna
alla mamma vicina nelle terrazze fiorite
a rivivere l’Aquila come Fenice.




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Grazia lotta

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 02:28 am

Grazia figlia sandwich
adorata bionda
dal padre Bruno.

Molto cresciuta al mare
passeggiate sul viale in bicicletta
conversazioni esistenziali
i primi amori
la comitiva in acqua e a ballare
nella casa di Lecce, al liceo a Pescara
coi compagni, le amiche
studi d’architettura, progetti in gruppo
tornata alle radici
a Chieti ha sposato Fabrizio.

Antiche e nuove amicizie
figli adorati
insegna arte
anni tra viaggi e cinema
famiglia allargata, mitico il Natale
passeggiate in montagna
fatiche casalinghe
ritorni alla spiaggia d’infanzia
a Francavilla.

Crisi latenti un po’ sorvolate
passeggeri malesseri
lotta della ragione, volontà
serate con gli amici, teatro d’avanguardia
libri letti e studiati, mostre
corse per la spesa, alla mamma
cene con sorelle e nipoti.

Di colpo tutto crolla
solitudine e malattia
abbandono, paura.

Contrarre i muscoli
tenere lucida la mente
gonfio il cuore, tante le lacrime.

Il tempo inesorabile batte batte
come una grandine.
Grazia corre.

Pian piano si placa la tempesta
la vita continua a girare
come sole e luna.
Grazia cammina, spesso sorride.

Lotta la vita quotidiana ostinata
con pazienza, sola, in compagnia
con figli, alunni
spera sogna traccia l’orientamento.


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Antonella sempreverde

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 12:59 am

Compagne di scuola
coi fiocchi blu
bruna dagli occhi ardenti
bravissime, combattive
amiche già adolescenti
nella ricerca delle identità.

Passeggiate alla Villa
nei pomeriggi conversazioni
allegre a casa tua, chiacchierone
d’estate notti a Francavilla
tanti amici e musica in macchina
mentre guidavi
andando a Bologna.

De Gregori e Dalla bandiere
di libertà un po’ sofferta
all’università con le amiche
scarabeo, cinema, osterie
tanti piatti da lavare,
studio impegnato
coronato da lodi.

Ritorno alla casa paterna
il via alla professione
successo d’avvocato,
un grande amore,
amici e tanti conoscenti.

Richiesta in politica
esperienza dura
ma esci vincente
temprata e torni
alla giurisprudenza,
la mamma non c’è
e mancheranno altri amori
-lavoro matto e disperatissimo-
profondi della tua vita
che ti trafigge
ma non ti atterra.

Perché sei casa sulla roccia
albero sempreverde
che sotto la neve riposa
sorride saggia al risveglio
di ogni primavera.


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Passionale Maria Giovanna

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 12:37 am

Oasi d’infanzia Maria Giovanna
negli occhi grandi, le trecce lunghe
limpido il sorriso, la stanza dei giochi
sugli alberi della Villa comunale.
Imparavamo ad andare in bicicletta
a scuola brave, affettuose tante compagne
la maestra Testa veniva alla feste
briciole sul davanzale alle colombe
ci fece conoscere i suoi gatti e regalò
libri di lettura, congedo primo turbamento.

Gioventù di risa e tormenti
ragazza di rara bellezza
passioni d’amore, contrasti in politica
trucchi e maglioni scambiati
vita di casa insieme a Bologna
studio serio di medicina, padre Mentore
passeggiate sulle Dolomiti
guida ai sentieri a rifugi
al passo in salita costante
cime di grigi rosati
corrente di ruscelli incantati.

Esplode l’amore del figlio Francesco
il lavoro impegnato, il Volontariato
torna la Fede ardente d’infanzia
che diventa meditazione speranza
di fratellanza di futuro oltre il dolore
le perdite, conflitti ferite con coraggio
andare avanti col compagno amato
e le amiche di sempre, sorelle.


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a Giovanna

Scritto da: Roberta il 13-02-2016 - 12:02 am

Giovanna sorella d’infanzia
di studio giochi
merende, passeggiate con Tommy
giostra col criceto e autoscontri,
Margherita sua dolcissima madre
un giorno ci chiamò – le sue cinciallegre!-
e animali per Giovanna sono cura ed amore
istinto che ha riaperto piano
verso speci umane dopo la perdita dei genitori.

Campionessa di sci, piscina, a cavallo
col fratello in motocicletta, lotte giocose
Domenica governante come nonna discreta
poi agraria a Perugia, nuovi amori ed amiche
fermento di una giovinezza inventata
ripianta radici per ritornare a trovarle
in Abruzzo, nobili natali, parenti Santi
casa avita popolata di gatti e poi figli.

Col marito d’animo schietto
come lei sportivo e contadino
lavorano tecnici sul territorio,
nella nuova casa in campagna
orto e cucina curata
figli viziati e formati all’amore
della natura, famiglia
piante, animali e il mare
di Francavilla dove torna l’infanzia
con Margherita, i giochi su viale Nettuno
e la comitiva l’allegria di una bimba vivace
sempre cercata dalle amiche, ciarliera
spontanea e ritrosa, mamma-chioccia
che lascia andare i figli ragazzi nel mondo
ma veglia e imbastisce dolci
per ogni accoglienza.


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Sabina compagna di banco

Scritto da: Roberta il 12-02-2016 - 11:59 pm

Sabina al pianoforte
a quattro mani mi guida
nella sala del saggio
composte eleganti
ci inchiniamo all’applauso
sorridenti.

Compagne di banco
nel pomeriggio compiti a casa
merenda pizza al formaggio
perugina, oriunda si dice Sabina.

Incolliamo figure sui quaderni
colorate, Sabina dipinge anche quadri
la mamma è sempre vicina
Amabile che ride, consiglia.

Ci porta in campagna, in montagna
insieme all’amica Margherita e Giovanna
giochiamo al bosco di Sant’Antonio
bambine di mille risorse ma misurate
Sabina vestita sempre ordinata, le trecce
gonne da collegiale, sorriso sereno
intelligente a studiare, volontà di ubbidire.

Padre cardiologo famoso ma alla mano
ci carica sulle spalle possenti, omone simpatico
dai baffi rossi, scroscio le nostre risate!

Domeniche a pranzo da loro
Sabina infanzia dorata protetta
da ogni malignità, illuminata
dal sorriso della nonnina sarta
che nelle camicette silenziosa
con gli occhi adorava la nipote.





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Con le sorelline

Scritto da: Roberta il 11-02-2016 - 08:47 pm

Letti sfasciati per costruire
capanne sulle sedie
nascondersi rubando chicchere
in cucina, zucchero, biscotti.
Anna e Sandra le pesti
sotto le cupole a capriolare
con Raffaella storie di principesse
padrone dell’acqua del lavandino.

Sul marciapiede il comodino trascinato,
intraprendenti congiura tutte
e quattro sfuggite a mamma
come gattine scodinzolanti,
per il mercatino improvvise commercianti
di caramelle comprate al tabaccaio
senza guadagno, pupazzi rotti
e vecchi giornalini.

Campane disegnate di gesso
saltelli e piste di cioccoletti
attraversare la strada vietato
ma per mangiare i pistilli
saporiti fiori d’acacia
con Anna azzardavamo
frettolose.

Disturbavamo il falegname
alla bottega per martellare
chiodi sui truciolati
era una gara di sacchetti
di tesori insieme alle biglie
ed ai nastrini.

Avventurarsi nell’anfiteatro
tra massi smossi salire al prato
era una gita dietro l’angolo guidata
dagli amici maschi passo passo
scoperta da mamma dal balcone
che ci richiamava all’ordine
in fila indiana.

La piccola Cristina arrivò custodita
da una nonnetta, barcollava con gli occhi
come fari, bambola sul plaid in casa
le regalai un coniglietto di lapin
quando mi allontanai e poi poesie
come alle sorelle ancora infliggo
la mia scrittura e le rimembranze.


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Giulio piccolo comico

Scritto da: Roberta il 06-02-2016 - 07:21 pm

Giulio cucciolo della famiglia
è il comico delle feste
orgoglio di farci ridere, stupire
con le sue arguzie, barzellette
poi fugge spingendo un cugino
a giocare, una zia a vedere
un programma.

Coccole della mamma
non bastano mai
e le dà consigli
dalla trasparente furbizia
dei suoi nove anni.

Col padre è sempre in esplorazione
in viaggio, in domande, al cinema
in competizione gioca a scherma
e lotta con i compagni, poi fa pace.
Lotta per stare seduto a studiare.

Compiti presto e bene e corre
per una golosa merenda
dalla sua mamma.


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Marco moto e pensiero

Scritto da: Roberta il 06-02-2016 - 07:01 pm

Marco terremoto bambino
è un ragazzo intrigante
azzurro negli occhi
tatuaggi sul corpo un’ostinazione.

Uno sportivo, scattante
allena bimbi al pallone
ma silenzioso riflette
ed ascolta, legge
e commenta, discute.

Si accende di ogni passione
i genitori li adora
ma è anche figlio
della famiglia allargata
con ognuno ha un dialogo
o una disputa in corso
una complicità con ogni cugino.

Tanti amici, ragazze, le feste
fratello e sorella sono i suoi astri
nascosti
perché non l’oscurino
ma brilla di luce propria
è un tesoro.


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Misterioso Andrea

Scritto da: Roberta il 06-02-2016 - 06:35 pm

Misterioso Andrea
d’umorismo cinico
e poi gioviale, ritroso.

Giovane poeta fascinoso
d’impeto guerresco
riflessione spirituale
e gioco del pallone.

Ama i boschi, i sentieri
che sale ai monti e scende
al mare, ai tuffi
agli scherzi coi cugini.

Piace alle ragazze che lo cercano
discreto nella famiglia
antropologo verso il sociale
suona la batteria.

Nipote attento agli affetti
in profondo, gesti netti
parole che dicono più del solito
sorride ancora come un bambino.


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Laura

Scritto da: Roberta il 05-02-2016 - 05:04 pm

Laura danza, presenza
slanciata morbida atletica
nei passi moderni, leggera
dolcissima sorride
volteggia sulle punte
nella bellezza degli occhi orientali.

Cibo vegetariano, dolci al cioccolato
nuotava bambina sempre nell’acqua di mare
ama il giardino, l’indomita Summer abbaiante,
disegna dipinge passione per il colore
anche dei suoi mille smalti per unghie.

Collane etniche, borse grandi
capelli lunghi e libri, pensieri diversi
ricerca alla soglia della giovinezza
di conferme d’affetti, interessi
di scoprire ogni giorno
nuova vita e amore.



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Giorgia

Scritto da: Roberta il 05-02-2016 - 05:07 pm

Giorgia performante
chitarra arpeggia diteggia
scuote platee nel mondo
con musicisti compagni d’arte.

Alta, nera profonda negli occhi
nelle corde della sensibilità
bianca nel pensiero aereo
vibrante sogna, ascolta ogni fremito
d’animo suo, d’autore, improvvisa
con i compagni chitarristi
muove calma e veloce plettro e respiro
aperto l’ascolto di ogni fibra in sè,
all’intorno
lucente.


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a Pietro

Scritto da: Roberta il 03-02-2016 - 08:25 pm

Nipote caro che voli
alle vigne del Sudafrica
vai alle cantine di uve nuove
per Bacco!

Solchi emisfero di monti e deserti
all’incontro di amici
porti esperienza da Alba
giovane tecnico generazione migrante
passi coraggiosi
linguaggio d’ironia.

Ragazzo bello
cresciuto in spiaggia e giardino
sui campi di pallone,
sempre in compagnia,
formato d'affetto allargato
di una famiglia-alveare
hai scelto i grappoli d’uva
distillato vita ed ebbrezza
raccogliere e creare nettare per gli dei
per tornare a brindare
ogni volta con chi desideri.

Che sole e pioggia siano allegria
lo stesso cielo di chi ti aspetta a casa.


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Sorridi!

Scritto da: Roberta il 02-02-2016 - 06:46 pm

Perché piangi
ragazza?
Lacrime rigano
il tuo cuore svelato.
Mani calde
di promesse bruciate.

Ma fiducia è oggi e domani
il tuo canto leggero
occhi di vento
parole segrete
nelle labbra socchiuse.

Sorridi!


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Giro di vite

Scritto da: Roberta il 29-01-2016 - 09:26 pm

Giro di vite sui nostri cuori
abbandoniamo al naufragio i fratelli
serriamo paesi, le strade
i nostri comfort,
non dividiamo il lavoro.

Non vogliamo guardarli negli occhi
pozzi di disperazione
che tappiamo con pietre
come se il fiume della Storia
non stracciasse i nostri divieti.

Chirurghi incapaci
che amputano speranze,
Edipi ciechi che brancolano soli
verso la sventura.


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IL SAPORE DEI RICORDI

Scritto da: Roberta il 25-01-2016 - 07:46 pm

(da un’idea di Rita Luciani)

Siamo in tanti a conservare il ricordo di un piatto speciale: legato all’infanzia o oltre, trasporta con sé emozioni, esperienze, sensazioni di un’epoca o di un momento. Ci sono le nostre radici culturali, il periodo storico, i nostri incontri, le tradizioni familiari o un viaggio e la scoperta di un luogo.

Sapori e odori. La memoria olfattiva ha la caratteristica di essere strettamente collegata a tutta l’esperienza sensoriale e affettiva di partenza: un odore è associato, nel momento in cui viene percepito, a immagini e impressioni tattili, sonore, luminose. Alle nostre emozioni in quella situazione. Se cominciamo a pensarci, verremo affollati dai ricordi.

Quante memorie sono collegate, per alcuni di noi, alle ricorrenze familiari: la cena di Natale, la festa di compleanno, i dolci di carnevale…Ma anche la prima ricetta che abbiamo cucinato, il picnic con i figli piccoli, la gita fuoriporta del 1° maggio, le prime feste da soli in casa da adolescenti, quel viaggio alla scoperta del mondo…
Che cosa passava attraverso la vostra pietanza speciale? Che età avevi, che periodo era quello nella tua vita? Gustavi – o preparavi – quel piatto all’esterno o in un ambiente interno? Come ti sentivi? A quali persone è associato?
Potresti riassaporarlo con noi?

Prova a rievocarlo con le parole che usi per te stesso: non cerchiamo capolavori letterari, ma vorremmo raccogliere storie collettive, salvarne la memoria.

Se vuoi accludere anche la ricetta, sarà la benvenuta: ma non è necessaria.

E se, in questo viaggio profumato, ti tornasse in mente un proverbio, non esitare citarlo (anche in vernacolo, ma con traduzione…).
Scrivi quanto vuoi, da una a sei pagine ma, in ogni caso, non oltre i 12.000 caratteri, spazi inclusi, e invia a:

salva.con.nome@virgilio.it

Il termine per l’invio è fine aprile 2016. I testi ricevuti saranno raccolti in un unico file che sarà poi inviato a quanti avranno partecipato a questa iniziativa e pubblicato sul sito di Salva con nome (www.salvaconnome.com).


Un augurio a tutti di buona scrittura con un proverbio bolognese:
“ Piutost che gnìnt, l’è mei piuttosto!”- piuttosto che niente, è meglio piuttosto!



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Smilla cullata umana

Scritto da: Roberta il 19-01-2016 - 05:29 am

Eterna Smilla
di corse nella neve
confusa bianca di gioia, di salti
di sabbia avvolta sulle rive
verso i tuffi, il tuo mare
a nuotare larga, snella, veloce
il capo puntato sempre alla meta
irraggiungibile.

L’abbaio ostinato, ricerca
lamentosa di carezze familiari e
lunghi baci con la lingua
con il muso di Vega,
naso puntato ai biscotti.

Briglie sciolte lungo prati e sentieri
ad annaspare ogni odore, le tracce
ma anche all’asfalto ribelle ad ogni padrone
ebbra di libertà,
a caccia di vita randagia,
al caldo di cuccia
di affetti che ti hanno cullata
umana.


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Irene

Scritto da: Roberta il 15-01-2016 - 09:16 pm

Irene in viaggio esplora
cerca rocce e si stacca
dal masso, cammina oltre
la madre che mi ha detto
le ha dato fiducia.

Sono alle spalle
nell’arco del tempo
elastico cangiante
come il suo sguardo
che si interroga sulla natura
del suo cuore grande e candido,
turbato da ogni ingiustizia.

Figlia di un mondo di giovani
dove il futuro inquieta
e non regala promesse,
passo dopo passo
tracciano la linea dell’orizzonte.


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Gimkana

Scritto da: Roberta il 07-01-2016 - 09:09 pm

Da soli seguire il filo
della gimkana di siepi
rincorrendo un gatto,
l’ombra che gioca
con la sua coda,
approdare alla spiaggia
dove attendono le barche,
alzare le vele,
sui pioli scalinano
valigie di popolo che parte
fagotti, cappelli, fazzoletti al vento.

Gli scali saranno infiniti
nuove salite e discese
abbracci lacrime e risa
canti, fame ed ebbrezza,
un ballo sopra le onde
in una gimkana di oceani.


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Buon Natale nell'intimo di ogni speranza

Scritto da: Roberta il 24-12-2015 - 06:16 am

Buon Natale, incantati
nell'intimo di ogni speranza,
gioia di condivisione
che sorprende e rischiara
negli occhi d’amore.

Un gesto di fratellanza, un abbraccio
come neve che ammanta il seme
e riposa la terra.


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Nel giardino di Godot

Scritto da: Roberta il 20-12-2015 - 11:15 pm

Cinque personaggi in scena.
Inizio del testo teatrale.

-E alzatosi dalla preghiera e raggiungendo i discepoli, li trovò addormentati per lo sconforto.
- Voi, sapete pensare voialtri?
- Vi annoiate?
- Tutti i giorni?
- Dormite mentre gli altri soffrono?
- Ogni volta aspettate qualcuno?
- E allora?
- E intanto?
- E se fosse già qui?
- E se non arrivasse mai?
- Sarebbe diverso?
- Cambierebbe davvero la vostra vita?
- La vostra vita non riesce a cambiare?
- Perché dovrebbe?
- Per voi stessi?
- Per i vostri figli?
- Per gli amici?
- Una volta pensava anche molto bene, potevo starlo ad ascoltare per delle ore…
- Una volta era gentile…Mi rendeva migliore.
- Preferirei che ballasse, sarebbe più allegro.
- Potrebbe magari prima ballare e poi pensare? Se non è chiedere troppo.
- Vi pare che abbia l’aria di una donna capace di soffrire, io?
- Proprio una bella serata.
- Indimenticabile.
- E’ appena incominciata.
- E’ terribile.
- Sembra di essere a teatro. Il tempo si è fermato.


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La vita, la pace

Scritto da: Roberta il 12-12-2015 - 11:29 pm

Siamo increduli, esterrefatti
che funghi nucleari
possano rinnovare ecatombe
che hanno inorridito, piagato
il pianeta
e sollevato ovunque il grido
-MAI PIU’!!!-

Non c’è orrore che possa infuriare
orrore maggiore
in una spirale
di fosca Apocalisse
come Madre che alla morte di figli
decide di uccidere quelli che gli restano:
come fiume inaridito
della sua portata d’acqua
non ha slancio di sgorgare più
dalla fonte;
come foresta decimata
non apre più germogli
per una nuova primavera.

L’uomo delle caverne
aggredito dalle fiere
sulle pareti incideva graffiti
raffigurava animali sacri
combatteva freddo fame paura
stringendosi accanto alla sua donna
che custodiva il fuoco
cercava la vita, la pace.


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Nell'intimo

Scritto da: Roberta il 02-12-2015 - 02:50 am

Giorni freddi opachi
ci nascondiamo nell’intimo,
attesa,
luce calore colori
accendano l’anima,
imprigionata,
per un respiro ampio leggero
al ritmo di una libertà
riconquistata.


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Con garbo

Scritto da: Roberta il 28-11-2015 - 10:11 am

Spesso
mi sottraggo alla vita
sto al riparo dagli uomini
sguardi, parole
abbondanti.

Mi sento assordata
trafitta, violata nell’anima
dal chiacchierare confuso
commentare ogni cosa
alzare al cielo così
tanti decibel, per poi
non avere occhi profondi
all’anima, aver perso
l’attimo, occasioni che
vivono l’ascolto
di poche parole, dei gesti.

Mi ritraggo e soffro
perché amo gli uomini
che pensano, sensibili
stare insieme con garbo
l’allegria che scoppia
dal cuore, condivisa
una gioia sincera, senza
adulazione né invidia.

Cerco un mondo un po’
purificato, che purifichi
anche me stessa
mi renda migliore
come fiume che lungo il corso
tra i monti
lasci alle rive ciottoli e sterpi,
scorra alla meta più limpido.


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Di cibo e amore

Scritto da: Roberta il 26-11-2015 - 08:16 pm

Non è facile
trovare
parole di pace
quando qualcuno vuole la morte
fa strage di vite innocenti,
come fiori sotto la grandine,
la mente acqua inquinata
dubitiamo di ogni destino.

La storia non si ripete
gli orrori si rincorrono e esplodono
lungo il cammino dell’uomo
mentre miliardi di anime pazienti
lavorano, lottano, soffrono
per alzare un canto di gioia al mattino
vivere una giornata di cibo e amore
natura e tradizione.

Culture diverse hanno costruito dialoghi
bellezza, pregato per un Aldilà,
sperano per il futuro delle generazioni.

Il Pianeta soffre
un lamento corre tra mari e foreste
gli animali fuggono.

I bambini pregano
col battito del cuore.


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Ragni, farfalle

Scritto da: Roberta il 19-11-2015 - 09:49 pm

Si sta nell’incertezza
stanchi
oppressi da vaghe colpe, domande
come bambini puniti senza ragione
in attesa di un gesto d’amore,
tessiamo trame sottili di ragni
negli angoli oscuri
ci avviluppiamo e veniamo schiacciati
dai nostri rifugi pazienti
dal gesto di governanti occhialute.

Usciamo sui balconi come farfalle
per suggere pollini, confonderci
tra i colori delle corolle
il sole ci illude di vita breve.


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Odio di fantasie malate

Scritto da: Roberta il 16-11-2015 - 07:16 am

Orrore che schianta
giovani nella musica
sangue, morte sul popolo
a Parigi che cena, passeggia
in una sera di vacanza
che diventa strage
esplosione di odio covato, serpente
si insinua venefico tra gente innocente,
in un Paese libero, accogliente,
che ha mischiato lingue, volti, religioni,
cibi etnici, musiche.

Dove la ragione ha illuminato il mondo
regna il buio più profondo della barbarie,
dove tanta bellezza ha dipinto,
le strade sono imbrattate del sangue
di corpi dilaniati.
I superstiti fuggono impazziti
lacrime di orrore e disperazione
senza perché,
di un nemico che inneggia a un dio violento
che nelle fantasie malate
promette un paradiso di orge.


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Sapere non è possesso perenne

Scritto da: Roberta il 28-10-2015 - 08:56 pm

Sono bramosa di sapere, conoscere. Non c'è verità, ma barlumi, certezze instabili, continue scoperte, nuove domande. Le storie. Ogni sapere comincia con una storia, i racconti che avvicinano uomini e luoghi lontanissimi, esplorano in profondità situazioni e persone simili e diversissime, la mia mente è tesa a cogliere le esperienze e trasformarle in idee, nutrire l'inquietudine. Piccole illuminazioni lasciano posto al buio profondo, infinito, ogni giorno ricominciare daccapo. Sapere non è possesso perenne, la mente fluttua nel cambiamento, ogni nuova piccola scoperta riorganizza la geometria di tutta l'esperienza, ogni nuova storia getta una piccola luce su tutte le altre, ogni libro aggiunge una goccia nell'oceano dei vasi comunicanti e sprofonda nell'abisso che diventa sogno dove tutto entra in relazione, si mescola con gli umori del corpo.

Da "L'aura del giorno" Carabba 2012


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Tutt'uno

Scritto da: Roberta il 27-10-2015 - 11:24 pm

Giorno felice
pace con se stessi
ma siamo un divenire
intrecciati, magma
di incontri e ricordi
natura e necessità.

Attimi lontani e il presente
tutt'uno nel corpo
paventa il futuro.


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Milano e un po' di Expo

Scritto da: Roberta il 14-10-2015 - 09:15 pm

La biodiversità, dopo la pioggia di luce dell’albero della vita nella notte, parte dal Cervino un camminamento stretto tra le piante lungo l’Italia, alberi e erbe, siepi si snodano toni di verde ed odori, frutticoli, foglie, fino al Mediterraneo, la palma, il cactus, il mirto della Sardegna. Microcosmo delle proprie radici, ricordi di tanti paesaggi attraversati e amati.
Accanto alla fontana azzurra zampillante cibo iraniano, the caldo, lungo il decumano nel caos della festa ci addentriamo in cupole africane squillanti di colore, vive di gente che guarda, tocca, domanda.
Nel ventre dello scheletro di legno della balena bambini; camminiamo lungo i padiglioni ornati, affollati, architetture del mondo, orti di cereali e legumi, cumuli di frutta, stand profumati di cioccolato e di caffè, improvvisi gruppi musicali , maschere, turisti con cappelli cinesi, in alto migliaia di braccia con i telefonini a cogliere flash.
L’indomani Art and foods , pranzo e brindisi in giardino, disseminato di sculture, accanto ad una chiave di violino dove bambini fanno lo scivolo. Inquadro alla giusta distanza I nuotatori di De Chirico , biondo e bruno, nello slancio, immersi nel parco di un giorno di ottobre col sole.
Nelle sale ampie e stracolme quadri d’autore e oggetti d’uso, oli e porcellane, musica, fotografie seppia, teche di Budda, miniature, pop-art, una congerie di manifesti di reclame Liberty, ambienti di cucine soggiorni caffè primo-Novecento, oggetti come la mucca Carolina e Susanna tutta panna che ti spedivano raccogliendo punti.
Un centrifugato della società dei consumi. Pause i momenti di bellezza davanti a una singola opera, assediata dalla molteplicità.
Milano apre il respiro nella grande piazza con nodi di tubi colorati – in fondo mura del Castello sforzesco- dove aspettiamo il tram 1. Attraversa il centro , palazzi chiari austeri nobili, la facciata del Teatro alla Scala , apertura di slarghi, tratti alberati, un bell’andare che a momenti mi ricorda Parigi.
Mastodonte la Stazione, pietra come montagna rocciosa, grigio maculato, possenti cavalli alati, una lupa che non riconosco romana, monumento fascista che ha qualcosa di sovietico. Il corridoio interno è più accogliente e armonioso, invita a tornare.


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A camminare

Scritto da: Roberta il 11-09-2015 - 10:34 pm

Primi brividi
d'estate che fugge
l'ardore, the caldo
tra le mani che rincuori,
ma manca lo zucchero.

Umido cielo scendi in terra
entra nelle scarpe a camminare,
sbattiamo la porta
per affrontare
la banalità del male...
e un riflesso di luce.


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Festeggiamo 119!

Scritto da: Roberta il 28-08-2015 - 05:49 am

Rami intrecciati una volta rotonda, un soffitto traforato sul mare, albero-casetta rifugio di gioco, sguardi in penombra, ascesa scaletta il ponticello oltre il prato dei mosaici arancioni e sabbiati di ceramica , del portico di bianche tende al vento.
Terrazza sull’uliveto mare a perdifiato, lunga tavolata azzurra e verde, famiglia in festa tra ornamenti orientali, pupazzi rossi e dorati, ricami, amache ad un tratto travolte dal temporale.
Lampi all’orizzonte raffiche d’acqua nei piatti di lasagne – la cena diventa avventura – corsa a rifugiarsi in salotto, lampade divani tavoli col vino rosso.
Le maglie bagnate, risa e un po’ di paura di tuoni cupi e vicini.
Quiete dopo il trambusto per tornare al portico a spegnere tre candeline, Pino per i 60, Cristina 50 e il piccolo Giulio festeggia i suoi 9 anni. Regali applausi brindisi, piccole luci nella notte, siamo 16 più un bambino come dice Anna per scaramanzia. Pino brinda alle 5 sorelle, la catastrofe De Thomasis con mariti e figli, raramente tutti insieme. Affettuosi, un po’ permalosi ma ironici. Combattiamo su diversi fronti, sempre compatti per ognuno dei nostri simpatici eredi.


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Pietrantica

Scritto da: Roberta il 30-08-2015 - 02:34 am

Ogni volta un’emozione, dopo le curve in salita tra gli alberi, affondare lo sguardo nel verde fitto e cupo della Valle dell’Orfento, alzarlo alle rocce bianche e grige della Majella, essere avvolti da un vento amico, da un sole più vicino, scorgere le prime case del borgo di Decontra e sentire di essere a un passo da giorni di libertà natura amicizia. Il fontanile all’incrocio segna la via per Pietrantica, l’agriturismo di Marisa e Camillo che da diversi anni ci accolgono nella loro casa circondata da pratoni e aperta ai sentieri, attivissimi, cordiali, genitori di Viola e Paolo che sono diventati intanto ragazzi, svegli, sportivi, belli, attaccatissimi a nonno Paolino il patriarca pastore che racconta a capotavola dei pascoli della Majella. Di fiori e di notti stellate, di lotte feroci tra lupi e pastori abruzzesi che salvano il gregge.
L’aia lastricata di pietre è ampissima, disseminata di tavoli e sdraio, ombrelloni, il nostro cane Vega va oltre nel prato, scodinzola, annusa.
Pino di ritorno da una passeggiata si addormenta su un’amaca sul poggio, nonno Paolino dal suo avamposto in cima alla strada su un ceppo ascolta da una radiolina canti partigiani, Marisa corre tra sala e cucina offrendo la ricca colazione di marmellate preparate da lei, pere, more, sambuco, arance. Mangiamo lo yogurt opera di Viola, ciambelloni al cioccolato di Paolino, 11 anni ,ma è bravissimo anche ad aiutare Camillo a cuocere gli arrosticini alla brace, nel fuoco tra le pietre di fronte al porticato.
Se è caldo la sera ceniamo fuori, siamo più di 20 ospiti in 3 tavolate, pasta di farina solina con zucchine profumate di tartufo, zuppe di farro e di lenticchie, peperoni e fagiolini dell’orto, pizze fritte, carni nostrane, ricotte locali, sapori e profumi che si confondono con la lavanda nei cestini sulle credenze, col vino rosso che alza il tono delle conversazioni. Marisa invita ogni nuovo arrivato a cantare e gli stranieri sembrano i più disponibili, le lingue si intrecciano, i brindisi si alzano, fraintesi, risate.
Camere accoglienti, mobilia di legno, pietra, parquet, artigianato abruzzese, le siepi agli usci, i canti dei galli, qualche trattore nel silenzio dei monti che irraggiano sentieri agli eremi celestiniani, alle fonti, a radure nei boschi, che salgono agli altipiani, che scendono all’oasi dell’Orfento che è il gioiello –di verde e di acque- nell’orrido della montagna che si spacca a picco ai piedi del casale.


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Maleficio del drago

Scritto da: Roberta il 16-07-2015 - 07:03 pm

Si aprono le vele
lente
al libeccio
azzurre confondono onde
ma il cordame
lega nodi all'afa,
scafo che non prende
il largo
insabbiato
dal maleficio del drago.


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Sul sentiero del Giovenco

Scritto da: Roberta il 30-06-2015 - 08:46 pm

Attraversiamo le stradine di pietra del paese antico, quello rimasto, quello ricostruito dopo il terremoto del 1915. Si snodano strette tra le case e gli alti terrapieni erbosi , Daniela guida la fila con passo entusiasta verso il fiume Giovenco. Lastroni bianchi, scale che affiancano una chiesa, un portale magnifico barocchetto di una casa di antica famiglia, faccciate lunghe e regolari di palazzi signorili di Pescina che è stata Arcivescovado, abitato da nobili, possidenti di latifondo, quando il lago del Fucino allagava la conca e appestava di malaria i cafoni che faticavano per loro.
Adesso è quasi deserta. Svetta il castello cadente nel bosco dei pini, alita un vento fresco e leggero nel pomeriggio caldo d’estate.
Il percorso tortuoso, tra case e risalite fino allo sterrato che costeggia il fiume.
Paolo e Franco vogliono mostrare a me e Pino le trote nella corrente. L’acqua è a tratti profonda e corre veloce dalle cascatelle , si acquieta limpida su fondali brecciosi, ci sembra di vedere guizzare qualche grosso pesce fangoso, ma è lo scroscio dell’acqua nel silenzio che è musica, il vento fresco sul viso mentre gli occhi scrutano erbe e fiori selvatici sul fianco del monte.
Lina raccoglie per me ciuffi di timo dalle radici perché io li trapianti sul mio balcone romano. Daniela mi mostra fiori lilla, gialli, li annusa, è attratta dagli sproni rocciosi che dall’alto delineano il percorso, le indico macchie di papaveri, si incuriosisce di un albero e va con Anna a cogliere foglie, un frutticino, forse è un pesco selvatico.
Vega, dal pelo nero lucente, procede e torna indietro a radunare chi si attarda, si infratta, si slancia sul greto ad affondare le zampe nella corrente.
La meta è il laghetto, anitre selvatiche tuffano il capino bruno, macchie di pini inverdiscono cupe il costone della montagna, i profumi delle erbe e dell’acqua ci sfiorano, siamo piccoli tra la roccia e il fiume.
Scattiamo qualche fotografia, ma il sentiero del Giovenco non svela i suoi segreti a immagini ferme, ci rimettiamo in cammino.


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Nel Parco

Scritto da: Roberta il 19-06-2015 - 08:03 pm

Mi hai riportato nel Parco, lungo tornanti boscosi, nel verde protetto, di ritorno da un momento di morte; al risveglio della tua sete di vita. Guidi sicuro le strade delle nostre montagne abruzzesi alte, strette, tortuose sfiorano paesi, costeggiano prati, le cime incombono, valli si chiudono e dopo un roccione ci sorprendono distese, il lago di Scanno si placa di riflessi verdi, azzurri, argentati di questo sole di giugno che spalanca il cielo dopo il temporale.
Il fiume si inabissa nelle gole.
Abbiamo incontrato processioni che hanno ritmato le nostre soste, tovaglie bianche ricamate stese ai balconi di ferro battuto, leggere sulle mura di pietra. Bambine al seguito del Corpus Domini vestite da Prima Comunione, paesani in festa, drappi, fiori, canti.
Sul belvedere di Barrea si stende il ricordo di lontane vacanze di neve, un focolare, gli amici, la nostra voglia di vivere insieme e mi sembra di riconoscere la casa e il desiderio.
A Scanno su una piazzetta irregolare , dietro un albero maestoso si nasconde una chiesetta medievale di calce grigia, poggiata come da un Santo contadino. Dentro una Madonna d’oro d’aura giottesca.
Vega zampetta a bere alla fontanella, noi mangiamo nella trattoria aperta sulla strada funghi porcini profumati di erbette.
Ci avventuriamo alla ricerca del mitico pastore Gregorio su per la montagna e troviamo la sua fattoria e i formaggi, mentre ormai famoso imprenditore è in giro per il mondo.
Mi porti lungo il Parco sicuro, respiriamo, siamo foglie verdi, gorghi di fiume, vento nel silenzio, cuori che ritrovano il battito, occhi che sorridono profondi.


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Sosta

Scritto da: Roberta il 22-05-2015 - 07:52 pm

Alberi e pietra
luce sul cammino aperto
balugina come sosta
caverna del tempo.

Vergine di orma
natura rigogliosa e scabra
custodisce.


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Inconscio

Scritto da: Roberta il 08-03-2015 - 07:33 pm

Tu sei la ballerina
del mio cuore.

Sei il palloncino colorato
rosso
appeso al filo
del mio desiderio.


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Salgado

Scritto da: Roberta il 20-12-2014 - 07:12 pm

Dal film “Il sale della terra”
Introduzione
Uomini come scimmie infangate, dannati in un girone infernale si calano nella fossa profondissima correndo perpendicolari, come un formicaio procedono irti su scale infinite col sacco sulle spalle. Migliaia di uomini cercano nella terra polvere d’oro, in un’enorme fossa in Brasile, sembrano schiavi egizi o romani, ma sono uomini liberi affamati che si disperano per trovare un filone e quando lo trovano si dividono la terra e diventano schiavi quelli che risalgono le lunghissime scale col loro sacco colmo e non vi trovano pagliuzze d’oro.
Qualcosa della storia
Salgado cresciuto con sei sorelle in una fazenda brasiliana, in una foresta pluviale, pic-nic ai piedi di una cascatella, scrutare col padre l’orizzonte di montagne e sognare di andare oltre. Allevavano tanti animali, dal paese partivano treni carichi di minerali e Sabastiao parte anche lui, a 15 anni, per andare a studiare nella capitale dello stato. A Victoria, due anni dopo, incontra Lelia, l’amore della sua vita. Partono insieme per Parigi, studia economia, Lelia architettura e compra una macchina fotografica che Salgado comincia ad usare. E’ fatale.
Passa presto il periodo delle foto mondane, la vocazione è il mondo, gli uomini che vivono nella sofferenza. Incontra l’Africa, le guerre,la passione per la vita degli altri, per lui gli uomini sono il sale della terra. Con la moglie progetta un’esplorazione del sud America, vita con le tribù, paesaggi selvaggi, ritratti immortali e la sua anima vista come di un dio che è arrivato a guardare gli indigeni per decidere se meritano il paradiso. Non si sottrae a prove, freddo, sembra incredibile che conquisti tanto la fiducia da avvicinarsi così agli occhi, la luce di ogni ritratto.
L’esodo dei migranti del mondo è una ferita aperta, vuole fare vedere la fame fino alla morte, cadaveri e cadaveri, corpi dilaniati in fuga dalle guerre, masse in lento penoso cammino, accampamenti sterminati di moribondi, il Rwanda è un eccidio.
Si ammala nel corpo e nell’anima.
Si sente attratto dall’inferno del Kwait che brucia i pozzi petroliferi e si immerge nel fuoco, avvampano la terra e il cielo, per le eplosioni diventa in parte sordo, oltre un cancello animali impazziti.
La moglie, filo d’argento delle tappe di ritorno, delle lettere, che tesse con lui i progetti, organizza le mostre, cresce due figli, lo riporta in Brasile nella fazenda a ripiantare la foresta pluviale desertificata.
Forse- dice il figlio più grande che lo accompagnerà nell’Artide a fotografare gli orsi- per ridare slancio, vita alla famiglia.
Nasce nei Salgado l’idea di Genesi, fotografare il mondo dov’è rimasto com’era alle origini, ritrovare alle Galapagos l’antica tartaruga – un’autorità- che ha guardato negli occhi Darwin.


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Le nostre radici per Raffaella

Scritto da: Roberta il 03-12-2014 - 09:30 am

Maggiorana, timo, menta nei ceci, borraggine nella pasta, all’agriturismo le nostre radici Rosella odora di erbette le pietanze, nel suo patio il giardino officinale è un ornamento selvaggio di cespugli, virgulti, bacche, fiorellini, lunghi filamenti, toni di verdi e gialli in questo fine novembre, macchie di rosso.
Giulio arriva entusiasta della riunione di famiglia, mi salta tra le braccia, si slancia nello spazio aperto anche se la giornata è umida, felice di trovare nel cortile il mio cane Vega e un cucciolo vivacissimo col quale ingaggia una rincorsa che continuerà fino al pomeriggio, alzandosi continuamente da tavola.
Indico a Raffaella una piccola pianta di melograno dai frutti rossi lucenti, una salvia decimata dalle lumache, alto un fico d’India. Il portico è arredato da quadri verdi, campestri,di animali, da scritte poetiche, da un divano bianco, vasi di fiori, ceramiche,orlati gli archetti da tendine bianche di tulle.
Siamo in quattro sorelle coi mariti oggi, mancano Anna e Gianni distanti da Chieti e Rosella mi racconta che lei di sorelle ne ha sette tutte in Abruzzo e si riuniscono ad ogni compleanno.
Le nipoti Giorgia e Laura siedono di fronte a me, ridenti ragazze indipendenti e di famiglia, si lasciano tiranneggiare un po’ dal cuginetto, poi provano a distrarlo giocando a carte.
Ognuno apprezza il cibo, preferisce la pizza rustica col sesamo, il tarallo con la verdura e le alici, la bieta con le fave, i salumi o le crepe ripiene di salsa di ceci. Tutti gustano la pasta con la borraggine, mentre al maialino alle erbe dò fondo quasi soltanto io.
Giancarlo, Fabio, Massimo, Pino, fanno quadrato come i tre moschettieri e si leva un brindisi a Raffaella, diventata segretario generale a Francavilla, ma la tavolata è un po’ distratta. Io, Sandra e Cristina siamo però molto contente che Raffa sia di stanza sul nostro mare. Zia Lidia, impiegata comunale una vita, francavillese di cuore, ne sarebbe stata fiera!
Rosella imbandisce i dolci, coppette con gelatine di frutta, pizzelle e cavicioni della tradizione- le marmellate sono squisite, ha una piccola vigna di uva fragola.- Ha raccolto in un libro le sue ricette che conclude con versi buddisti sul lavorare divertendosi, siede un po’ con noi, matrona cortese, mesce la genziana, il caminetto è grande e caldo e Giulio si siede sul suo gradino, ci fa spaventare.
In omaggio ad ogni signora un sacchetto di ceci prodotti dall’azienda, con un fiocchetto rosso. Compriamo marmellate, mosto cotto, ma a Raffaella in regalo un braccialetto portafortuna, per una donna di successo.


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Il Castello di Menardo

Scritto da: Roberta il 30-08-2014 - 09:14 pm

Nel Castello di Menardo
nascosto un sogno sulla roccia
inaccessibile, tra volute di strade
ritorno dalla Majella,
passi misurati sul sentiero al pianoro
allo sguardo circolare sui pratoni
a collane di vette e mare d’Abruzzo.

Commossi, piccoli sotto il masso della roccia
grigio argenteo incombente, solcata dal verde scuro
la Majella vive nello splendore di un giorno d’agosto nitido,
intorno boschi, paesi lontani, respiriamo l’erba e la terra,
sulla pelle il celeste del cielo, il sole caldo,
fiori gialli, farfalle a sciame bianche e azzurrine,
un ronzio, un fruscio….nel silenzio l’irrompere dei cavalli
che spaventano il nostro cane.

Vega cerca l’ombra e l’accompagnamo tra gli alberi,
quieta una mamma allatta su uno sprone di roccia,
i sentieri si intersecano sul grande pianoro, i monti all’orizzonte
creste continue ondulate, azzurri e sole cangiante, nuvole bianche
spennellano frange, torniamo a camminare invasi di bellezza, pacificati,
pieni d’amore, andiamo a cercare nascosto nella boscaglia,
se esiste, o è un sogno,
il Castello di Menardo di antichi cavalieri.


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Partenze

Scritto da: Roberta il 27-07-2014 - 09:15 pm

Ci hai visto tante volte
partire, eri contenta
e ansiosa di quel nostro
scoprire il mondo, il tuo rimpianto
della giovinezza, vita di casa
ad aspettare, città immaginate
alla televisione, paesaggi,
genti, lingue, ma le tue figlie
andavano.

Al ritorno poco ascoltavi i racconti
più la comunicazione era fitta durante,
se eravamo al riparo da pericoli, malattie
e aspettavi il rientro.
Quando con noi c’erano i bambini pensavi sempre
stessero meglio a casa,
d’estate sulla spiaggia di Francavilla
dove andavi già da ragazza e noi da bambine.
Le vacanze che conoscevi, la gioia, la libertà.

Ti ho visto partire da casa
sulla barella, mi avevi salutato all’alba
parlando ancora di me e di mia figlia,
poi ero presente e silente alla tua preghiera
con la suora. Un fiore il lumino acceso.
Ci siamo salutate con poche parole e gli occhi
di amore straziante, infinito.


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Linfa nutre

Scritto da: Roberta il 15-07-2014 - 06:41 pm

Linfa nutre
la rossa corolla,
un brulicare
di vermi alle radici,
umida di rugiada
evapora al sole
piano disperde la nebbia.

Fumo di sigaretta
brucia la foglia di tabacco
odorosa, cenere
fredda, maleodorante
lo stesso segreto
nell’atomo, il pensiero
inconsistente tesse la tela
tra l’ovulo e la fredda
morte, la goccia e la roccia
franata, l’esplosione atomica
e l’infarto del cuore.

Il canto si spezza
nel grido, il sorriso
in singhiozzo, dilaniati
posseduti dalla vita,
attimi trafitti di gioia,
squarciati, consolati
da lacrime e amore.


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Alba buia

Scritto da: Roberta il 13-05-2014 - 09:01 pm

Alba buia, pioggia battente,
riemergo a brandelli dal fiume
del sogno travolto,
annaspavo tra frasi latino,
nei fondi caffè, ai margini di
una partita di calcio, mentre una commessa
si tingeva i capelli di bianco.

Attorno a me la tempesta,
ma tagliavamo in cucina il pane per
la colazione.


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Maria veste le donne

Scritto da: Roberta il 25-03-2014 - 11:51 pm

Veste le donne
maliziosa nasconde
in una piega un cruccio
offre un caffè
nella sua intima bottega
mentre maglie verdi e blu, cangianti,
pantaloni e gonne in fila ascoltano
storie di figli e mariti.

Porge nel camerino scelte,
vestiti, giacche, accenna consigli,
con occhio rapido Maria trova il capo
che cade giusto, sceglie il prezzo adatto,
il colore, la fantasia,
ricorda lo stile di ogni cliente,
ma lo stile con gentile decisione lo forgia.

Bruna dai lunghi capelli, slanciata,
indossa abiti che vende, mostra ciò che è comodo,
bello, in armonia con una donna che ha cura di sé
e del piacere che sa dare.


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Sotto la pioggia

Scritto da: Roberta il 10-02-2014 - 10:03 pm

Mi tocca buttarmi fuori col cane
sotto la pioggia
lasciare la lampada, la penna
inoltrarmi in un prato infangato
oltre bianche lenzuola.

Si nasce al riparo di un seno
poi si cammina nel mondo
ad affrontare intemperie,
ma senza uscire dalla terra
il seme non mette il germoglio,
forse vedrà il sole.


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Epifania

Scritto da: Roberta il 06-01-2014 - 10:03 pm

I re Magi sono arrivati
incantesimo e profumo
splendore nel gelo.

Regalo d'oriente antico,
passo dei cammelli nella notte
del deserto,
scintille di cometa,
speranza d'amicizia.


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Amore e Psiche

Scritto da: Roberta il 02-12-2013 - 08:37 pm

Il chiarore della luna disegna un cerchio di luce sul tuo corpo addormentato. Hai i capelli d’argento, ma non sei vecchio. Un ciuffo fermato dietro l’orecchio, la mano chiusa a pugno sul petto, il tuo corpo accoccolato con le ginocchia tirate su, sei chiuso su te stesso come a proteggerti. Hai un sonno leggero e pieno di sussulti.
Le tue labbra schiuse si aprono in un lieve sorriso, sorridono anche gli occhi e il viso tutto si distende in una bellezza incantata. Sto qui a guardarti dormire. Non so quasi niente di te. Sei pieno di una dolcezza che mi stringe il cuore. Ti ho incontrato stanotte, una notte di musica e di luna piena. Ci è bastato sorridere, sfiorarci le mani per cominciare a tremare di desiderio e di paura.

Eppure ti conosco. Vieni da lontano. Sei l’ombra acquattata nel cuore che si materializza, si incarna e mi viene incontro quando soffia il vento della passione.

Abbiamo camminato nel giardino, lenti, per mano, sussurrando poche dolci parole. Vedevo i tuoi occhi tremuli nel buio, sentivo le mani calde e il profumo del tuo corpo che si accendeva.

Con un filo d’erba hai giocato sul mio viso, accarezzato gli occhi, stuzzicato le labbra. Le tue dita si sono intrecciate nei miei capelli, le mie dita nei tuoi, come fili d’argento.
L’amore, nel profumo dell’erba, è stato come lo scoppio di un temporale annunciato da una corrente che rendeva tremula l’aria.

Adesso sono qui e ti guardo dormire. Solo adesso ti vedo davvero.
Dormi e leggo i tuoi sogni. Continui nel sonno a stringerti in un abbraccio, come a trattenere ancora con te l’amore che hai avuto e che hai dato. Dormi e vedo la tua pelle bianca tendersi al sorriso delle labbra.
Le tue ciglia sbattono come per una sorpresa e forse quella sorpresa sono io, come tu lo sei per me.


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L'impronta

Scritto da: Roberta il 06-11-2013 - 10:35 pm

Percorrerò la stessa strada
non troverò quel passo sulle foglie,
l’ombrello aperto,
ma l’impronta di una sera
verso una porta aperta
l’attesa di parole nuove.


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Incapaci

Scritto da: Roberta il 23-10-2013 - 01:13 am

Naufraghi, la mente sanguina
nel Mediterraneo e poi
nelle strade della disperazione,
colpevoli e vittime profughi del dolore,
incapaci,
in una Babilonia che crolla.


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Vorrei incontrare donne

Scritto da: Roberta il 16-10-2013 - 09:28 pm

Vorrei incontrare donne
con le braccia cariche di fiori
donne che camminano
per mano al loro bambino
donne anziane che si accompagnano
per andare a sedersi ai giardini,
donne che cantano in coro alla luna
e piangono lacrime di gioia
donne che corrono a tuffarsi tra le onde
donne giovani e mature
brune e bionde
donne ingenue e profonde
forti e sincere
donne che amano e lavorano
senza più aspettare
donne che capiscono il dolore.

Vorrei incontrare donne
che difendono l’istinto
dall’anestesia dell’indifferenza
che non lasciano spazio
alla vigliaccheria, ma come Ulisse
astute contro Polifemo,
donne di azione e di pensiero
grate e di memoria
donne orgogliose della loro storia
prudenti senza paura
donne con lo spirito d’avventura
che sanno ridere e piangere
ma non si fermano a rimpiangere
donne di fantasia e di passione
che parlano in riunione
donne che sanno tacere
ma anche gridare per difendere
il diritto di vivere pienamente
non a margine di ogni storia
a raccontarsi di come poteva essere la vita
e sentirsi sempre straniere in patria.

Vorrei incontrare donne
che non sprecano le idee
ma le fanno vivere nel mondo,
con un sentire profondo
esprimere la bellezza con il canto
dell’anima, di tutto il loro ardore,
donne che come animali
sentono l’odore
della vita che le attraversa e che respira
non muore ogni giorno nella delusione
di un tempo a cui non possono partecipare
ma solo stare a guardare.


Donne da non dimenticare
da rispettare e amare
donne come sabbia di clessidra
che danno senso al tempo
e alla vita.


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La Pupa

Scritto da: Roberta il 15-09-2013 - 05:54 am

La piazza di Sant’Anna, alla festa della Santa il 26 luglio, tra banchi di noccioline e porchetta, zucchero filato, è gremita di folla che si ferma a chiacchierare, di bambini che spingono i genitori verso i venditori di palloncini e poi li portano, naso all’aria, legati al polso. Ce n’è qualcuno che sfugge e s’invola nel vento, diventa un piccolo colore lontano. I bambini si consolano leccando mele rosse caramellose. Molti uomini al bar bevono birra sgranocchiando le noccioline americane calde, i venditori di porchetta gridano per attirare ai loro banchi e riempiono panini, ma tutti aspettano la pupa.
La protagonista della festa, il momento esplosivo, è lei col suo ballo. È in coppia col ballerino, giganti di cartapesta coloratissimi, gialli rossi verdi, vestiti da antichi contadini abruzzesi incedono al centro della piazza e la folla fa largo al suono della musica dell’organetto e delle percussioni, il ritmo incalza. Pestano i piedi e volteggiano, piroettano, si allargano e sfiorano persone che si avvicinano e si ritraggono, danzano veloci e all’improvviso si accende il fuoco. Dalle teste, dalla lunga gonna della pupa una fiamma, fuoco pirotecnico che avvolge nelle scintille le figure e sprizza nuovo ritmo, rumore, colore che accende la folle eccitata, il ballo si fa frenetico, bambini battono i piedi, le mani, qualcuno grida – la pupa!!-.
Dea contadina, Demetra che scaccia Plutone e in piena estate riconquista Proserpina, luce delle messi, ringraziamento del raccolto, scintille della fertilità.


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Settembre da vendemmia

Scritto da: Roberta il 10-09-2013 - 07:02 pm

Settembre da vendemmia
luce calda, fresca l’aria mattutina,
scarpe affondate nelle zolle
tese le braccia ai grappoli d’oro,
fatica orgogliosa.

Merenda di pane e fichi
si sta all’aria,
i bambini in punta di piedi,
un accenno di canto di donna.


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Compleanno di Gianni

Scritto da: Roberta il 06-09-2013 - 02:49 am

Fiori azzurri, tovaglia di festa di un giorno di grande famiglia in montagna, il bambino eccitato col suo aeroplano volteggia da un capo all’altro della tavolata.
Cinque sorelle, cresciute in un intreccio tra la mamma e la zia, tra stoffe di nonna, farina, quaderni sul tavolo della cucina, giochi in spiaggia e bagni sulla riva, accolte tra le braccia di grandi asciugamani. Compagne di scuola e amici in casa, amori, confidenze e litigi, il padre guardava un po’ da lontano, ha comprato per loro centinaia di libri e vestiti, ha visto nascere la prima nipote.
La nonna li ha conosciuti tutti e sette, adorati uno per uno, scrutati nella loro bellezza e nelle debolezze.
Si festeggiano i 60 anni del primo cognato, Gianni, marito di Anna, il piemontese. Allegro, disponibile, padre di famiglia attento, presente. E’ orgoglioso di essere amato dal clan, sorpreso dalla torta, il regalo.
Fabio di Sandra è convalescente, ricomincia a gustare il cibo e la compagnia, è un po’ silenzioso accanto a Giancarlo di Raffaella, novello maratoneta. La moglie parla di pubblica amministrazione col nostro amico sindaco, Marcello, e di yoga con sua moglie Claudia. Sandra e Anna, di fronte, commentano la bontà del cibo in questo agriturismo di agnelli e ricotte, Laura, adolescente sulle orme del vegetariano, ha qualche perplessità. Io e Cristina parliamo di una sua prossima vacanza senza il bambino e il marito, che oggi non c’è. Pino, il mio, è l’amico di Marcello, agronomi, complici, versano il vino.
I nipoti spesso escono sull’aia a guardare i pastori abruzzesi, Pietro ride dello spavento del piccolo Giulio alla corsa di un gruppo di cani, Andrea lo porta alla stalla a vedere le pecore, Giorgia passeggia con Arianna, la fidanzata di Pietro. Mancano Irene e Marco della cuginanza.
Gianni vuole foto con tutti, ridiamo, sorridiamo, ma siamo un po’ scomposti, alticci, disordinati. Contenti.


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Libera

Scritto da: Roberta il 02-09-2013 - 09:00 pm

Luigi Ciotti contiene l’urlo
del suo petto, la ferita
che ci ricorda forte è di ognuno
per tutte le mafie che questo
Paese dilaniano, sono secoli
che le parole camorra, mafia, n'drangheta
vivono in mezzo a noi come una cancrena
e ognuno ha una coscienza da affrontare
con la concretezza. Azioni propone, organizza, Libera,
le terre confiscate riconquistate palmo palmo all’agricoltura,
alle cooperative dei giovani, il vino cento passi.

I giovani d’estate volontari nei campi, gare sportive, meeting,
incessante sensibilizzazione nelle scuole, un coraggio da
diffondere, la speranza da fondare nella ragione, l’esempio.
La forza di migliaia di associazioni radunate ognuna chiamata
al suo dovere di esserci, cittadini di un’Italia che vuole riprendersi
il respiro, che la parola legalità vuole fare sua e pretende che
la politica difenda, innalzi.

Luigi Ciotti è contagioso, è un’erba che brilla di rugiada, sono lacrime
delle vittime di mafie che non ci permette di dimenticare, custode della Storia,
la sua torcia illumina un sentiero come partigiani in lunga fila.


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Alle Acque Vive

Scritto da: Roberta il 01-08-2013 - 08:02 pm

Alle Acque Vive
l’Aventino pullula
tra muschi e sassi bianchi
all’ombra di aceri, salici
e pioppi argentati.

Il fiume saltella ricco d’acqua
tra massi s’inoltra
oltre l’agile ponte del parco
che unisce i prati in uno slancio
dal sentiero lastricato di pietre
della Majella ai viottoli
tra meli e susini.

Il sole catturato dalla cupola
geodetica rifrange
un cielo che tocca montagne aspre,
fruscii, gorgoglii, cinguettii, tonfi
nella frescura e nel silenzio attorno


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Naxos ventosa dell'Egeo

Scritto da: Roberta il 11-07-2013 - 07:05 pm

Naxos dell’Egeo dove Teseo abbandonò
Arianna, Dioniso l’amò
nel vento il canto delle sirene
verdi cristallini, blu profondi
campagna fertile di viti, di ulivi
del cedro e del timo odorosi
fiore mediterraneo di sole costante
dono di aria e luce sgombro di nuvole
pensieri leggeri.

Naxos bianca di case nelle valli
del verde boscoso
bianca di tante piccole chiese,
spiagge sabbiose di dune, baie di quarzi
isola di mille insenature, scogli affioranti
correnti leggere, prati che hanno visto
pascere Zeus, monti di pietre lucenti.

Il kouros Dioniso dorme legato
al marmo, gigante incompiuto nella campagna
ai suoi piedi immenso il mare ventoso.

Chora bianca di case, mille colori di vita
nelle viuzze del veneziano castello,
il sole tramonta nella Portara
pietre del Tempio di Apollo
cornice al mare, blu infinito.


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La tartaruga

Scritto da: Roberta il 14-06-2013 - 10:50 pm

La tartaruga zampetta
calma e lontanissimo
fedele alla sua casa
percorre secoli
e deserti, prati verdissimi,
acque e monti.

Memoria di strade,
sole e tempeste,
anche quando dorme
sul balcone, rumina lattughe,
carapace come roccia
la testina rugosa, gli occhi acquosi.

Un portafortuna d’anima antica.


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Corallo

Scritto da: Roberta il 07-06-2013 - 12:24 am

Mi piace a volte pensarmi
come un corallo
rosso rubino
abbarbicato alla roccia
ramificato e contorto
subacqueo nelle radici
tenaci guarda meraviglie
nei fondali, nelle scie di luce
pesci azzurri, gialli, argentei
guizzanti, alghe verdi, conchiglie
dalle croste splendenti di bianco.

Immobile, respira come una pianta
cresce lenta come fossile.


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Bambine cambiate

Scritto da: Roberta il 01-06-2013 - 08:02 pm

Io e lei piccole così uguali
nella fotografia
confondo la sua infanzia
con il racconto della mia,
per un attimo non so
se sono madre o figlia
ma insieme bambine
con le braccine tese
curiosi gli occhi
vivaci due bimbe
pronte a vivere
e ad incontrarsi nel mistero
di ritrovarsi donne insieme
come se l’agnizione
di nuovo scomparisse
e si torna agli occhi
alle domande, ad abbracci
di partenze e ritorni
nel ritmo cambiato del vivere
diverse nelle fotografie.


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Il giardino delle rose

Scritto da: Roberta il 20-05-2013 - 07:41 pm

Rose d’antica natura
una cornice bianca,
mille nuove specie
di rossi, di rosa, di giallo
al giardino sul declivio
di fronte mura possenti
d’impero,
il vento profuma,
la sera accarezza.


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Non hanno fratelli

Scritto da: Roberta il 07-05-2013 - 08:31 am

Senza un’idea di futuro
è duro anche il presente
tremiamo, i figli, il lavoro,
strade di senzapane,
rabbia di senzatetto,
per Mida di follie
ciechi nel lusso, sordi
mutilando la vita degli altri
perché non hanno fratelli
ma nemici da tenere lontani
da tesori nascosti,
senza coscienza
una buia brama, come
danteschi usurai
hanno divorato un Paese.



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Amore è aria

Scritto da: Roberta il 24-04-2013 - 09:48 pm

Silenzio
prepara spazio
alla tempesta
sostare nell’attesa
di niente
abbacina
scava gorghi
palombaro alla ricerca
di bianco corallo
pace nella grotta
un attimo e subito
richiama l’onda
all’orizzonte
amore è aria.


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Sogno d'acqua

Scritto da: Roberta il 14-04-2013 - 07:27 pm

Un ramo verde
di foglie larghe
inquinato,un’accusa
chiusa in una busta
all’indirizzo sbagliato.
Ma chi può salvarsi?

Abbiamo sete, attorno
alla fontana l’acqua
fluisce fresca in un getto potente
e noi gioiamo, sgorga
tra muschi e foglie lanceolate.

C’è un custode che siede
sui sassi mentre noi,
sorelle, chiacchieriamo,
aspettiamo di bere alla fonte.


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Mi trovi là

Scritto da: Roberta il 04-04-2013 - 10:39 pm

Tra tanti pensieri poche parole
mi sfugge un sorriso
mi sfiori e
subito vai oltre dove forse
ti troverò tra poco
ma non lo sai
e non sai niente di me
inventi ancora un senso
mi trovi là dove mi hai cercato.

La sorpresa di quella mia risposta
ti fulmina mentre lento impallidisci
porti le tue parole lontano
ad una spiaggia bianca e fiorita
ed io ritrovo l’onda, la battigia,
salpa il veliero ad una nuova rotta
s’intriga il cordame al vento lieve.


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Calma, vorrei

Scritto da: Roberta il 25-03-2013 - 09:29 pm

Calma, vorrei
mare piatto
correnti viaggiano
profonde e leggere
proteggono l’isola
illuminata, calda
vive il giorno
nella fiducia, respiro aperto
al pensiero, opalescenti perle
riflessi nella rena.


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A Proserpina

Scritto da: Roberta il 21-03-2013 - 09:25 pm

Messi bionde tra le dita
rossi papaveri tra i capelli
restituita alla vita
nel sonno serba la luce in cuore
figlia d’amore dolente
solo per te fiorisce la mia pena
una stagione d’oro se ci sei
chi a me osò rapirti
non sapeva
che vita vince l’oscura morte
e nel petto un grido
che la terra percuote e spalanca
antri neri.


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Nel prato

Scritto da: Roberta il 19-03-2013 - 06:43 pm

Nel prato
vedo il seme
sotterra,
la coccinella
sul filo d’erba
sa tutto.


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