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Oxford Street

Scritto da: Roberta il 24-01-2009 - 08:44 am

In Oxford Street ci sono troppi affari, troppi saldi, troppe merci scontate che solo la settimana scorsa costavano il doppio. Comprare e vendere sono atti troppo sfacciati, rumorosi. Ma agli occhi di chi gironzola all'ora del tramonto - e tra le luci artificiali e i mucchi di seta e gli omnibus scintillanti, un tramonto perpetuo pare annidarsi intorno a Marble Arch - la vistosità e l'appariscenza del grande nastro ondulato di Oxford Street acquista il suo fascino. E' come il letto sassoso di un fiume le cui pietre sono perennemente levigate da una vivace corrente. Tutto luccica e scintilla. Il primo giorno di primavera compaiono carretti adorni di tulipani, violette, narcisi a strati variopinti. I fragili vascelli sembrano vorticare nella corrente del traffico. A un angolo, maghi dall'aspetto trasandato immergono strisce di carta colorata in bicchieri fatati, trasformandole in fitte foresta di fiori dalle tinte splendide -un giardino subacqueo. A un altro angolo, alcune tartarughe riposano su lettiere d'erba. Le più lente e contemplative tra le creature fanno mostra delle loro miti attività in mezzo metro di marciapiede, gelosamente protette dai piedi dei passanti. Se ne deduce che il desiderio umano di tartarughe, come il desiderio che la falena ha delle stelle, è un elemento costante della natura dell'uomo. Tuttavia, vedere una donna che si ferma e aggiunge una tartaruga alla sfilza dei suoi pacchetti è forse la cosa più rara che sia dato all'occhio umano di osservare.

Virginia Woolf, in "Londra in scena"



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