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In Inghilterra

Scritto da: Roberta il 08-01-2009 - 09:22 pm

Non ho avuto paura del volo, più smarrimento all’aeroporto di Londra, ma non ci siamo perse d’animo,e siamo arrivate tranquille a Victoria Station e poi a Birmingham, con un treno che si sembrò supersonico. La sorpresa della guida a sinistra arrivò sul taxi che ci portava dalla stazione alla casa della famiglia di Corrado, una tipica casa inglese di periferia, su due piani con la veranda di legno bianco e un piccolo giardino. Furono molto contenti e gentili, avevano una figlia adottiva bellissima, una bambina orientale di cinque anni, dagli occhi luccicanti e la frangetta nerissima, una bimba molto quieta e sorridente, che si chiamava Maria.
Io e Grazia ci iscrivemmo a un corso di inglese, con una simpatica Miss Moon, frequentato da studenti stranieri dell’Università, ragazzi iraniani, afgani e indiani, che si preparavano in inglese per essere ammessi ai corsi autunnali. La sera andavamo qualche volta ad aiutare al ristorante, al banco-bar con la bionda Helen. Una sera continuavo a non capire un cliente che voleva il conto- bill!- e al quale insistevo ad offrire ancora –beer!- facendo morire dal ridere Helen e tutti i clienti attorno al banco. Due giovani camerieri erano nipoti di Corrado e un giorno ci portarono con loro in piscina e ci invitarono a cena dalla loro famiglia. Erano ragazzi alti, biondi e timidi, molto gentili anche al ristorante, dove ci anticipavano sul lavoro quasi senza darlo a vedere. Facemmo amicizia anche con alcune ragazze che lavoravano in un bar di fronte al ristorante e una sera a casa loro preparammo crema dolce all’italiana e spaghetti, scoprendo inorridite che loro li buttavano nell’acqua fredda. E ottenendo facilmente, con la ricetta giusta, molto successo! Con Helen e suo marito ci incontrammo anche durante il week-end a Londra, a vedere insieme i gioielli della Corona. Tra musei e monumenti, guardavamo curiose le vetrine con la moda giovanile che ci entusiasmava. Comprai un cappotto di tipo militare, color carta da zucchero, pesantissimo da riportare ma così diverso dai soliti cappotti e anche così economico che non seppi resistere!
A Londra, nella metropolitana, incontrammo a tarda sera due ballerine di charleston, vestite di bianco. Lunghe collane di perle che ballavano lungo le scale, il tip-tap dei tacchi e il dondolio dei caschetti dei loro capelli, piume di struzzo fermate dalle fasce sulla fronte. Alla Coco Chanel. Due angeli di luce, di corsa, giù nel tube.



1 Commento

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Di: Julie Inviato il 25-06-2013 - 04:40 pm



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