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La Befana

Scritto da: Roberta il 05-01-2008 - 07:17 am

In quella cucina, con i mobili di formica rossa, per anni la Befana continuò a portare i giocattoli più belli. Quando già non credevo più che dalla cappa della cucina arrivasse la vecchietta con la scopa, pure aspettavo la mattina dell’Epifania col batticuore.
La sera prima andavamo a letto tardi, tutte e quattro le sorelline nella cameretta, eccitate per l’arrivo della notte, parlavamo dei regali che avevamo chiesto o di altre sorprese che, chissà, sarebbero arrivate.La mattina, la prima di noi che si svegliava correva subito in cucina e poi, gridando di gioia alla vista dei pacchi che riempivano la credenza e il tavolo bianchi e rossi tirati a lucido e anche le sedie, svegliava le altre che correvano svelte nei pigiamini, ancora calde di sonno.
Sotto la cappa erano poggiate le calze ricolme di dolciumi.
Ad una delle prime Epifanie festeggiate nella casa nuova arrivarono quattro bambolotti Carletto, e facemmo una piccola famiglia, con due più grandi, a misura di bebè, per me e Raffaella,e due più piccoli, per le gemelle che erano proprio piccole.
Carletto aveva il grembiulino a quadretti celesti e il bavaglino, le guance paffute e gli occhi che si aprivano e si chiudevano quando lo cullavo. Me lo stringevo in braccio come se potesse sentire il mio affetto!
Ci fu l’anno della casetta per le bambole, composta dei mobili di tutte le camere, una ad ogni bambina. Raffaella aveva i mobili della cucina, io quelli della stanza da pranzo e le gemelle di due camerette uguali, con i materassi e i cuscini di gommapiuma azzurra.
Componemmo tutta la casa lungo il corridoio e poi tutta la mattina a giocare lì per terra, con le bambole a recitare la parte delle signore che si scambiavano le visite o che mettevano in ordine la casa e poi si riposavano nei loro letti. Quelle mattine restavamo a giocare in pigiama, sbucciando cioccolatini e caramelle pescati nelle lunghe calze, felici tra tutte quelle carte colorate, anche dei pezzi di carbone nero, ma di zucchero.
L’anno dopo avevo chiesto per la Befana un letto abbastanza grande per la mia bambola preferita, Sheila. Arrivò un lettino di metallo dorato con un materasso rosa lucido e il baldacchino con la tenda di tulle. Che meraviglia! Avrei voluto immergermi io in un sonno incantato..
Ogni anno era una festa di pentoline e tazzine che riempivamo di intrugli di zucchero e cacao che trafugavamo in cucina e poi le gemelle si facevano scoprire da mamma con il muso sporco!



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