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Un bagno di dolcezza

Scritto da: Roberta il 28-05-2008 - 01:15 am

In casa della nonna il bagno si preparava in una tinozza.
La nonna scaldava dei grandi pentoloni d’acqua sulla stufa di ghisa, appendeva un grande asciugamano azzurro a scaldarsi e poi, quando sentiva con le dita che l’acqua era calda, la versava nella tinozza, insieme alla zia Lalla.
La tinozza era poggiata a terra nella grande cucina.
La nonna aggiungeva acqua fredda con un mestolo e mischiava col braccio affondato.
Elisa, quando vedeva la nonna, col suo lungo grembiale e le maniche tirate su, china a mescolare l’acqua con vigore, era così felice!
Era pronto per lei un mondo di tiepidezze e profumi, di coccole e giochi.
Si spogliava in fretta e sparpagliava sul pavimento le calzine, mutandine e catonottiera, poi entrava piano piano con un piedino e poi plof! Dentro con tutto il corpo, che aveva un tremito di caldo e di piacere che le saliva lungo la schiena.
La nonna e la zia Lalla si davano da fare a insaponarla, a strofinarle con la spugna la schiena, a massaggiarle i capelli con lo shampoo, mentre lei giocava a far galleggiare la sua paperottola di gomma e la strofinava e si prendeva cura di lei proprio come le due donne facevano col suo corpo.
La schiuma le riempiva le mani, le bruciava un po’ gli occhi e Elisa si portava l’acqua al viso con le manine per sciacquarsi. Schiaffeggiava la superficie dell’acqua, che schizzava fuori tutt’intorno, mentre la zia brontolava e cercava di tenerla ferma.
Elisa agitava le gambine e batteva i piedi come se fosse al mare, ma in quel piccolo spazio si sentiva con un pesciolino in un acquario, che avrebbe voluto fuggire via verso correnti senza confini.
Non sarebbe mai uscita dall’acqua!
Ma il bagno si avviava alla fine...
La zia la faceva mettere in piedi e le faceva scivolare addosso un getto d’acqua da un pentolino per sciacquarla bene dal sapone, ma lei si ributtava nella tinozza piena di schiuma, così il bagno non sarebbe finito!
-Ma guarda!- diceva la nonna- non vedi che hai tutte le dita rigate?!-
-Ma Elisa insisteva:- cinque minuti! Ancora un altro pochino…-
La nonna la tirava su per le braccia e zia Lalla era pronta ad accoglierla nel largo asciugamano caldo che l’avvolgeva tutta. Poi, in braccio, la portava sul letto e la strofinava con energia e la faceva ridere.
Elisa si sentiva allora un po’ stanca e se ne stava tranquilla a farsi massaggiare il borotalco su tutto il corpo. Che coccole meravigliose! Le mani della zia erano una dolce carezza che le faceva venire sonno, l’odore del borotalco le pizzicava un po’ il naso e le ricordava i dolci alla vaniglia.
La zia l’aiutava a mettersi il pigiamino e lei si infilava felice sotto le coperte, scivolava nel sonno avvolta in un dolce profumo, stringendo ancora la sua paperottola tra le mani.

Pubblicata in “L’arte di inventare fiabe” di Rondot-Varano, Edizioni Sonda



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