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Giornalista

Scritto da: Roberta il 08-05-2008 - 07:20 pm

Durante la primavera dell’86 ebbi la notizia che il Gruppo di Repubblica avrebbe editato un quotidiano abruzzese e finalmente avevo la possibilità di provarmi da giornalista! Mi presentai in redazione dai primi giorni, a giugno, e dopo il primo colloquio con la caporedattrice, la Filippini, proposi dei servizi con interviste sui quartieri della città. Cominciai con un’intervista sulle strade di Filippone. Domande e appunti sul taccuino, l’entusiasmo di radunare un capannello di gente per strada per parlare della loro vita e dei problemi quotidiani, ero vivace e comunicativa, perfettamente a mio agio tra persone e linguaggio per me familiari.
Ma arrivò da Roma un gruppo di teatranti di strada per uno spettacolo delle feste d’estate e il mio primo articolo pubblicato sul Centro fu su di loro, il 14 luglio 1986.
Pochi giorni dopo andammo con gli amici in gita sulla Majella e ci fermammo a prendere il sole e bagnarci in un ruscello. Commentai in redazione che forse ormai era meglio farsi i bagni nei fiumi che in mare- quell’anno annunciato poco balneabile- e la caporedattrice mi disse- scrivilo!- Da lì mi venne l’idea di proporre un’inchiesta sullo stato di salute dei fiumi abruzzesi, che fu poi accolta con molto entusiasmo. Così coinvolsi Pino come fotografo, aggregammo un chimico per i rilevamenti sulla salute delle acque e partimmo, dal Porto di Pescara, per risalire fino alle sorgenti. Fu un mese intenso, entusiasmante, faticoso ed anche avventuroso.
Con Pino e Alfredo perlustrammo le rive del Pescara, del Sangro, del Vomano e di alcuni affluenti, incontrando inquinamento e cementificazione delle rive, ma arrivando anche a sorgenti limpide e tratti montani in paesaggi d’incanto, tra dolci rive di pioppi argentati e folti boschi di faggi, tra rive di ghiaia e prato e corsi d’acqua tra grandi massi e correnti, che a volte attraversavamo. Un giorno ci ritrovammo bloccati nell’acqua del Sangro e Pino era impacciato da un borsone pieno di libri di botanica! Lungo i dirupi dell’Orfento, invece, Alfredo lo convinse a scendere per un sentiero sterrato con la macchina nuova fiammante, che si graffiò tutta. Pino lo prese come un affronto e io non mi capacitavo perché non si fosse rifiutato di fare quella strada. Ma lui spesso evita, in compagnia, qualsiasi tipo di discussione, che dopo spesso scoppia tra di noi. Come quando, ancora oggi, in compagnia si sceglie dove passare la serata e Pino non appoggia mai le mie richieste. Lui già da allora mi spiegava che mi trattava come trattava se stesso - è degli altri che dobbiamo preoccuparci, non di noi –dice. Cenammo una sera, durante l’inchiesta sul Sangro, a casa di amici che avevano pescato gamberi protetti pescati proprio nel fiume che noi esploravamo, e lì la mia coerenza fu messa a dura prova, tra l’ironia generale!
La sera, rientrata a casa, mi sedevo a scrivere sulla mia vecchia Lettera 32 della Olivetti, lunghe pagine di descrizioni che riemergevano dagli appunti che prendevo lungo il cammino. Uscirono 9 lunghi articoli, fino al 16 settembre, paginoni con bellissime foto e dati sulle cause inquinanti, dalla chimica agli scarichi, alla mancanza di ossigenazione osservata dalla moria della fauna dei fondi e causata anche dalla cementificazione dei greti, che appariva spesso immotivata, come in larghi tratti del Sangro all’interno del Parco Nazionale. Intervistai su questo argomento anche un esperto biologo, Giovanni Damiani, che confermò le nostre tristi osservazioni su alcuni danni all’ambiente.
Partecipai poco dopo ad un’iniziativa di Legambiente nel bellissimo bosco del Chiarino, sul Gran Sasso e, vista la mia esperienza di ambiente, fui chiamata dalla redazione centrale a partecipare al convegno di Pescara, che segnò la nascita del partito dei Verdi. Nella grande sala del Convegno, mentre decine di delegati si consultavano sulla novità che andava emergendo, ero spaventata dalla responsabilità di notizie così importanti da riportare in cronaca regionale. Per fortuna incontrai un gentile giornalista di Repubblica, Daniele, inviato anche lui per il convegno e ospitato a scrivere al Centro. Passammo due giorni insieme, tra lavoro e qualche confidenza, mi vide anche piangere di paura e mi aiutò, cenammo insieme e mi parlò delle sue difficoltà dei primi tempi, incoraggiandomi a continuare perché ero una testarda bilancia come lui e ce l’avrei fatta! La sua amicizia mi diede coraggio, oltre a qualche utile suggerimento, e gli articoli uscirono bene. Il mio orgoglio e il lavoro erano salvi!
Ricorderò sempre quei mesi pieni di entusiasmo e di novità, quando ho imparato cos’è una notizia e cosa deve contenere, la velocità di scrittura, a fare un’intervista (come mi scrisse un primario ospedaliero gentile- riuscendo a rispettare perfettamente il pensiero dell’interlocutore!-) la capacità di sintesi, e a vincere il panico di fronte ad un foglio bianco da riempire in pochi minuti.



3 Commenti

Cara Roberta, chi potrà mai dimenticare quei primi giorni e quelle prime paure? Penso spesso a quei giorni, e qui, nella redazione di Avezzano dove ora lavoro, ho di fronte l'immagine in bianco e nero di Ugo Zatterin e Carlo Pucciarelli che sorridono mentre preparano la prima pagina. Magari stavano inserendo proprio la tua inchiesta sui fiumi, o uno dei miei primi articoli di nera. Pucciarelli sta usando il contamoduli trasparente che mi ha regalato quando lasciò il giornale. Fu un altro momento emozionante, sembrava il passaggio di uno scettro.... Mai avrei immaginato che una giornalista brava come te avrebbe dovuto lasciare il passo a persone che non riescono a mettere insieme soggetto, verbo e complemento.... Ma ora devo ammettere che la strada che hai intrapreso è ancora più ricca di contenuti "veri". Con la tua professione ora modelli ogni giorno la "bio" - la vita - e la "grafia" - la scrittura, per renderle leggibili e interessanti al altri occhi e ad altri cuori.... E quindi ti invidio e ti voglio bene

Di: Luigi Inviato il 29-06-2008 - 04:34 am


Caro Luigi, è importante il lavoro che fai e l'hai fatto bene dall'inizio, anche tu ti occupi di storie di vita, in prima linea.
Grazie per i complimenti!
Ci sarai sabato alla presentazione del mio romanzo? Lo spero. Ti abbraccio
Roberta

Di: roberta Inviato il 01-07-2008 - 01:55 am


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Di: increase height Inviato il 25-06-2013 - 07:25 am



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