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Per Pasqua

Scritto da: Roberta il 19-03-2008 - 08:00 pm

Per Pasqua zia Lidia ci preparava le pupe. Dolci a forma di bambola, con il grembiule e il fazzoletto come contadinelle, gialle di uova ma con le rifiniture di cacao e le piccole palline colorate di zucchero cosparse su tutto il vestito. Dentro una tasca, quando il lunedì di Pasquetta festeggiavamo con una scampagnata, zia Lidia ci metteva un uovo sodo, e così tutta la Pupa diventava parte del pic-nic. Insieme alle uova di cioccolata, riavvolte nelle carte di alluminio, nei loro cestini colorati di cartoncino, che si usavano negli anni ’60. Per i cugini maschi c’era il cavallo, con il muso a volte un po’ storto e i finimenti di cioccolata. Giocattoli fragili, che perdevano presto braccia e zampe nelle nostre bocche e gli ultimi pezzi, ormai secchi come biscotti, affogati nelle tazze del latte della colazione.
A volte zia lasciava che noi bambine, come ci avevano insegnato a scuola, dipingessimo le uova sode. Di rossi e azzurri smaglianti, con grandi fiocchi disegnati, rimanevano impregnate dei nostri colori a tempera così che, aperte il giorno dopo, erano tutte colorate anche nell’albume, e non potevamo mangiarle. Ma era una festa metterle nei cestini e partire per la campagna, verso casa di Genoveffa, nelle campagne di Sant’Anna, dopo il cimitero, prima che costruissero tutto. C’erano viottoli sterrati che, in mezzo all’erba alta, portavano a poche case di mattoni, dove ancora viveva qualche vecchietta, come l’amica di zia Lidia. Gli alberi pieni di boccioli bianchi e rosa, all’orizzonte il mare sembrava già vicino, e la mattinata a giocare nel prato proseguiva fino al pic-nic, dove a volte c’erano anche costolette di agnello cotte come cotolette. Passavamo vicino alla fornace di Femminella, dove sul comignolo acceso tanto tempo prima zia Lidia aveva seduto mia madre di pochi anni! E poco distante ogni volta zia tornava a indicarci quella che era stata la casa della loro infanzia, con un piccolo giardino davanti, dove tanto avevano giocato e che avevano sempre rimpianto.



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