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Dario Fo lo vedo lo sento

Scritto da: Roberta il 08-07-2017 - 07:04 pm

Dario Fo vedo bambino intrepido
sul carretto del nonno vendere ortaggi
occhi spalancati cogliere battute
tra i pescatori al lago storie esagerate
nel dialetto musicale di reti e pesci
sul treno entrare inventando aneddoti
trasformare personaggi
camuffato per salvare profughi con le sottane
approdare al Politecnico tra i Maestri
cimento con le matite.

Lo vedo nella maschera fissa
risata che seppellisce
sganascia, parola di sciabola occhi come frecce
braccia allungate al mondo
motore movimento in fieri
lo vedo.

Poeta giullare, corpo grande, voce amica
convincente o arrabbiata
contro ogni soperchieria, lo sento
cantare gioioso, ubriaco di febbre dello spettacolo
teso elastico nelle gambe di saltimbanco.

Dario Fo vedo immerso nei colori
prolungamento della testa
partorisce figure dal ventre
fantastiche e vive di realtà
sperimentata di giorno e notte
abbracciato con Franca
mila volte sul palco in fabbrica carceri
per le strade cappelli mantelli al vento
le urla gli amici tavolate in allegria sagace
l’ultimo inchino al pubblico
che ama di aver onorato.



1 Commento

Poesia premiata con Menzione Speciale alla XXXI Edizione del Premio Montano
della rivista Anterem


Di: roberta Inviato il 08-07-2017 - 07:06 pm



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