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Le bambole di porcellana

Scritto da: Roberta il 27-02-2008 - 02:17 am

Nonna Raffaella, tra i tanti ricordi, mi aveva lasciato una bellissima bambola di porcellana, vestita come una spagnola con il vestito nero e rosso di raso e merletti, grande quasi quanto me. Eravamo andate insieme, io e lei, alle feste di San Giustino, alla villa. E ci siamo fermate a giocare alla lotteria con la ruota, in una grande bancarella dove un uomo napoletano che sembrava un vero mago vendeva i biglietti promettendo meraviglie. In realtà alle sue spalle tutto intorno erano appesi giocattoli meravigliosi, soprattutto bambole, grandi, enormi, con grandi tuppi di capelli neri o biondi, mantiglie e scialli e fiocchi, vestiti lunghi di stoffe luccicanti. Ad ogni estrazione di numeri che non avevamo, pregavo e convincevo nonna di restare ancora, soltanto un’altra volta, soltanto un altro biglietto. Finché la fortuna fu dalla nostra parte. E non so come di bambole ne vincemmo due. Forse nonna la seconda la comprò in aggiunta, fatto sta che tornammo a casa quasi nascoste dietro quelle bambolone enormi, una per me e una per Raffaella. Io ero raggiante, provammo a sederle sul letto con i vestiti allargati a ruota, due vere ballerine. Ma dopo averci giocato un po’, mamma decise di metterle su un armadio in alto, tra le coperte, e da lì scendevano ogni tanto per qualche ora di gioco, ed era ogni volta per me una nuova gioia.



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