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Nel giardino di Godot (1)

Scritto da: Roberta il 26-02-2016 - 10:28 pm

NEL GIARDINO DI GODOT (dedicato a Claudio Meldolesi,alla memoria)
POEMA PER VOCI PRESENTI
PERSONAGGI
Antonella, Carmela, Maria Elena, Roberta, Ugo.
Ugo- E alzatosi dalla preghiera e raggiungendo i discepoli, li trovò addormentati per lo sconforto.
-Antonella- Voi, sapete pensare voialtri?
-Roberta - Vi annoiate?
-Carmela- Tutti i giorni?
-A. - Dormite mentre gli altri soffrono?
-R. - Ogni volta aspettate qualcuno?
-A.- E allora?
-C.- E intanto?
-R. E se fosse già qui?
-C.- E se non arrivasse mai?
-A.- Sarebbe diverso?
-R.- Cambierebbe davvero la vostra vita?
-A.- La vostra vita non riesce a cambiare?
-C.- Perché dovrebbe?
-A.- Per voi stessi?
-C. – Per i vostri amori?
-R- Per i vostri figli?
-A.- Per gli amici?
-C.- Una volta pensava anche molto bene, potevo starlo ad ascoltare per delle ore…
-A. - Una volta era gentile…Mi rendeva migliore.
-C.- Preferirei che ballasse, sarebbe più allegro.
-R- Potrebbe magari prima ballare e poi pensare? Se non è chiedere troppo.
-C.- Vi pare che abbia l’aria di una donna capace di soffrire, io?
-A.- Proprio una bella serata.
-R- Indimenticabile.
-C- E’ appena incominciata.
-A.- E’ terribile.
-C- Sembra di essere a teatro. Il tempo si è fermato.
R.- Ciao, sono contenta che sei qui.
A.- E il Maestro? Arriverà?
R.- E’ già passato di qui.
A. – E non sapeva che saremmo arrivati? Non gli hai detto niente, di noi?
R- Del lavoro, vuoi dire?
A- Di noi. Del lavoro, di quello che vogliamo fare insieme…
R.- Sono contenta che siete arrivati. Lei è…?
-C.- Sono nuova della compagnia. Sono partita con lui perché volevo conoscere il vostro Maestro.
R.- Il Maestro è già passato di qui.
A- Non sapeva che stavamo arrivando?
C.- Ma quando?
R.- Ieri, o forse la settimana passata.
A.- Non ha lasciato detto…
C.- Qualcosa…
A.- Per noi.
R.- Sapeva che sareste arrivati.
C.- Però…
A.- Niente però.
R. – Lo sapeva e basta.
C.- E allora?
A.- E allora che cosa?
R.- Il Maestro ha parlato a lungo con lei.
C.- Cosa ti ha detto?
Maria Elena:- Niente di speciale. Voleva sapere se ero abbastanza contenta.
A.- Proprio così ha detto? Abbastanza?
C.- Abbastanza per cosa?
M.E.- Per giocare. Non so, per stare qui.
A.- E tu che cosa hai risposto?
M. E.- Ma certo, ho detto di si, certo.
C. – E poi?
M.E.- Poi mi ha chiesto se andavo a scuola, se avevo degli amici. Se avevo abbastanza da mangiare.
C. E poi? Non ti ha chiesto di noi? Del teatro? Sapeva che stavamo arrivando?
M.E.- Poi abbiamo giocato.
A.- Giocato? Con il Maestro’ A che cosa?
M.E. Abbiamo giocato con la palla. Mi ha detto che da quando non c’è più Atlante, il mondo tocca reggerlo a noi.
A.- A noi?
M.E.- Sì, così ha detto, a noi. Poi è stato zitto per un po’. A un certo punto, però, mi ha fatto una strana domanda.
A.- Un’altra domanda?
M.E.- Sì. Mi ha chiesto: “ che posso fare per questa brava gente che si annoia?
R.- Pan dorme. E Atlante? ( 1continua)



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