Categorie

Archivio mensile

Navigazione

Pietrantica

Scritto da: Roberta il 30-08-2015 - 02:34 am

Ogni volta un’emozione, dopo le curve in salita tra gli alberi, affondare lo sguardo nel verde fitto e cupo della Valle dell’Orfento, alzarlo alle rocce bianche e grige della Majella, essere avvolti da un vento amico, da un sole più vicino, scorgere le prime case del borgo di Decontra e sentire di essere a un passo da giorni di libertà natura amicizia. Il fontanile all’incrocio segna la via per Pietrantica, l’agriturismo di Marisa e Camillo che da diversi anni ci accolgono nella loro casa circondata da pratoni e aperta ai sentieri, attivissimi, cordiali, genitori di Viola e Paolo che sono diventati intanto ragazzi, svegli, sportivi, belli, attaccatissimi a nonno Paolino il patriarca pastore che racconta a capotavola dei pascoli della Majella. Di fiori e di notti stellate, di lotte feroci tra lupi e pastori abruzzesi che salvano il gregge.
L’aia lastricata di pietre è ampissima, disseminata di tavoli e sdraio, ombrelloni, il nostro cane Vega va oltre nel prato, scodinzola, annusa.
Pino di ritorno da una passeggiata si addormenta su un’amaca sul poggio, nonno Paolino dal suo avamposto in cima alla strada su un ceppo ascolta da una radiolina canti partigiani, Marisa corre tra sala e cucina offrendo la ricca colazione di marmellate preparate da lei, pere, more, sambuco, arance. Mangiamo lo yogurt opera di Viola, ciambelloni al cioccolato di Paolino, 11 anni ,ma è bravissimo anche ad aiutare Camillo a cuocere gli arrosticini alla brace, nel fuoco tra le pietre di fronte al porticato.
Se è caldo la sera ceniamo fuori, siamo più di 20 ospiti in 3 tavolate, pasta di farina solina con zucchine profumate di tartufo, zuppe di farro e di lenticchie, peperoni e fagiolini dell’orto, pizze fritte, carni nostrane, ricotte locali, sapori e profumi che si confondono con la lavanda nei cestini sulle credenze, col vino rosso che alza il tono delle conversazioni. Marisa invita ogni nuovo arrivato a cantare e gli stranieri sembrano i più disponibili, le lingue si intrecciano, i brindisi si alzano, fraintesi, risate.
Camere accoglienti, mobilia di legno, pietra, parquet, artigianato abruzzese, le siepi agli usci, i canti dei galli, qualche trattore nel silenzio dei monti che irraggiano sentieri agli eremi celestiniani, alle fonti, a radure nei boschi, che salgono agli altipiani, che scendono all’oasi dell’Orfento che è il gioiello –di verde e di acque- nell’orrido della montagna che si spacca a picco ai piedi del casale.



Nessun Commento

    Nessun commento inviato


Scrivi un commento

Nome
Email
(non viene mostrta al pubblico)
URL
(scrivi anche http://)
CODICE DI VERIFICA
Commento