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Sul sentiero del Giovenco

Scritto da: Roberta il 30-06-2015 - 08:46 pm

Attraversiamo le stradine di pietra del paese antico, quello rimasto, quello ricostruito dopo il terremoto del 1915. Si snodano strette tra le case e gli alti terrapieni erbosi , Daniela guida la fila con passo entusiasta verso il fiume Giovenco. Lastroni bianchi, scale che affiancano una chiesa, un portale magnifico barocchetto di una casa di antica famiglia, faccciate lunghe e regolari di palazzi signorili di Pescina che è stata Arcivescovado, abitato da nobili, possidenti di latifondo, quando il lago del Fucino allagava la conca e appestava di malaria i cafoni che faticavano per loro.
Adesso è quasi deserta. Svetta il castello cadente nel bosco dei pini, alita un vento fresco e leggero nel pomeriggio caldo d’estate.
Il percorso tortuoso, tra case e risalite fino allo sterrato che costeggia il fiume.
Paolo e Franco vogliono mostrare a me e Pino le trote nella corrente. L’acqua è a tratti profonda e corre veloce dalle cascatelle , si acquieta limpida su fondali brecciosi, ci sembra di vedere guizzare qualche grosso pesce fangoso, ma è lo scroscio dell’acqua nel silenzio che è musica, il vento fresco sul viso mentre gli occhi scrutano erbe e fiori selvatici sul fianco del monte.
Lina raccoglie per me ciuffi di timo dalle radici perché io li trapianti sul mio balcone romano. Daniela mi mostra fiori lilla, gialli, li annusa, è attratta dagli sproni rocciosi che dall’alto delineano il percorso, le indico macchie di papaveri, si incuriosisce di un albero e va con Anna a cogliere foglie, un frutticino, forse è un pesco selvatico.
Vega, dal pelo nero lucente, procede e torna indietro a radunare chi si attarda, si infratta, si slancia sul greto ad affondare le zampe nella corrente.
La meta è il laghetto, anitre selvatiche tuffano il capino bruno, macchie di pini inverdiscono cupe il costone della montagna, i profumi delle erbe e dell’acqua ci sfiorano, siamo piccoli tra la roccia e il fiume.
Scattiamo qualche fotografia, ma il sentiero del Giovenco non svela i suoi segreti a immagini ferme, ci rimettiamo in cammino.



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