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La Pupa

Scritto da: Roberta il 15-09-2013 - 05:54 am

La piazza di Sant’Anna, alla festa della Santa il 26 luglio, tra banchi di noccioline e porchetta, zucchero filato, è gremita di folla che si ferma a chiacchierare, di bambini che spingono i genitori verso i venditori di palloncini e poi li portano, naso all’aria, legati al polso. Ce n’è qualcuno che sfugge e s’invola nel vento, diventa un piccolo colore lontano. I bambini si consolano leccando mele rosse caramellose. Molti uomini al bar bevono birra sgranocchiando le noccioline americane calde, i venditori di porchetta gridano per attirare ai loro banchi e riempiono panini, ma tutti aspettano la pupa.
La protagonista della festa, il momento esplosivo, è lei col suo ballo. È in coppia col ballerino, giganti di cartapesta coloratissimi, gialli rossi verdi, vestiti da antichi contadini abruzzesi incedono al centro della piazza e la folla fa largo al suono della musica dell’organetto e delle percussioni, il ritmo incalza. Pestano i piedi e volteggiano, piroettano, si allargano e sfiorano persone che si avvicinano e si ritraggono, danzano veloci e all’improvviso si accende il fuoco. Dalle teste, dalla lunga gonna della pupa una fiamma, fuoco pirotecnico che avvolge nelle scintille le figure e sprizza nuovo ritmo, rumore, colore che accende la folle eccitata, il ballo si fa frenetico, bambini battono i piedi, le mani, qualcuno grida – la pupa!!-.
Dea contadina, Demetra che scaccia Plutone e in piena estate riconquista Proserpina, luce delle messi, ringraziamento del raccolto, scintille della fertilità.



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