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Una felicità dura, di più generazioni

Scritto da: Roberta il 30-01-2008 - 08:47 pm

di Davide Rondoni

A Bruna, madre di mia madre

Aveva dentro racconti di cose mai
viste, sfollamenti, ritorni
mancati e altri misteriosi,
dai geli della Russia.
E anni senza marito, due figlie
appese al collo sulle navi
tra Genova e l'Etiopia.

Aveva dentro uno spartito
con mille note che io
non ho mai sentito, una gran
copia di emozioni che chi di noi
ha mai vissuto...

Aveva negli occhi il ridere
d'aver conosciuto il suo uomo
davanti alla gabbia dei conigli
in un mattino aspro e gentile
quando lui salutò con due battute
volgarotte e celestiali.
Il suo uomo grande
partito prima di lei, servito
come un re
e come un bimbo poi
accompagnato fino all'ombra.

In lei,
gran madre,
era ospitale
anche il vago cenno
erano vere le apprensioni
persino l'ira che pungeva
a volte in fondo agli occhi.
Per il mondo?
Sì, per quello.
Ad ospitare ogni cosa
si soffre, molto.
Occorre
una felicità dura, di più generazioni.




1 Commento

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Di: Anne Inviato il 25-06-2013 - 05:26 pm



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