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"I nostri studi" di Agota Kristof

Scritto da: Roberta il 23-01-2011 - 10:33 pm

Per i nostri studi, abbiamo il dizionario di nostro Padre e la Bibbia che abbiamo trovato qui da Nonna, nella soffitta.
Facciamo lezioni di ortografia, composizione, lettura, calcolo, matematica ed esercizi mnemonici.
Usiamo il dizionario per l’ortografia, per ottenere spiegazioni, ma anche per imparare parole nuove, sinonimi, antonimi.
La Bibbia serve per la lettura ad alta voce, per i dettati e gli esercizi mnemonici. Dunque impariamo a memoria pagine intere della Bibbia.
Ecco come si svolge una lezione di composizione.
Siamo seduti al tavolo della cucina con i nostri fogli a quadretti, le matite e il Grande Quaderno. Siamo soli.
Uno di noi dice:
Il titolo del tuo tema è” L’arrivo da Nonna”.
L’altro dice:
Il titolo del tuo tema è “ I lavori”.
Ci mettiamo a scrivere. Abbiamo due ore per trattare l’argomento e due fogli di carta a disposizione.
Alla fine delle due ore ci scambiamo i fogli; ciascuno corregge gli errori di ortografia dell’altro con l’aiuto del dizionario e, in fondo alla pagina scrive: Bene o Non bene. Se è Non Bene gettiamo il tema nel fuoco e cerchiamo di trattare lo stesso argomento nella lezione seguente. Se è Bene, possiamo ricopiare il tema nel Grande Quaderno.
Per decidere se è Bene o Non Bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero. Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo, ciò che facciamo.
Ad esempio, è proibito scrivere: “Nonna somiglia a una strega; ma è permesso scrivere: “La gente chiama Nonna la Strega”.
E’ proibito scrivere: “La Piccola Città è bella”, perché la Piccola Città può essere bella per noi e brutta per qualcun altro.
Allo stesso modo, se scriviamo: “L’attendente è gentile”, non è una verità, perché l’attendente può essere capace di cattiverie che noi ignoriamo. Quindi scriveremo semplicemente “L’attendente ci regala delle coperte”.
Scriveremo: “Noi mangiamo molte noci”, e non “Amiamo le noci”, perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. “Amare le noci” e “amare nostra Madre”, non può voler dire la stessa cosa. La prima formula designa un gusto gradevole in bocca, e la seconda un sentimento.
Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe; è meglio evitare il loro impiego e attenersi alla descrizione degli oggetti, degli essere umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione fedele dei fatti.

Da "Il grande quaderno" di Agota Kristof



1 Commento

una dichiarazione del suo metodo di scrittura

Di: roberta Inviato il 23-01-2011 - 10:34 pm



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