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Ho imparato da mamma a cucinare

Scritto da: Roberta il 19-12-2010 - 09:00 am

Ho imparato da mamma a cucinare, mia mamma prepara delle tagliatelle col ragù indimenticabili. Quando impasta e stende la sfoglia è precisa, concentrata in gesti che contengono tutta la sua esperienza, la morbidezza dell’impasto, la regolarità delle porzioni da tagliare, asciugare nella farina lasciando le strisce volare sul tavolo bianco. Io non so fare le tagliatelle, ma il ragù si. Lei mette a cuocere le salsicce con un po’ d’acqua che poi butta, per sgrassarle. Aggiunge il pezzo di vitello a rosolare con la cipolla e la carota. A me piace anche aggiungere qualcosa di mio, perciò a questo punto sfumo col vino bianco. Se il pomodoro è quello delle bottiglie della contadina il successo è assicurato, ma il segreto è l’erba-pepe, nella giusta misura.
Da mamma ho imparato la cura per il cibo, cercare di assecondare i gusti dei familiari, metterci attenzione, amore. Ho imparato osservando, ma soprattutto gustando. Ho imparato perché lei metteva pazienza e attenzione rivolta al piacere degli altri, anche al mio.
Riesco facilmente a riconoscere gli ingredienti e le dosi di un piatto nuovo che mangio da amici o al ristorante e poi a rifarlo.
E’ importante per me la cura del cibo perché stare a tavola insieme provando piacere apre gli animi, ben dispone all’ascolto, allo scambio. Cucinare bene aggiunge piacere al dovere di nutrire i familiari, lo rende a volte divertente, mi rilassa.
In un pomeriggio di malinconia, ho bisogno di staccarmi dai libri per una cosa pratica, concreta. Un esercizio delle mani che mondano verdura, mischiano sughi, impanano cotolette e il calore della cucina, i profumi, il lavoro premiato dalla soddisfazione dei commensali.
Mi piace sperimentare ricette nuove, ma anche mantenere la tradizione di famiglia, come il brodo col cardone che si mangia a Natale. E’ faticoso sfilare i cardi e tagliarli a cubetti, bollirli in acqua e strizzarli prima di buttarli nel brodo di tacchino. Si aggiungono le polpettine e alla fine uova e parmigiano, la stracciatella. Una vera delizia!



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