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Gente fuori posto

Scritto da: Roberta il 17-12-2010 - 07:23 pm

..Il centro profughi un edificio di grandi dimensioni, che prima poteva essere una fabbrica oppure una caserma. In enormi sale, dei pagliericci sono stati posati direttamente sul pavimento. Ci sono docce in comune e un'enorme sala da pranzo. All'ingresso di questa sala si trova una lavagna su cui sono stati appuntati degli annunci di ricerca. Le persone cercano parenti, amici persi mentre attraversavano il confine, o prima, o dopo, nella citt di Vienna, o anche tra la folla e il disordine del centro profughi.
Mio marito, come tutti gli altri, passa la giornata negli uffici di diverse ambasciate ad aspettare di trovare un paese che ci accolga. Io resto con la bambina, che, sdraiata sul pagliericcio, fa i suoi gorgheggi giocando con i fili di paglia. Sono costretta a imparare qualche parola di tedesco per riuscire a chiedere il necessario per mia figlia.
Portandola con me,vado nelle cucine del centro e dico a quello che l dentro sembra essere il capo: "Milch fur Kinder, bitte". Oppure: " Seife fur Kinder". Lui mi d sempre direttamente, di persona, quanto gli chiedo.
Si sta avvicinando il Natale quando prendiamo il treno per la Svizzera. Ci sono rami d'abete sulle mensole sotto i finestrini, con cioccolata e arance. E' un treno speciale. Tranne gli accompagnatori, i viaggiatori sono tutti ungheresi, e il treno si ferma soltanto alla frontiera svizzera. Giunti l, veniamo accolti da una banda, e delle gentili signore ci passano dal finestrino bicchieri di t caldo, cioccolata e arance.

Da "L'analfabeta. Racconto autobiografico" di Agota Kristof



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