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Da "Portafoglio d'un operaio" di Cesare Cantù

Scritto da: Roberta il 28-11-2010 - 11:06 pm

“Savino Sabini, nato a Napoli il !815 da Colantonio e da Giannella Starrabba, operaio, statura alta, capelli neri, occhi castani…
Così leggevo sul mio passaporto; e quel 1815 mi arrestò, facendomi riflettere che ho passato i 34 anni: l’età già soda; scorsa metà della vita, la metà più operosa, quella dove l’uomo forma e costituisce la propria fortuna, creossi una famiglia, contrasse relazioni, preparò la felicità o il turbamento, il decoro o il disonore degli anni che ancora gli rimangono. E mi proposi di ripassarla e di scrivere così alla buona quel che ne ricordo. Credo che il meditare sopra sé stesso frutti più che lunghi studi e che, chi abbia presente la storia della sua vita, ne sappia meglio d’un professore di storia greca e romana. Il proprio interno è un campo di riflessioni inesauribile: e poiché somiglia a quel degli altri, studiando noi impariamo la società, conosciamo gli altri perché conosciamo noi stessi. All’opera dunque.”




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