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Il vento di Anne Tyler

Scritto da: Roberta il 15-06-2010 - 07:33 pm

James sorrise e andò a sedersi in poltrona allungando le gambe. Era bello essere di nuovo a casa, anche se era un posto misero con le pareti ingiallite e scrostate e i mobili sfondati. Era talmente traballante, che quando James doveva fare qualche foto con tempi di esposizione lunghi, correva in giro lanciano l'allarme. "Sedetevi un momento" diceva, procurava sedie per tutti e poi si affrettava a scattare la foto prima che si rialzassero e ricominciassero a far tremare il pavimento. Ma almeno era una casa comoda, non lontano dalla città, e Ansel aveva quella grande finestra nel salotto da cui poteva guardare la strada. Se ne stava seduto sul divano con i gomiti sul davanzale e tutto quello che vedeva passare aveva un significato per lui - anche se era solo un vecchio autocarro o un ragazzo in groppa a un mulo -, perchè guardava da tanto tempo e conosceva benissimo la gente.
Pensando a Ansel e alla sua finestra, a James venne spontaneo guardare cosa stesse succedendo fuori, ma da dove era seduto vide soltanto il bagliore gialloverdastro dell'aria estiva incorniciato dalle tendine a rete. Si alzò e si avvicinò per vedere meglio, con le mani sul davanzale, percorse con lo sguardo la stradina sterrata in direzione della collina da cui era appena sceso. Non si vedeva nessuno. Forse sarebbero passate delle ore prima che tornassero; magari Joan era ancora là, che cercava di convincere sua zia e suo zio a venire via da quel fazzoletto di terra. Ciò nonostante, James continuò a guardare per alcuni minuti. Sentiva ancora il vento, più lieve in pianura, ma abbastanza forte da spingere le tende all'interno. Per molto tempo da quel momento in poi il vento gli avrebbe fatto tornare in mente quella giornata. Era salito al cimitero dietro tutti gli altri e aveva visto come il vento faceva svolazzare le gonne nere delle donne e scompigliava piccole ciocche di capelli delle loro acconciature. E quando i primi crocchi di parenti alla fine era andati via, dopo essersi fermati a sfiorare le braccia conserte della signora Pike o a mormorare qualcosa al signor Pike, anche le loro parole erano state portate via dal vento e nessuno dei due genitori aveva risposto.

Da "L'albero delle lattine" di Anne Tyler



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