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Scritto da: Roberta il 08-03-2009 - 08:43 pm

Gianluca
certo
non ricordi
il nostro cantare,
ma so che spesso canti
a squarciagola,
le capriole nel prato
non ti fanno più paura
e scegli per Marcello, piccolino,
delle tue macchinine
la più bella.

E tutto il gesso
dei disegni colorati
sui marciapiedi,
forse nel sogno
tornerà
a piovere su te
polvere di stelle.

Quando chiedevi
ancora e ancora
- ma Bologna che cos'è?
Dimmi, dada, che vuol dire
una città?-
la bicicletta prese a correre
le piazze e i vicoli
sull'acciottolato
(quel berrettino colorato
sul tuo testone come Charly Brown).

Le nostre tute a righe
sfrecciavano tra i portici
sfiorando gente un po' allibita
da quel mio riso esagerato,
ma che ci sorrideva forse
un po' invidiosa;
tremavano le tute
di vento e di paura:
perdemmo solo
la pallina rimbalzina
e qualche ora di televisione.

"Bimbo ridente
già dal pensiero grave":
- dov'è andata
a nascondersi stasera
quella mia luna
birichina?-
Incappottati
intorno all'isolato
giriamo con il naso
tra i palazzi.
Sei andato a nanna
deluso e un po' perplesso:
poco ti consolava
quel suo sonno
in una culla dove
il cuore tuo soltanto
poteva giungere per una
silenziosa buonanotte.

Da "Viaggio verso l'uomo verde"



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