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Ribellione per la Terra

Scritto da: Roberta il 30-05-2019 - 11:14 am

Tutto si trasforma
nella voragine dell'universo
supera gli umani
dove fanatici di guerra e di oro
bruciano speranze.

Ghiacciai piangono
speci lottano contro bavagli
plastica e smog,
complici contro miseri in fuga.

Giovani in ribellione
cercano una scommessa per la Terra dai potenti,
vento di musica ama la vita.


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Oltre il Teatro dell'Angelo

Scritto da: Roberta il 02-05-2019 - 06:47 am

Il Teatro dell'Angelo ha tre serrande abbassate e un saluto di vernice nera di buonanotte al popolo. Tempo nuvolo tra gli alberi altissimi, il fogliame folto, pochi passanti, qualche portiere sulla strada a mezzogiorno. Primo maggio a Roma nel quartiere Prati, tre cugini di bella età vanno in trattoria e parlano della Cina. Di un viaggio con i genitori in un mondo diverso, nel 1983, Piazza Tien-an-men attraversata come un'intera città, biciclette che trasportano mobili, maialini, regali raffinati in omaggio nelle camere degli hotel.
Mangiamo a base di pesce, semplice, vino bianco in caraffa. Cameriere anziano ma sveglio, ci offre una squisita pastiera napoletana. La cugina ricorda una cucina cinese buonissima al vapore, grande varietà di verdure e ravioli ripieni di carne, tavoli girevoli per condividere dalle coppette, la bellezza dei bambini e di una donna alta, elegante come una modella.
Nella trattoria la clientela è varia, coppie giovani e anziane, amiche, famiglie, belle ragazze e uomini appesantiti, folla rumorosa che tramesta, lo spazio è stretto tra i tavoli, il locale si è riempito ad ondate e chi è arrivato presto si trattiene col caffè , mentre qualcuno aspetta l'antipasto. Si mischiano colori odori, gomito a gomito, i camerieri hanno accelerato il ritmo, generazioni di un popolo romanesco dall'aria smaliziata, un po' saputa ma non pretenziosa, volti più stanchi che allegri, forse anche perchè il sole non brilla, fuori comincia a piovere.
Al ritorno alla macchina i tre cugini parlano di un imminente viaggio, di una figlia, di uno zio scambiato per un rapinatore, di una telefonista che cerca un omonimo e bisogna chiarire che chi cercano è nato in un anno diverso.


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Pasolini e la Madonna al Pigneto

Scritto da: Roberta il 27-04-2019 - 07:12 am

Un giardino d'angolo tra case basse del Pigneto nasconde un locale dove si mangia bene. Giorno della Liberazione, nel piazzale sul viale alberato preparano una grigliata al suono di percussioni, popolo di antiche feste dell'Unità, tavolate allineate con le panche, passeggio di giovani e vecchi, mamme hippy e bambini che giocano, caldo e andamento lento. Ripercorriamo strade e incroci nel disordine dell'architettura popolare sfuggita ai palazzinari della Prenestina, tranne per qualche abitazione più moderna o ristrutturata che interrompe i portoncini sulla strada. Pranziamo su una confortevole terrazza a un piano rialzato del giardino d'angolo, siamo in quattro ad alzare i calici rossi per brindare con la battuta:- ma siamo fuori dal fascismo?-
All'uscita, su una casa bianca, un Pasolini in camicia rossa in grandezza reale, in una versione un po' coatta come non era, che indica di fronte un dipinto di una Madonna fanciulla delicatissima, in tinte pastello, irraggia i tetti e rischiara uno scorcio di passato.


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Pasqua al Testaccio

Scritto da: Roberta il 23-04-2019 - 05:16 am

Terrazza di ciclamini bianchi, lampade liberty e ornamenti di paglia, tavolini bassi tra poltrone tabacco di pelle consumata nell'ingresso al ristorante. Ambiente vintage, spazi tortuosi, scalette, legno ridipinto, oggetti scuri metallici in disuso in alto sulle scansie, tavoli col ripiano di piastrelle di ceramica bianca nella grande sala da pranzo, foglie verdi sui davanzali. Avventori artisti di una commedia napoletana del Novecento, molti uomini in abiti scuri, gilet, bambine in gonnellino corrono a giocare e spostano sedie in terrazza, donne che fumano. Camerieri vestiti di nero giovani veloci si muovono in una danza di vassoi carichi di timballi, carciofi, agnello. Profumo di ragu', arrosto, vino rosso, voci contenute, qualche fotografia , una donna in tailleur rosso attraversa la sala ondeggiando la frangia di capelli biondi, alta sui tacchi alza il calice in un brindisi.


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Dolore per Notre Dame

Scritto da: Roberta il 17-04-2019 - 05:53 am

Notre Dame della Senna
vetrate colorate alle guglie
bianche sentinelle i campanili
di marmi scolpiti al fascino di Parigi.

Pellegrini,turisti nei secoli
angoli in penombra alla devozione
lumi a capolavori reliquie.

Rifugio il campanaro
di Esmeralda gitana,
risuonano rintocchi a lutto
al vento delle fiamme.

Resiste la navata
per la fabbrica della rinascita.


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Vega nella meraviglia

Scritto da: Roberta il 09-04-2019 - 09:28 pm

Fiocchi bianchi di betulle un manto
velato il prato di margherite
Vega lenta esplora, confusa
naso tra fili d'erba ciondola
annusa nel vento
scompiglia il pelo nero.

Colpita dal sole, libera
il vento confonde il manto le foglie
bianco e verde cornice al lago.
Nuvola grigia cobalto dell'acqua.


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Dov'è?

Scritto da: Roberta il 02-11-2018 - 09:40 pm

Dov’è casa?

L’anima si cheta rallegra
nell’amore
serena
ovunque sia pace.


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Presenza

Scritto da: Roberta il 15-10-2018 - 02:06 am

Essere vivente
respira
presenza scalpiccio
nera sagoma
zampetta la casa nell'anima.


Vecchiezza d'affanno
anela respiro
e una carezza.


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Notte 11 agosto

Scritto da: Roberta il 15-11-2017 - 09:38 pm

Luna di luce brillante
appare e scompare tra i boschi
scende la strada di notte
tra stelle perse
granelli sul lago profondo.

Vacche bianche abbagliate
dai fari tra tronchi e chiome
lente divine muovono
nel buio nel fruscio
chiarore indistinto.

Abbaiare del cane
le spinge a correre
una giovenca attraversa la strada
latte, panna sull’asfalto scivola
inciampi di zoccoli in fuga.

Stelle lucidano la volta e scendono
alla terra, ci comprendono avvolgono
attirano nel desiderio del grande
di pace silenziosa
musica di luce.


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Che Guevara

Scritto da: Roberta il 10-10-2017 - 06:30 am

Che Guevara del Novecento Cristo
rovescia tavole di Trimalcioni
parassiti e virus combatte
un canto innalza, un grido
del sangue della Terra
Oceani di lacrime
e annega in fiumi di petrolio.


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Atrio

Scritto da: Roberta il 03-10-2017 - 08:05 pm

Chiave che gira
fuga di un corridoio
nicchia del portiere
caselle nere bianche opache,
al filo appesa la lampadina
su una bicicletta abbandonata.

Finestra aperta sulle scale
in un cavedio di note.


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Ritornano

Scritto da: Roberta il 08-08-2017 - 09:39 pm

Infinite ore ogni giorno
piccole storie dilatano
e anni affollati, solitudini
strade e musica
libri e mura
mille volti e gesti
ritornano dal buio
dal silenzio.

Vita lunga di attimi
olio di noce sulle vernici
se apri gli occhi
gocciolano brillano
si nascondono
per tornare a sorprenderti.


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Dario Fo lo vedo lo sento

Scritto da: Roberta il 08-07-2017 - 07:04 pm

Dario Fo vedo bambino intrepido
sul carretto del nonno vendere ortaggi
occhi spalancati cogliere battute
tra i pescatori al lago storie esagerate
nel dialetto musicale di reti e pesci
sul treno entrare inventando aneddoti
trasformare personaggi
camuffato per salvare profughi con le sottane
approdare al Politecnico tra i Maestri
cimento con le matite.

Lo vedo nella maschera fissa
risata che seppellisce
sganascia, parola di sciabola occhi come frecce
braccia allungate al mondo
motore movimento in fieri
lo vedo.

Poeta giullare, corpo grande, voce amica
convincente o arrabbiata
contro ogni soperchieria, lo sento
cantare gioioso, ubriaco di febbre dello spettacolo
teso elastico nelle gambe di saltimbanco.

Dario Fo vedo immerso nei colori
prolungamento della testa
partorisce figure dal ventre
fantastiche e vive di realtà
sperimentata di giorno e notte
abbracciato con Franca
mila volte sul palco in fabbrica carceri
per le strade cappelli mantelli al vento
le urla gli amici tavolate in allegria sagace
l’ultimo inchino al pubblico
che ama di aver onorato.


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Estate

Scritto da: Roberta il 26-06-2017 - 07:48 pm

Di infinite ginestre grido giallo
corrono lungo i pendii
tra stoppie abbacinate
verde riposo dei boschi.

Quercia millenaria divina
rigogliosa acqua di fiume
vita di piante radici corolle
allegra compagnia
ristoro nella siccità.


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A Maccarese con Dada

Scritto da: Roberta il 08-06-2017 - 08:50 pm

Alla spiaggia bianca
mare in fermento e noi
quiete e l’interrotto dialogo
cielo di sole, io all’ombra.

Creme, morbide pacate
caldo che il vento diventa piacere
tempo sdraiate
dubbi in ironia
silenzio accanto.

Tamerici alla rena
al limitare cannizzi
onde rullano e acquietano
ritma il mare musica
tra noi delicata pace
intesa di conoscenza continua.


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L'Aniene a Subiaco

Scritto da: Roberta il 05-06-2017 - 09:17 pm

Ripa erbosa ombra di chiome
fiume snoda snello s'insinua
veloce sole filtra
riflette grigi sassi e verde
traspare.

Calura alle spalle
refoli d'aria d'acqua che muove,
immoto il prato
si stende verso fontane essiccate
pietrisco bianco nella canicola.

La forra umida di foglie
larghe generose
momentaneo refrigerio.


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Il fiume va

Scritto da: Roberta il 08-05-2017 - 09:33 pm

Inceppano crepiti di ramaglie
spezzate
sul greto dell’acqua
che salta i massi
riprende il suo letto il fiume
nella corrente verdi foglie
e rami di chiome inclinate
alle trasparenze alla frescura
a schizzi gorghi
al seguitar goccia goccia.


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Lago nel parco

Scritto da: Roberta il 07-05-2017 - 07:02 pm

Cerchi concentrici al lago i sentieri
nel prato betulle aceri tigli, sui dossi le siepi
largo un circolo alla vista di verdi toni
nel silente calpestio dei passi
attorno all’acqua scura tintillano gocce
di pioggia, folaghe con le nidiate frottano
a un ciuffo di canne, spuntano carapaci
di melmose tartarughe, cornacchie sorvolano
i prati macchie di ali nere frusciano.

Attrezzi legnosi di ginnico invito
e giochi gialli e rossi per bimbi
all’incantamento dell’ambiente lacustre
grigiazzurro nel cielo nuvolo
-piana d’erba di alberi punteggiata
l’acqua ferma che indugia i riflessi-
riportano l’impronta urbana,
passeggiatori con cani che sfuggono abbaiano,
sportivi con le racchette in marcia,
un bar con grandi ombrelloni marrone
invita a un rinfresco, alle sedie
a crocchiare patatine, discorrere
e tornare poi al parcheggio
riprendere l’asfalto, alle spalle
un’ora di quiete.


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Punta Aderci-Punta Penna

Scritto da: Roberta il 21-04-2017 - 01:37 am

Dune la sabbia corona
di alte erbe la baia
verde il mare agitato
alghe bagnate dal sole
riva lunga di rami spezzati
freddo il vento e leggero
profili di nude capanne.

Si cammina al promontorio boscoso
proteso alle onde alte
bianche di frange
al vento che terge celeste il cielo
solleva ondate alla scogliera
muove sulla rena il fogliame,
immersi nel brivido della natura.


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Un nuovo vento

Scritto da: Roberta il 05-04-2017 - 09:45 pm

Negli occhi riflesso
il tuo sgomento
rifletto la domanda
di aiuto, nodo di destino
la vita quotidiana
prove di resistenza.

Alziamo il volo
come colombe
nei becchi l’ulivo
scendiamo in piazza, in spiaggia
con orme costanti
un nuovo vento libra lo slancio.


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Respiro col cuore

Scritto da: Roberta il 28-03-2017 - 01:16 am

Toni di rosso nel mosaico in alto sulla facciata di marmo bianco del Tempio malatestiano che si innalza lucente stupore nel pomeriggio di marzo a Rimini.
Apre respiro saldo sull’erba lo slancio nella geometria dei negozi della strada che viene da incroci squadrati, decumani, via Flaminia ed Emilia, grande Piazza intorno alla quale il paese circola di passeggio di giovani a frotte.
All’interno del Tempio Sigismondo domina in una navata di austera verticalità, dove le cappelle sono limitate da sculture minute di marmo bianco, colonnine, simmetrie, accolgono una Pietà in miniatura in campo azzurro e stellato, un affresco di Piero della Francesca, tesori custoditi tra altri senza sfarzo, nella purezza della classicità.
Nel centro della movida colori di negozi in una continuità senza soluzione, variegata di abbigliamento alla moda, caffè, librerie, souvenir, ristoranti.
All’Arco romano il prato è una piazza dove ragazze e ragazzi sostano, si danno appuntamento, aspettano autobus al ponte che cavalca il fiume-canale, alle panchine che sono snelle barche di legno.
Il ponte di Tiberio, del 14 d.C., è all’estremo opposto del lungo Corso, una pietra antica così possente che ancora le automobili lo attraversano sopra il fiume. Fotografo Pino al lato, mi sembra di cogliere una somiglianza con Giulio Cesare, guarda il parco acquatico sottostante che si estende di prati dove i bambino giocano.
Nella Piazza medievale la fontana della Pigna è un ricamo ai piedi del grande palazzo rettangolare del Municipio di mattoni con le torri merlate. Motociclette e sidecar di collezioni d’epoca creano l’atmosfera di un film anni ’60, nella sera mondana del sabato mentre centinaia di persone siedono nei bar per l’aperitivo, ai tavolini nelle piazzette e nei vicoli in conversazione, tra luci di negozi di trucchi e bigiotteria, antiquariato, gioielli, scuri interni di pub, angoli di fiori.
Sulla circonvallazione domina il Castello di Sigismondo, mole di torri gigantesche in restauro, imbrigliato come transatlantico prima del varo, fronteggiato dal teatro in costruzione Fellini, che è ricordato in mille insegne. Si aprono trattorie e ci fermiamo a “La mi mama” a mangiare qualcosa di pescato nell’Adriatico , tra tavolini di legno assiepati in un enorme stanzone allegro,tra la musica canzoni dei Beatles, pareti che appaiono una tinteggiatura in corso, camerieri alla mano, un po’ di fretta per la pressione della clientela numerosa.
Per rientrare nell’Hotel dobbiamo digitare un codice. All’arrivo alle tre del pomeriggio era chiuso e il tassista che ci aveva accompagnato ci aveva lasciato attoniti davanti alla porta a telefonare. E’ tornato poco dopo dicendo di aver rintracciato il proprietario che sarebbe arrivato presto, intanto ha digitato un codice su una tastiera sul muro e ci fatto entrare nella hall. Miracolo del turismo romagnolo.
Domenica mattina alla marina. Arrivo alla fontana dei quattro cavalli. Da tuffarsi e saltare. Tra alberghi liberty e tanti alberi, erba e pratoline. Il Grand Hotel come una reggia bianca ornata di pinnacoli oltre alte inferriate, giardini di oleandri e palme, andirivieni di ospiti e camerieri, si erge sul lungomare a vedetta con le bandiere al vento.
Entriamo nel viottolo di uno stabilimento chiuso tra cabine e marmittoni, giochi di plastica, piante rovinate dall’inverno, qualche operaio che ridipinge, tubi e teloni che coprono forme indistinte. Tra un bagno e l’altro spazi con qualche sedia di plastica dove turisti sostano, qualcuno che si toglie la maglia, bambini vanno avanti e indietro tra assi di legno, mattoni, si inerpicano sulle dune che portano al mare.
Pino si sdraia a prendere il sole su una panca, mi incammino verso la riva. La spiaggia è grande, la sabbia vicino all’acqua ha riflessi d’oro, l’aria è fresca di un venticello soleggiato. Molti passeggiano, cani corrono, vola sul mare un parapendio blu.
Al porto-canale moltissime imbarcazioni, saliamo al molo dove è in preparazione un’esercitazione di salvataggio. Cammino i massi fino alla punta e scopro la riviera nelle due direzioni lunghissima, saluto sbracciandomi Pino che mi aspetta con la valigia rossa mentre un operatore Rai lo riprende chissà perché.
C’è sole vento tanto mare tutto intorno. Respiro col cuore.


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Mago Zurlì il Principe papà

Scritto da: Roberta il 24-03-2017 - 09:23 pm

Mago Zurlì era Il Principe papà delle bimbe e dei bimbi che cantavano allo Zecchino d’oro , proteggeva con lo sguardo, non li prendeva in giro, scherzava ma non li metteva in ridicolo, li faceva sentire importanti nel loro piccolo ruolo, nella parte giusta di un gioco canoro. Domandava di un fratellino, della mamma, di una compagna dispettosa, entrava nel mondo del bambino e non lo gettava nel panico del divo. Ha contribuito a creare l’antidivo Richetto imbranato, simpaticissimo nella sua ignoranza e furberia, una macchietta da Commedia dell’arte, il furbo-sciocco, e discuteva con Topo Gigio che rappresentava la meraviglia – ma coosa mi dici maaiii??!!- e l’arguzia, la malizia, a volte come il Grillo parlante di Pinocchio.
Mago Zurlì è stato tenerezza e gioco, sorriso, pomeriggi di belle canzoni che hanno accompagnato l’infanzia di generazioni, un mantello di stelle che ha allargato i confini del cielo dei bambini italiani e non solo.


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Respiro di bellezza

Scritto da: Roberta il 23-03-2017 - 09:37 pm

Respiro di bellezza
anela l’occhio lo spirito
forme che ordinano
il pensiero innalzano
la fantasia colori spazi
ritmi melodie armonizzano
mente e sangue
passo e sostare
a rimirare
sentiero e radura
roccia, vetta
piazza e volta affrescata
organo vibrante, violini
orizzonte e onda.


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Vega ride

Scritto da: Roberta il 18-03-2017 - 04:22 am

In seconda media non mettevo i puntini sulle i. Ieri sera, dopo quasi cinquant’anni, mi sono domandata perché e ricordandomi le pagine dei compiti in classe d’inglese tutti corretti di puntini rossi sono scoppiata a ridere. Fosse che la professoressa era puntigliosa? Più rivedevo il viso contrariato della prof. che mi restituiva il compito interrogativa più ridevo e il mio cane, in soggiorno, si avvicinava a me. Mi ha folgorato il pensiero che l’insegnante si sentisse contestata da una sorta di protesta pacifista e la mia risata si è prolungata gioiosa facendo drizzare le orecchie a Vega. Mi ha fissato negli occhi e ha cominciato a tossire!


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Luna di dune

Scritto da: Roberta il 07-03-2017 - 11:19 pm

Gardenie stordisco profumo
punge il tuo volto, umidi petali
dita lambiscono le labbra
l’amaca culla sull’Oceano.

Cavalchi la prateria
mentre l’occhio di diamante
m’ingorga
alla spiaggia senza confine
avvolti dorati luna di dune.


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Con un bacio

Scritto da: Roberta il 14-02-2017 - 08:29 pm

Nel cambiamento l’amore
negli anni sorprende
col ritorno della fioritura
dal silenzio della neve
col rosso delle rose.

Da nuvole di pioggia
l’abbraccio di chi
vuole tenersi stretto
luce di sorrisi
intrecci di storie condivise
molta vita insieme.

Tra albe e burrasche
mensa e calore del letto
nella distanza il pensiero
di ritrovarsi nelle parole
con un bacio.


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Adagio

Scritto da: Roberta il 07-02-2017 - 09:39 pm

Aprirsi al dialogo
aria al pensiero spazio interiore
meditati silenzi pietre levigate
smerigliati lucori
al vento sfumati petali
solleva un canto sommesso, profumo
diafano, lento ritmo passi affiancati.


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Fiori di vetro

Scritto da: Roberta il 31-01-2017 - 02:48 am

Fiori di vetro
alle vittime della neve
ghiaccio falce di luce
fuga di vita
ibernata nella mente
terremoto nelle viscere
nel sangue visioni
fiori di vetro in volo.


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Carovane

Scritto da: Roberta il 28-01-2017 - 01:34 am

Poi arriva la sera
e ore triturate
come pan grattato
nel vuoto di clessidra.

Dune di deserto cangianti
si snodano mille formiche
carovane, impietoso sole
gelida luna.


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Attesa del bucaneve

Scritto da: Roberta il 17-01-2017 - 11:34 pm

Gelida natura che isola
neve e neve implacabile
domina paesi e campagne
uomini,bestie,strade cancella.

Nel cielo opaco
luci abbattute, case isolate
senza calore, piante d’ornamento
sui balconi, nei giardini senza vita.

Rifugio la mensa
una calda minestra
vino che accenda il sangue
l’attesa di un raggio su un bucaneve.


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Santa Lucia dagli occhi pizzuti

Scritto da: Roberta il 14-12-2016 - 03:08 am

Mia nonna sarta ormai cuciva solo pantaloncini per il mare e grembiulini per le nipoti, ma si industriava sulla sua Singer e prima a misurare, tagliare e appoggiava il metro, gli spilli sul tavolo del soggiorno. Andava in cucina magari per un bicchiere d’acqua o ad aprire la porta ad una di noi bambine di ritorno dal cortile e ci preparava la merenda. Qualcosa le era caduto, poggiava in ingresso un gessetto nel richiamo dello squillo, le forbici chissà sulla credenza e la casa nasconde ma non perde, si sa.
Allora si metteva alla ricerca girando in qua e in là e invocava:- Santa Lucia dagli occhi pizzuti, fammi ritrovare quello che ho perduto.-


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Assurda morte

Scritto da: Roberta il 10-12-2016 - 09:50 pm

Corsa disperata e cieca
fanciulla derubata
nello spavento
della periferia degradata
viaggio alla conferma
di poter esistere nella città
dove vivi studiando da artista
per un documento, la tua borsa
aggredita, sola
nella landa desolata
degrado di inaccettata convivenza
ai margini
piccola cinese d’istinto
guerra del Bronx
insegui gli assalitori
come un film d’azione
stritolata in una tragica fine.

Brucia un dolore rabbioso
per l’innocenza
di un volto di bambina
per l’assurdo
della miseria delinquente
che per una manciata di euro
spinge un angelo
sotto le rotaie.


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Festa di pace

Scritto da: Roberta il 06-12-2016 - 08:06 pm

Vola il futuro
incerto, io a terra
pensosa netto lenticchie
da sassolini
come per la cena di Capodanno.

Trattengo il fiato
come scartando un regalo
prendo lo slancio
per spegnere candeline
prima di compiere
cento anni di attesa
di una festa di pace.


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Non cambiare per dispetto

Scritto da: Roberta il 01-12-2016 - 07:24 pm

C'è un'onda conservatrice che fa opposizione alla semplificazione della Riforma, al tentativo di rinnovare un sistema burocratico che tutti criticano. C'è anche malafede perchè dicono che vorrebbero cambiarlo dopo aver detto no al cambiamento.


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Fiducia nei propri eletti

Scritto da: Roberta il 01-12-2016 - 02:25 am

Ma se io ho votato un Sindaco o contribuito a portare al Governo un Consigliere regionale perchè non mi dovrei sentire rappresentata in Senato?


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Attuare la riforma

Scritto da: Roberta il 28-11-2016 - 09:19 pm

Molti indecisi
che futuro vogliamo?

Preferiamo la confusione
azzerare tanto lavoro
e una strada avviata
buttare all’aria le carte
il tavolo?

Ma non è un gioco
occorre pensare al dopo
a chi merita fiducia
ai contenuti di una riforma
che la storia continuerà
a cambiare, perchè la politica è fatta di leggi
e di uomini che le vogliano attuare
di popolo che partecipi consapevole
e non sospetti sempre complotti.


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Non è dato

Scritto da: Roberta il 22-11-2016 - 04:32 am

Si copre di polvere
bellezza, momenti felici
distanza che consuma
fulgore, allegrezza
scaviamo ricordi
come coltello nella ferita,
in vortici di vento piume,
cicatrici compagne alla malinconia.

Gli inciampi del passato
salti alla corda che gira
ancora
la moviola proietta
non è dato il replay
tagliare una scena
cambiare montaggio
in attesa dell’ultimo ciak.


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Aleppo senza rifugio

Scritto da: Roberta il 20-11-2016 - 08:37 pm

Catastrofe di macerie Aleppo
neonati strappati alle incubatrici
verso il nulla
armi chimiche su volti già malati
Aleppo svuotata la vita
senza rifugio agli innocenti
bombardato chiunque
nella furia dell’odio
e dell’indifferenza.


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Stavamo meglio quando stavamo peggio?

Scritto da: Roberta il 20-11-2016 - 06:56 pm

Quelli che vogliono mandare a casa Renzi e magari non gliene frega niente della riforma e non hanno un'idea sul lavoro, i migranti e i rapporti con l'Europa.


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Super Luna

Scritto da: Roberta il 15-11-2016 - 03:27 am

Più lucente e vicina
illumini luna
amante della Terra
prima di allontanarti
nell’Universo
nell’immenso del tempo
splendi come sorriso misterioso
dura di pietra, velo leggero come fuoco
nel profondo del buio
illudi
di dirigere la tua scia
a un incontro di maree
per un siderale e vulcanico canto.


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SI al Referendum

Scritto da: Roberta il 04-11-2016 - 07:14 pm

La riforma costituzionale, per come ne ho sentito parlare e letto, mi sembra effettivamente una semplificazione e uno snellimento del funzionamento dello Stato. Inoltre, da semplice cittadina mi dico: la Costituzione torna a fissare principi e regole, ma resta lo strumento delle leggi ordinarie per attuarla al meglio, intanto è un grande passo avanti.


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La Presentazione del libro di poesie Tutt'uno

Scritto da: Roberta il 25-10-2016 - 12:08 am

Nelle liriche di questa nuova raccolta di Roberta de Thomasis ciò che si coglie immediatamente, quando, ad una prima lettura, affiorano appena i contenuti emotivi e concettuali, che emergono appieno solo dopo successivi e meditati ritorni sul testo (ché la poesia di livello non è merce di facile e frettoloso consumo), è la musicalità. Una musica elegante e sommessa, che si scoprirà perfettamente adeguata all’ispirazione e al mondo emotivo dell’Autrice. Brevi partiture costruite su rime interne (Dottrina passaggio obbligato / ma senza peccato il sesso), rime insistite (esplosione di odio covato serpente / si insinua venefico tra gente innocente, / in un Paese libero accogliente), assonanze (tra i colori delle corolle; di foreste infestate da gas; al naufragio i fratelli; fagotti cappelli fazzoletti al vento), chiasmi raffinati: ogni ape, formica / il suo tragitto con un seme / un polline. Ma, per questo aspetto, senza insistere sulla scomposizione dei versi, destinata a trasformarsi fatalmente in una dissezione del corpo vivo della poesia alla ricerca di reperti significativi, è sufficiente rievocare l’armonia de “L’anima rondine”: In ascolto inquieta la vita / mondo in frastuono / cerca rifugio l’anima / rondine trasmigrata / raccoglie pagliuzze e fango / per un nido sotto le tegole.
Versi come questi non si improvvisano, non sono l’espressione ingenua di uno stato d’animo. Nascono dall’assorta lettura dei poeti e da un lungo e laborioso esercizio di scrittura. I versi della de Thomasis contengono una cifra, o per meglio dire, una misura classica, che si palesa, verrebbe da pensare con un intento programmatico, nell’incipit del componimento che apre la raccolta e ne costituisce il titolo: “Tutt’uno”, dove la giustapposizione dei primi due versi ricomporrebbe un endecasillabo: Giorno felice pace con se stessi; secondo una procedura adottata anche nell’apertura della seconda lirica, “Per caso”: Urge la fame si fa presto a dire. E aggiungerei, a tale proposito, il ricorso ad altri endecasillabi sparsi, individuabili senza interventi sticometrici, in “Odio di fantasie malate”: In un Paese libero accogliente ed ancora di un nemico che inneggia a un dio violento. Qui l’identità della forma metrica dei due versi e le assonanze in clausola assolvono forse la funzione di sottolineare l’antitesi, in questo caso legittimamente manichea, tra civiltà e barbarie.
D’altro canto movenze classiche informano interi componimenti, come “Polena”, dove il lettore coglie in filigrana le musicalità e gli incanti remoti dei lirici greci, da Alcmane a Saffo, sulle note dei quali si è costruito lo stupore dei poeti di fronte alla notte. Qui la tradizione affiora anche nella variazione di motivi a noi più prossimi, in quelle onomatopee marine, sciabordio dell’onda / batte il vascello, / libeccio veleggia / bianco avvolge, che ricordano il magistero poetico dannunziano.
Si coglie nei versi della raccolta una tensione verso l’essenziale, che porta a distillare le immagini e le parole cui esse sono affidate. La de Thomasis compone per sottrazione, ricorrendo ad espressioni selezionate e adottando una sintassi scarna e spesso ellittica, secondo una procedura compositiva che, come nella pittura impressionista, riesce a ricreare, con pochi tratti, immagini, situazioni e stati d’animo.
La poesia evocatrice della raccolta, anche quando rimanda alla realtà fattuale, pubblica o privata, ne riproduce gli echi, le armoniche emotive, secondo un codice di risonanze affatto personale. L’essenzialità, l’eliminazione del superfluo non sembrano identificare soltanto una procedura compositiva. Se ne indovina la matrice, sottesa al metodo che informa la versificazione, in una consuetudine, che si è fatta esercizio rigoroso, di indagine interiore, di costante applicazione a riordinare il divenire magmatico dell’anima.
I motivi consueti della poesia dell’Autrice vanno individuati nell’ascolto di se stessa, gli affetti, l’attualità, la natura; motivi non di rado indissolubilmente ed armonicamente intrecciati.
In “Tutt’uno” la storia e l’attualità tragica intrudono in misura maggiore, filtrate attraverso la sensibilità e la profonda umanità dell’Autrice. E proprio per l’assimilazione emotiva e sentimentale degli avvenimenti della contemporaneità evocati, nei versi non c’è ombra di retorica, ma soltanto autenticità disarmata. Non è dato di sapere se la presenza maggiore dell’attualità rispetto alle raccolte precedenti vada ricondotta all’urgenza della Storia che batte sempre più violentemente alle porte svagate dell’Occidente, o allo spalancarsi autonomo e consapevole dell’io poetico sugli orizzonti inquietanti del presente.

Fabrizio Domenicucci


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Crafty Guitarists performance a Roma

Scritto da: Roberta il 04-10-2016 - 12:49 am

Le chitarre entrano in fila dieci musicisti composti, con il manico alto oltre la spalla, passi cadenzati ed elastici c’è chi dà il via al saluto con un arpeggio e via via altre note entrano rispondono poi si intrecciano si fondono accelera il ritmo si alza il volume la sala è colma di armonia.
Le figure dritte sulle sedie sono sagome scure occhi concentrati labbra che a momenti accennano un sorriso, mani bellissime si muovono morbide agili veloci misurate sulle corde, dita volteggiano, qualche palmo batte il ritmo sulla cassa, un semicerchio di corpi come falce di luna luminescente di suoni.
Fraseggi strutturati, arpeggi in contralto che rispondono ad accordi bassi, richiami, controcanti, dialoghi, progressi di melodie.
Improvviso vagare di note da una chitarra verso l’altra come onda che ne segue un’altra e poi onde ancora verso la battigia.
Ritmo serrato come cavalli al trotto, liberi e compatti ognuno con le sfumature della sua criniera in ascolto dello stesso vento che fluttua.
Dolci note puntiformi come gocce che scendono all’anima lievi una ad una si aggiungono le chitarre nel canto, più forte si alza la musica tutti insieme come un solo potente e delicato strumento, un cuore grande e appassionato.


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Tra l'onda e lo scoglio

Scritto da: Roberta il 26-09-2016 - 08:06 pm

Aereo attimo di gocce
al vento pensiero
che fluttua
ha un confine.


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Amaca

Scritto da: Roberta il 14-09-2016 - 08:53 pm

Appare leggera
rete che avvolge
culla il riposo
il cielo guarda
respiro dell’erba
sosta il pensiero
come onda
rifrange la battigia.


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Epifania e ombra

Scritto da: Roberta il 08-09-2016 - 09:50 pm

Lontani dal sè
emergono giorni persone
vive il momento reificato
ferita, carezza
canto, grido
erba e sabbia
mattonelle di casa
l’asfalto
occhi che parlano
folle
il silenzio del riposo
acqua che accoglie
fraintendimenti
si alza il fumo.


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Momenti sospesi

Scritto da: Roberta il 28-08-2016 - 06:55 pm

Al torrente
scendiamo il sentiero
all’acqua saltella
tra massi bianchi
radura di querce
ombra e sole
risa cristalline
Irene e la mamma
si bagnano
guada Vega scodinzola
Pino riposa
sereni
momenti sospesi
come il ponte di legno
acqua che corre
foglie verdi ci abbracciano
fresco raggi celesti
Natura respira con noi.


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Lancette congelate

Scritto da: Roberta il 26-08-2016 - 10:03 pm

Il boato che ha inghiottito
bambini
uomini donne animali
congelate le lancette
della torre
pietre scatafasciano
soffocano vertigini di polvere
radici divelte
chiome trascinate
nella notte annientata
grida lamenti lacrime
silenzi senza ritorni.


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Intimità

Scritto da: Roberta il 02-08-2016 - 02:21 am

Una volta un rotocalco
-come apostrofava un poeta
mio docente che preferiva
le riviste-
di pettegolezzi, vip.

Attimi come specchi di lago
all’interno della vita del pensiero
muoversi ballerini
a ritmo osmotico carsico
colpo d’ala

scesa dal treno
sprofondare nel divano
in soggiorno.


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Per Nizza

Scritto da: Roberta il 16-07-2016 - 04:06 am

Come reggere a tanto strazio?
Sopraffatti dallo sgomento buio
nell’anima
volti di bimbi scompaiono
corpi in fuga calpestati
come sassi, pietrificati
l’orrore non ci sorprende
ci annichilisce
il peso del dolore si accumula
le gambe cedono
occhi vagano nel vuoto
dove non c’è ragione
che apra una strada.


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Irene

Scritto da: Roberta il 10-07-2016 - 06:33 am

Irene in viaggio esplora
cerca rocce si stacca
dal masso, cammina oltre
la madre mi ha detto
le ho dato fiducia.

Sono alle spalle
nell’arco del tempo
elastico cangiante
come il suo sguardo
interroga sulla natura
del cuore grande candido
turbato da ogni ingiustizia.

Quando stride un incontro
l’emancipazione, sono due volte
ferita, per mia madre,
ma nel ricordo del dissidio
d’amore si rinnova fiducia.

Figlia di mondo di giovani
dove il futuro inquieta
non regala promesse
passo oltre passo
tracciano l’orizzonte.


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Ombra ristoro

Scritto da: Roberta il 04-07-2016 - 10:48 pm

Ombra ristoro di bosco frescura
profumo di primule macchie viola
funghi terrigni colonie ai ceppi
legno bruno muschio umido, fusti alti
ramaglia intrecciata scricchiola
tra i sassi bianchi e la breccia, terra
lungo il sentiero foglie un tunnel
ombrelli di querce, verde castano
e il frusciare di acqua del torrente
colma la coppa delle mani al viso
ai capelli sussurri di vento
eco di fraseggiare
sincopato dal trotto del cane
l’apparire dei cavalli
…e noi andiamo al pianoro
ai prati al cielo.


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Forever

Scritto da: Roberta il 22-06-2016 - 08:34 pm

Amici si è
sempre
per pochi istanti
sempre
ogni volta che
t’incontro
for ever
in ogni bel
ricordo.


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Cantori, garimpeiros

Scritto da: Roberta il 21-06-2016 - 09:06 pm

Pepite
lucono nel greto
scivolano scintille
d’oro, specchio
tra le dita
nell’acqua della corrente
verdeazzurra
gelida trasparenza
salterella, nel vortice
tra muschio e legni, sassi
parole
come bollicine, effervescenze
maschera, gorgo
un canto
d’oro scintille
garimpeiros
poeti, cantori
tra le stelle
persi, nel vortice
di sifoni incantati
nella corrente
parole, come pepite
mentre piove
un torrente
rugiadola
grigia, fitta, lieve
pioggia
dalla finestra, in città.


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Giachetti sa assumersi le responsabilità

Scritto da: Roberta il 16-06-2016 - 10:51 am

Roberto Giachetti sa assumersi le responsabilità. Nel confronto davanti al Campidoglio con la Raggi non ha minimizzato un solo problema, ma nelle soluzioni cercate c’era sempre la forza dell’esperienza, di anni praticati in politica e a fianco a Rutelli, il ragionamento pacato e la passione per Roma, il coraggio di difendere leggi approvate in Parlamento in momenti di emergenza del Paese,“io non ritiro la faccia”- ha detto. Ha ascoltato i problemi dei cittadini e pensato a un numero verde per l’emergenza buche delle strade prima ancora di pensare agli appalti, ha parlato di nuovi autobus anche all’idrogeno, di riorganizzazione del coordinamento delle forze di sicurezza, ma soprattutto di fragilità sociale per la quale accantonare fondi. Anche la Raggi ha parlato di rinegoziare il debito dell’Amministrazione, ma non ha trasmesso la visione che Giachetti ,guardando lontano ,lascia sperare, una rinascita di Roma. Con un forte respiro culturale, con i fondi per le Olimpiadi 2024 che potranno attrezzare strutture sportive anche nelle periferie, con una lotta contro la discriminazione che nasce da un uomo tollerante, ma non dell’illegalità e dell’ingiustizia.


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Figlie

Scritto da: Roberta il 12-06-2016 - 07:57 pm

Figlie di affetti dolcemente feroci
tra attenzioni e amorosi ricatti
cibi svogliati o golosi accurati
va e vieni con le amiche.

Dottrina passaggio obbligato
ma senza peccato il sesso
invito allo studio, curiosità
alla natura , coscienza cresciuta piano
con esempi contraddetti, politica
discussa, televisione relax.

Viaggi di paesaggi città d’arte
castelli di sabbia e continuare a nuotare
mentre correnti allontanano
lanciamo salvagenti di libri, computer
canzoni cioccolatini sms asciugamani
e lenzuola per i ritorni al letto di casa.

Ora donne introverse alle madri
notturne tribù dei locali
girano tornano lavorando in Europa
nei luoghi delle palestre d’adolescenti
belle serie e scherzose
generose d’ascolto, vulcani d’idee
temendo un po’ il mondo
ma pronte a inventarlo migliore.








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Oggi Irene

Scritto da: Roberta il 11-06-2016 - 07:43 pm

Tempo confonde le correnti
elicoidali tra il mio passato
la freccia del tuo futuro
i nostri giorni insieme
intrecci di pensieri
tenerezze e contrasti
il tuo andirivieni
il tuo the, il mio caffè
regali sbagliati
sei nocciolo di ciliegia matura
seme di girasole
sorriso pensoso.


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Femminicidi

Scritto da: Roberta il 09-06-2016 - 06:12 am

Femminicidi folli e premeditati
raptus, crudeltà, torture
sui corpi delle donne
annientate dall’odio, gelosia
furia di belve da sbranare
anche coi loro figli, con il terrore
ultimo sguardo, lacerate dalle urla,
nelle viscere, dopo lotte fulminee
o anni terribili.

Angeli traditi dalla paura, minacce
perfidi ricatti, sottili manette
di divieti, orribili blandizie.


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Pubblico e privato

Scritto da: Roberta il 07-06-2016 - 10:05 pm

Felicità pubblica
uno ad uno affrontiamo
vita quotidiana
disagi nelle strade
difficoltà nel lavoro
problemi di salute,
abbiamo bisogno d’amore
attenzione e felicità
è un momento privato.

Ma il sogno è camminare
solidali per paesaggi sereni…
colmare divari, affiancare solitudini
nutrire gli spiriti, il coraggio
disegnare l’oggi e il domani
per mano ai nostri bambini.


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Ipotesi

Scritto da: Roberta il 07-06-2016 - 12:07 am

Quando in Piazza del Popolo
si alzavano
le tue mongolfiere
sul brulichio
di mille occhi incatenati
io me ne stavo immobile, prostata,
su un prato al vento
di un pomeriggio limpido e assolato.

Forse era proprio quello,
lì nei Giardini Margherita,
il mio ultimo giorno.

Ma un bimbo lì ridente
leccava il suo gelato
…e ripensai a te pure
che non esisti ancora
che forse
non nascerai giammai...

Fremeva l’erba,
le chiome degli alberi mutavano
colori e direzione
così muta imparavo
quel dolce quieto
lasciarsi fluttuare…
…e diventò una culla
il prato verde
e il cielo per un attimo
( altrove il vento volteggiava
mongolfiere di carta colorata)
sembrò non fosse
indifferente.


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Travocchi di San Vito

Scritto da: Roberta il 06-06-2016 - 10:05 am

Sul molo dei travocchi di San Vito sentire il mare tutto intorno fresco di vento ondeggiare, caldo il sole addosso. Respiro aperto al largo, sguardo che vaga nell’azzurro, distanza dalla costa le case la rocca verde. La spiaggia e gli ombrelloni lambiscono il molo, bambini in carrozzino tendono le mani a cani che gironzolano, passeggiatori in libertà assaggiano l’estate. Le reti dai travocchi pescano il cielo, pali diagonali si stagliano sul mare e i salvagenti rossi sulle palafitte dei pescatori, testimoni di legno vivo di salsedine, perle dell’insenatura.


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Flipper

Scritto da: Roberta il 01-06-2016 - 01:41 am

Sempre tardi per fuggire
da se stessi
gli inciampi col passato
tendono il filo da equilibrista
sull’affanno quotidiano.

Oasi momenti d’amore, intesa
pace nella bellezza, sapere
saper fare
ma fugge l’attimo
e la burrasca rugge
di un mondo dilaniato
atomi come biglie
nel flipper.


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Fragola

Scritto da: Roberta il 30-05-2016 - 10:02 pm

Fragola frutto dal profumo
più dolce che al palato,
bella come un rossetto
morbida, succosa al labbro
con la corona verde di principessa
rallegra la siepe, l’orto, ma è delicata
da difendere
come un cuore sensibile.

Spruzzata di zucchero e limone
o affogata di panna, di crema
confonde l’asprigno
della polpa selvatica
in delizia.


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Pastore di gregge errante

Scritto da: Roberta il 30-05-2016 - 10:00 pm

Pioggia tropicale
sull’asfalto del quartiere
domenica di tagliatelle
afa, in televisione addio
a un grande attore.

Racconta il viaggio la figlia
contenti brindiamo
a partenze e ritorni
ma il cane è offeso
non ammette abbandoni.

Se ne sta in disparte
medita forse l’infedeltà degli umani
l’incostanza, mentre il suo attaccamento
è totale, la sua dipendenza,
con gli occhi mogi
pastore di gregge errante.


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Dolce Anahi

Scritto da: Roberta il 28-05-2016 - 10:07 pm

Anahi a cinque anni
la immersi nella vasca da bagno
con Irene e le paparelle
per una prima sera affidata dalla mamma.
Lunghissimi capelli biondi, occhioni azzurri
che dal timore si quietano ai sorrisi
tra bambine tra gli spruzzi d’acqua,
accolte negli asciugamani.

Passeggiate in pinete, lotte giocose
col fratello Claudio sfidante e spiritoso,
la dolce Anahi si fa i muscoli, risponde attacca,
pattina, gioca a pallavolo, bravissima a scuola.

Nel laboratorio con Irene in campagna
si avvolge un panno rosso – sono una bandiera!-

Ora è un’artista
dipinge, scolpisce, crea gioielli
donna bellissima, alta e morbida,
delicata e combattiva
sorride al mondo
con sguardo misterioso.


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Fiori e donne

Scritto da: Roberta il 28-05-2016 - 05:40 am

Terrazzo a San Lorenzo al sole di gerani una festa, rossa velluto una rosa accanto a garofanini, nell’angolo vassoio di piantine grasse spinose, alto un albero di limoni, ciuffi di rosmarino, Flavia offre a Betta una fucsia boungavillea e la grata sul muro è già pronta ad accoglierla. Siamo in un effluvio di profumi delicati addolciti dal caldo, in un arcobaleno di colori sotto il cielo cilestrino con bianche frange di nuvole.
Nel cortile una buganvillea riveste un grande muro, la massa rosa della cascata di fiori si protende verso cespugli incolti, chiome di alberi svettanti.
Tre donne tra terrazzo e soggiorno tessono una trama di sorrisi, risate, racconti di vita, mangiano lente cous cous, brindano con un vino rosso – musica ambient- , foto di figlie, ricordi. Luce di maggio sulla tovaglia bianca stampata di blu, riflessi dorati negli occhi verdi di Betta e di Flavia, ore dense e veloci, leggere come lo strudel che si scioglie in bocca, piene come gli anni delle lotte della giovinezza alle quali accenniamo, lucide come la vetrina di cristalli davanti al divano. Ridiamo del dubbio di non essere riuscite a cambiare il mondo, con tutti i nostri libri, ma ancora vogliamo dare coraggio ai giovani, c’è molto da fare e stanno lottando per il lavoro e la felicità.


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Il sentiero

Scritto da: Roberta il 25-05-2016 - 08:22 pm

Il passo dell’uomo
apre il sentiero
sosta al volgere
della traccia
riposa all’ombra
e la quercia al sole
come meridiana
scandisce l’orientamento.


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Compleanno e rinascita

Scritto da: Roberta il 24-05-2016 - 11:18 pm

Festeggiamo Antonella il compleanno al vento rosa di un terrazzo di ortenzie,violette, rosso di gerani, brindisi bis alla casa di Paola all’Aquila nella visione dei monti, del campo largo boscoso, di tante gru che in centro si alzano come fenici.
Siamo felici e sospesi nell’attimo, in sei al tavolo goloso nel sole oltre la vetrata, parole sulla qualità e la politica, miele al tartufo sui formaggi, vini che cambiano come le diverse opinioni mentre circola l’afflato di speranza per la campagna di Luca, il suo olio biologico, l’impegno giovane.
Visitiamo la casa e la mansarda, le travi si sono schiantate, ora manca qualche particolare ma tutto è pensato con cura, bellezza sobria e perlacea, solida come scavata nella roccia, piantata come una quercia.
Antonella soffia sulle candeline tra crema e fragole, applaudiamo, ridiamo, a maggio col sole è un bel giorno per ricominciare.


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Ritorno di Proserpina

Scritto da: Roberta il 22-05-2016 - 09:23 pm

Tepore sul viso
luce allo sguardo chiarificato
riparo nella frescura delle chiome
anima ondeggia
gioia e malinconia nella natura
ritorno di Proserpina
dal Destino divisa.


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La pazza gioia

Scritto da: Roberta il 22-05-2016 - 08:06 am

Un film sulla fragilità di due ragazze bellissime – bravissime attrici- traboccanti di bisogno d’amore, incappate in uomini cinici, superficiali, brutali; provenienti da madri anaffettive, padri assenti e nel caso di Donatella idealizzato. La loro malattia è la disperazione che viene dal rifiuto, un’esplosione di logorrea in Beatrice che si esalta nelle fantasie del “bel mondo” ricco e nobile che ha abitato; un maggior senso della durezza della realtà nella depressione di Donatella, che ha vissuto momenti di felicità solo con il figlio piccolo. Ma insieme al loro conflitto nasce l’affetto e la sfida alla solitudine interiore: raccontarsi, fuggire, inseguire delle rivincite, ridere e piangere insieme, difendersi.


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a Marco Pannella

Scritto da: Roberta il 21-05-2016 - 11:01 pm

Vita per la libertà
Marco, grida all’inganno
protervia, bavaglio alle congiure
pace per la fame, la guerra
dignità ai derelitti
battaglie per uomini e donne diversi
in diverse uguaglianze, Marco
sempre giovane tra i giovani
umile con gli umili
potente con i potenti
amico dei buoni e Maestro
per ogni ravvedimento.

Ilare, bello, occhi di husky delle nevi
guida alle cime del Budda
italiano del risorgimento europeo
diamante grezzo di un vessillo
che ha allargato l’orizzonte
le menti, padre
della crescita di civiltà.


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Riflesso

Scritto da: Roberta il 18-05-2016 - 08:00 pm

Luna dal pozzo
apparenza nel secchio
inafferrabile riflesso
sguardo che non coglie
essenza
lontani nel buio
anelanti all’amore
che ci riveli
l’uno all’altro.


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Le api e la rosa

Scritto da: Roberta il 18-05-2016 - 12:48 am

Come lago rosso dal fondo di ombra e luce, come campo di papaveri che le api suggono, l’alveare di Anahi sembra ondeggiare nelle sue linee forti, il reticolo ferreo poggia lieve nella penombra del marmo, ogni esagono rosso imprigiona due trapezi bianco-neri. Le api di bronzo giallo partono una dal basso e una dall’alto delle celle, aggrappate, lucide, due in coppia, due ad angolo, simili ma non identiche per una posizione delle zampette, l’apertura d’ali, ventuno punti-luce sul rosso cuore che sembrano avanzare, depositare miele nell’alveare, pronte a un nuovo volo. Dodici gli elementi della geometria verticale, come il ciclo delle stagioni si snodano in un blocco che curva, presenza di forza che muta. Nella Sala Santa Rita una rosa rossa alta sulla parete sopra l’altare non più consacrato si ripete riflessa da un proiettore, punto rosso nell’alone di luce, contrappunto alla scultura, natura viva che appassisce pian piano, mentre le api di bronzo brillano fermate nell’attimo.


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Sacramenti per Sofia

Scritto da: Roberta il 17-05-2016 - 07:09 pm

Pannetti, ghettine, bianchi asciugamani spiegati sulle balaustre ai piedi di grandi icone d’oro azzurre rosse, sotto arcate altissime tra le colonne, Chiesa di mattoni romani al culto ortodosso rumeno.
Mani veloci attente di donne chine che avvolgono panni, apparecchiano vestitini, donne e uomini che incedono nella navata ampia con lunghi ceri ornati di tulle e fiocchi colorati. La comunità si stringe ai primi banchi , cori si innalzano, madri e padri trepidi consegnano bimbi nelle vesti ricamate, acconciati sulle testine da cuffiette, nastrini, alle madrine e padrini che si riuniscono a semicerchio attorno all’altare, al Sacerdote Giovanni nella tonaca nera ammantata di paramenti bianchi e dorati.
Formule, preghiere condivise, benedizioni, i nomi dei bambini si rincorrono mostrati all’altare, alle icone, poi ad uno ad uno spogliati, presi nelle mani del Sacerdote e l’immersione nella fonte battesimale è totale per poi essere innalzati all’Altissimo nella luce soffusa dei ceri, nel profumo intenso dell’incenso.
Piangono, strillano, guaiscono, è un coro di neonati che echeggia , vita al risveglio, un richiamo dall’uno all’altro, allo scalpiccio dei fratellini e cuginetti che giocano tra le colonne che i parenti si voltano per frenare a cenni.
Ma Sofia non grida, non piange. E’ un torrente di acqua e di luce nelle mani che l’innalzano agli occhi estatici della mamma, della madrina che l’accoglie per asciugarla con dolcezza e vigore.
I corpicini dei neonati sono allineati e sgambettanti, accuditi da mani, da sguardi sorrisi e il Sacerdote li cosparge dell’olio della Santa Cresima. Le madrine continuano a massaggiare l’olio accudendo i bambini e il Sacerdote porta alle loro labbra la Comunione con un frammento di ostia benedetta intinta di vino. Sofia ha una piccola ritrosia al sapore mentre la Chiesa di San Pietro alla carità risuona tutta di un coro misterico.
Le madrine rivestono i bimbi con abiti nuovi, usciranno diversi da come erano entrati.
Il Protopop Ion taglia ad uno ad uno un piccolissimo ciuffo di capelli ai consacrati, qualcosa di se stessi da offrire in dono a Dio al quale cosa si può regalare? Ad uno ad uno li prende in braccio e cammina davanti alle icone, Padre che conduce i suoi figli alla prossimità col Divino, alla Benedizione, con l’immagine splendente della Madonna col Bimbo che sembra uno di loro.
Sofia torna nelle braccia della mamma Petruzza e tutti i parenti e gli amici , dopo la foto di gruppo, ci avviamo in Sacrestia per un brindisi. Dalla finestra in fondo alla sala le piscine di Villa d’Este, siamo in un angolo di paradiso di Tivoli, usciamo su Piazza Campitelli, una geometria di scalinate che si allineano e si incrociano alla vista di alte case antiche, di muri di edera e biancospino, in una pioggia leggera di maggio.
Il carrozzino blu della bellissima paffuta Sofia, dolcissimi occhi quieti, guida la fila verso altri festeggiamenti,molti cuori nella Chiesa hanno gioito insieme dell’amatissima figlia di padre italiano che ha detto – per me è importante basta che sia una religione – e di madre rumena che a Roma ha incontrato l’amore di Daniele.


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Traspare l'arcobaleno

Scritto da: Roberta il 16-05-2016 - 07:45 pm

Verde campagna
di colli boscosi
sole riappare velato
nel cobalto diffuso
incerto segno traspare
l’arcobaleno.


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Al limite del viaggio

Scritto da: Roberta il 14-05-2016 - 10:17 pm

Strada ferrata plumbea
apre orizzonte sprazzi di sole
nuvolaglia scalinata amplissima
aerea terrazza
su fili , su pali , geometria di convogli
allo stallo, squilla gialla banchina
monumento bianco ingoia il tunnel
al limite del viaggio
da cominiciare.


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Al lago dei cigni

Scritto da: Roberta il 13-05-2016 - 08:23 pm

Danzano sulle punte
pensieri d’amore
nostalgie giovani
vagheggiati attimi vette maree
lacrime di felicità
confusione di anima e corpo
sguardo accecato
luce dell’altro
oscurato nell’abbraccio perduti
ballerini al lago dei cigni
nivei e ardenti
note sublimi.


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Nuove fole

Scritto da: Roberta il 12-05-2016 - 08:25 pm

Dopo la tempesta
di emarginazione
per mano alla luce
famiglie come alberi
ripopolano l’Eden
libero dal maleficio.

Verde primavera
gemme sui rami
Eolo leggero
arpeggia nuove fole.


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L'onda

Scritto da: Roberta il 11-05-2016 - 09:41 pm

Faro interiore
alluschiamo
svegliati da incubi
folla che attanaglia
mare aperto alla vela
trasporto di vento al sole
a vergine incontro
rinascita
primo amore
onda sempre diversa
lambisce la battigia.


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Bologna nel cambiamento

Scritto da: Roberta il 10-05-2016 - 08:21 pm

Delicata immagine e possente
baciata dalla rimembranza
mura innalzate di storia, cultura
strade al mercato, passeggio
lunghi passi di anni in fermento
mille incontri, ragionamenti, follia
Bologna breccia del cuore
primavera che illude in collina
luce giovane e ombra di dolore
pietre miliari del mio percorso
come nobile donna truccata
di una festa di popolo
rosea al sole, grigia di pioggia
viva di musica del cambiamento.


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Horti conclusi

Scritto da: Roberta il 09-05-2016 - 10:25 pm

Nascondere semi radici virgulti
ad ognuno un cerchio geloso
della propria verzura, colore
mentre ai cancelli battono ritmi
di passi da monti, deserti
miraggi albero della vita
campi di grano e officine
latte di pascoli, frutti di boschi
mani per il lavoro
Inno alla gioia
figli della Terra e del mare
sferzati dal Destino corrono
sole e pioggia
per ripiantare il futuro.


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L'acquario

Scritto da: Roberta il 07-05-2016 - 07:52 pm

Bollicine d’ossigeno galleggiano
in superficie colonna fluttua
dalla valva bianca socchiusa
grande conchiglia bianca
scabra al centro dell’acquario.

Sei pesciolini nuotano l’angusto mare
ruotano code dorate gialle bianche e arancio
boccucce che aspirano in alto
corrono al vetro occhietti appannati.

Scompare la principessa
dalla lunga coda trasparente
sfrangiata scivola
tra un rosso sasso poroso
e il legno muschioso volteggia.

Aggirano aggirano i pesciolini
verdi ramoscelli, sulla rena poggiano
appena e si rincorrono costretti
accorrono al mio sguardo incollato
alle boccucce che le imitano
a frotta, code piccole pinne svolazzanti
squame leggere cangianti di sole e luna
lontani dal mare, la vita, spauriti.


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Portici a Bologna

Scritto da: Roberta il 03-05-2016 - 09:44 pm

Portico volta scura profonda
eco di passi notturne
parole conversari accesi
di ritorno dal cinema dall’osteria,
mattine veloci di sole filtrato
di corsa nella folla degli studenti,
vetrine aperte sul riparo alla pioggia
profili alti
nella cortina bianca di nebbia
un braccio poggiato alla spalla
il pavimento scivola all’arco
fuga di geometrie rossi mattoni
case aperte alla strada confine
penombra intimo segno di incontri.


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Il bacio

Scritto da: Roberta il 26-04-2016 - 10:05 pm

Leggero incedere
in lontananza al prato
nel panneggio della veste
azzurra
fanciulla ride.

Procedi sicuro e calmo
alla rosa delle labbra
dischiuse, lieve porgi
un morbido suggello.


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L'amore di una vita

Scritto da: Roberta il 22-04-2016 - 01:05 am

Vino rosso sa di sabbia
granulosi ricordi raschiano
si sbriciolano come pane
allontanano fotografie
l’anima insegue attimi
dall’origine rivuole
la sua storia, sapore di baci
abbracci di profumo, scintillio
risate risuono di un canto
conversazioni intrecciate ritmio
spezzato di toni posate il tramestio
dolce di una torta bianca soffiata,
applaudita cin cin dei bicchieri, occhi lucidi
flash bambini che crescono sotto una volta
antica, figlie attorno alla nonna ridente
di un regalo sorpresa al centro della festa
felice dell’amore fecondo di una vita.


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Oltre la fine del mondo

Scritto da: Roberta il 19-04-2016 - 09:22 pm

Macchinari mastodontici
ferro nero in disuso agli alti soffitti
tubature turbine quadri di comando
vaste sale il bianco del marmo
statue romane di uomini illustri
anonimi personaggi, busti di fanciulli
matrone nei pepli, ghirlande
ali spezzate, volti di giovinette
sarcofagi, fregi davanti a ferriate
che separano secoli e civiltà
alla Centrale Montemartini
mosaici acquatici e caccia selvaggia
colore minuto nella luce di alte finestre
teche di rosse chiavi inglesi e bulloni
Anacreonte e Platone contemplano
sulle colonne la vertigine di bellezza
immortale, frammenti come lamento
motori in disuso ingombranti
come un film
oltre la fine del mondo.


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Gora di futuro

Scritto da: Roberta il 06-04-2016 - 09:42 pm

Gora di futuro
s’ingorga oltre
la cascata, foglie secche
nella corrente, alle rive
chiome lussureggianti
gorgheggiano.


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Risveglio

Scritto da: Roberta il 03-04-2016 - 09:31 pm

Primavera addosso
mi spoglia, libera.

Mani tiepide intrepide
puledri che nascono
erba orizzonte
case riverniciate.

Un’isola riemerge dal sonno
nuova di foreste, canti
corrono ruscelli
fanciulle danzano.


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Senza respiro

Scritto da: Roberta il 24-03-2016 - 10:11 pm

Una mosca
in un bicchiere rovesciato
un uomo osserva crudele
la lotta pazza
senza respiro
le alette agitatissime
mentre il bicchiere si appanna
come la Terra privata
di foreste infestata da gas
le nostre menti ottuse
in uno specchio
affoghiamo senza respiro.


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Cerere piange

Scritto da: Roberta il 23-03-2016 - 10:47 pm

Come pupazzo a molle
dai legamenti scarichi
la mensola accascia
i pensieri, temporale
scuote il pendolo.

Si piegano le ginocchia
tanta stanchezza penetra
nonsenso
buio appesta le ciglia
fredda primavera
Proserpina incatenata
all’Ade
Cerere piange.


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Temiamo l'ombra ed il minuto

Scritto da: Roberta il 23-03-2016 - 03:35 am

Ho visto una formica
correre impazzita
attorno alla ciotola del cane
perso l’orientamento
la fila, un attimo schiacciarla
ognuno di noi quotidie
al lavoro, in viaggio
in cerca di pace
per il cibo, rifugio
allarmati le antenne bombardate
saette di morte
di fratelli, radar confusi
sangue lacrime orrore
temiamo l’ombra ed il minuto.


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A una ragazza, a tutte

Scritto da: Roberta il 22-03-2016 - 08:23 pm

Non sapevi se era mattino
mentre le girandole d’artificio
incendiavano il tuo sogno
nelle lamiere, la tua felicità
schiantata, bella ragazza
promessa al Mondo.

Desolati senza il tuo sorriso
entusiasmo curiosità studio
amore per la vita, tu
una per tutte
seme d’Europa
frutto d’emancipazione di donna
mente aperta, coraggio avventura.

Sorriso che confonde le lacrime
di chi resta nello strazio
di una perdita incolmabile
vita pulsante, speranza
affondata in un tonfo.

Come terremoto che scuote
le viscere della Terra
e sotterra le sue figlie.


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Quilt

Scritto da: Roberta il 18-03-2016 - 11:47 pm

Cucire una coperta
quadrati diversi
piccoli colori fantasie
per il tuo calore
preciso taglio dei cotoni
filo verde nell’ago
sulla poltrona pensiero
procede lento vaga
accosta fiori a ballerine
un cane un gatto a stelle
azzurro a un rosso canarino
mentre il prato fiorisce
l’intenzione di un dono
delle mani del tempo
ricami ai bordi
tutto ancora in fieri
profila l’assemblaggio
il talamo di un sogno
d’infanzia che volge
alle tessere d’incontro
con le diversità
della natura, con un’antica
fola che protegge la notte
col ricordo di laboriosi giorni
per amore.


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Marisa a Pietrantica

Scritto da: Roberta il 17-03-2016 - 04:46 am

Marisa dell’agriturismo
matrona bionda e animatrice
tra i tavoli delle cene decanta
l’origine dei piatti gustosi
la farina solina dei suoi campi
ortaggi dell’orto sotto il casale
di Pietrantica bianco della Majella
sul canyon riserva verdissima
dell’Orfento salta sui massi.

Saltella il piccolo Paolino nell’aia
gioca coi cani, corre ai tavoli
con gli arrosticini, Marisa in cucina
coinvolge Viola dai bei capelli tiziano
a preparare ciambellani e biscotti,
mescolano marmellate e a colazione
gli ospiti si intrattengono alla conversazione
scoppiettante della madre che siede col caffè
scambiando notizie tra il va e vieni
la montagna del marito Camillo
guida alpina indica ogni sentiero.

Marisa scherza un po’ d'ansia e gode
del lusso di natura del suo faticoso isolamento
nel borgo, il lavoro duro l’avventura dei contatti
con gente di tutto il mondo e si meraviglia
nonno Paolino, pastore cantore di lupi e stelle,
di tanti cittadini così lontani
ma certo a vedere la montagna
più bella della Terra.


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Confini

Scritto da: Roberta il 15-03-2016 - 11:07 pm

Una stella
si spegne
è finita..
un raggio che arriva
dall’eterno
ma quando?

Quand’è
dove
che è
eterno?

La luce..
ogni stella si spegne,
finisce.

La sua luce
è uno specchio
di eternità.







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Felicità

Scritto da: Roberta il 14-03-2016 - 11:01 pm

Un dileguarsi
l’attimo
di felicità
se provi a fermarlo
l’hai persa.


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Come scia luminosa

Scritto da: Roberta il 14-03-2016 - 02:22 am

Caratteri diversi
volute nel pollice
tesi a distinguerci
un neo, cicatrice, un grido
strozzato per ritrovarci l’amato
ricongiuncerci all’Idea perfetta
come scia luminosa di meteora
dal buio dell’abbandono.


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Nipoti con Irene

Scritto da: Roberta il 11-03-2016 - 05:52 pm

Stefania e Massimiliano
genitori di nipoti con Irene
in campagna a giocare
nel bosco rincorse
cuociamo pizze che orniamo
a piacere sotto il portico sul prato
Nina e Giorgio occhi grandi delicati
cantano sperimentano teatro nella natura
al sorgere delle stelle disegnano finestrelle
e della luna.

In paese Giorgio sbandieratore
Nina al liceo combattiva, mamma maestra
d’avanguardia dell’ecologia, politica poi a scuola
Dirigente, impegnato nel sociale Massimiliano
cura ogni relazione, insieme alla formazione
con Stefania dei figli adorati, corre dalla mamma
la zia a Milano e alla metropoli volano
i ragazzi all’Università.


Eccellenze, hanno girato paesi e Nazioni
coltivato letture passioni, la matematica
per Giorgio è un gioco, Nina pensa alle imprese
tanti sono gli amici i viaggi, lo studio impegnato
alla famiglia sono molto legati.

Ci si incontrava in spiaggia a Francavilla
con nonna Maria e con Stefania qualche zoom
di tempi giovani amiche a Bologna
giorni interessanti e travagliati
poi la vita mi ha ritrovato sposata
col suo amato fratello Pino e i nostri figli
hanno sangue abruzzese e bei sorrisi.


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L'anima rondine

Scritto da: Roberta il 10-03-2016 - 06:13 pm

In ascolto inquieta la vita
il mondo in frastuono
cerca rifugio l’anima
rondine trasmigrata
raccoglie pagliuzze e fango
per un nido sotto le tegole.


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Missione di pace?

Scritto da: Roberta il 06-03-2016 - 09:37 pm

Missione di pace appoggio
siamo sempre chiamati
dal mondo, minacciati dai mali.

Il globo non si incanta alla luna
strepita di conflitti e interessi
trascina le masse dilaga confusione.

Filo tenue la ragione accende la luce
di solidarietà, governa speranza
salvezza una strada da tracciare
ogni giorno di mille semi, case, dialoghi
come ruscelli, flauti arpe violini
ricordo di echi ancestrali.


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